Chiesa San Vincenzo Ferreri

Il giornalino del Cenacolo Eucaristico Aprile 2011

Cenacolo Eucaristico

                              Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 

                        Venite     Adoriamo 

 

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e teneramente  avvolga 

in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.         

                                                                                                                                                         

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            2 A

                                                                                       Parola di Dio ed Eucaristia

Casella di testo: Cenacolo Eucaristico
                              Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

                        Venite     Adoriamo  
  
O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e teneramente  avvolga  
in  un  manto di  cielo  l’ umanità  tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.


NUMERO UNICO 

E’ Pasqua

 

Avvertiamo tutta la gioia della Pasqua: mistero centrale della nostra fede. Noi siamo i seguaci del Risorto. Ci raduniamo nel suo nome per avvertire e godere della sua presenza di “Sempre vivente”. E in questa comunione vogliamo trasformare la nostra vita e la vita del mondo in un inno alla risurrezione. A questo ci aiuta il mistero eucaristico. A questo continuamente ci richiama la messa che è appunto la rinnovazione del mistero pasquale. Noi siamo troppo abituati a collegare la messa al sacrificio di Cristo. Giusto. Ma il rapporto non è completo: manca la risurrezione, manca il richiamo alla Pasqua. E invece ogni messa per noi è Pasqua. In ogni messa infatti noi siamo nuovamente messi a contatto col mistero pasquale di Cristo; quindi con la risurrezione, quindi con la grazia da quella ema- nante. “L’Eucaristia non significa per noi solo

partecipazione alla croce di Gesù! Sbaglierebbe chi vede in essa solo il segno della sofferenza più amara di Cristo. C’è nel segno sacramentale una presenza possente. L’Eucaristia è in fondo il sacramento della gloria di Cristo. Partecipandovi anche noi siamo inseriti nella sua gloria. Secondo la liturgia l’ Eucari stia è per noi veramente il “segno della futura gloria”(Ralmer). “La messa, o cena del Signore, è contemporaneamente e inseparabilmente: sacrificio in cui si perpetua il sacrificio della croce; memoria le della morte e della risurrezione del Signore che disse: “Fate questo in memoria di me”(Lc.2,19); sacro convito in cui per mezzo della comunione  del corpo  e del sangue del Signore, il popolo di Dio partecipa ai beni del sacrificio pasquale, rinnova il nuovo patto  fatto una volta per sempre nel sangue del Cristo da Dio con gli uomini e nella fede e nella speranza prefigura e anticipa il convito escatologico nel segno del Padre, annunziando la morte del Signore “fino al suo ritorno” (Euc. Myst. 3,a).

La messa è dunque il nuovo convito-sacrificio pasquale, iniziato da Cristo nell’ultima cena, di cui il banchetto  pasquale  degli  Ebrei era una prefigurazione. Gli Ebrei, in ricordo della liberazione dallo Egitto e del passaggio dal Mar Rosso (Pasqua vuol dire appunto passaggio) nonché dell’alleanza che da quel momento Dio strinse con loro, celebravano ogni anno il ricordo di quella tappa grandiosa della loro storia, segnata da uno straordinario intervento di Dio, con la cena pasquale. In essa mangiavano un agnello e pani azzimi. Essi ripetevano nel ricordo e nella riconoscenza a Dio del cui intervento perduravano ancora i grandi benefici, il primo banchetto che i loro padri avevano fatto poco prima di uscire dallo Egitto quando col sangue dell’agnello di cui mangia vano le carni avevano segnate le loro porte, rispar- miate perciò dall’angelo sterminatore. “La nostra Pasqua è Cristo”: il nuovo grande “esodo” del nuovo popolo di Dio, è avvenuto con la morte di Cristo, che ci ha liberati con il suo sangue dalla schiavitù del peccato. Orbene con la messa noi rinnoviamo il ricordo di questo fondamentale evento del nostro pellegrinaggio terreno. Non solo lo ricordiamo, ma lo rinnoviamo. L’Agnello che mangiamo oggi è lo stesso che fu immolato sul Calvario ed è quindi per la sua e la nostra gloria risuscitato. Ogni messa dunque è Pasqua.

La domenica lo è in maniera speciale.

La domenica di Pasqua lo è in modo specialissimo.

Facciamo Pasqua davvero unendoci nella SS.Eucaristia al Cristo risorto per risuscitare con lui alla grazia, alla gioia, ad una vita davvero nuova.

 

 Il Rettore e il Cenacolo Eucaristico  augurano a tutti Buona e Santa Pasqua