Chiesa San Vincenzo Ferreri

Il giornalino del Cenacolo Eucaristico  Dicembre

 2010

 

Casella di testo:                                              Cenacolo Eucaristico
                             Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

                       Venite     Adoriamo         



                                                                                                                                                          
                                           Eucaristia e santità personale                                     D

 


L’Eucaristia è l’alimento della santità! Nessun santo è divenuto tale senza attingere a questa fonte inesauribile della nostra santificazione. Se fa difetto la santità, molti oggi lo rilevano, è perché è scaduta la comprensione e la valorizzazione piena dell’Eucaristia. Oggi è di moda la mediocrità; oggi vige uno spaventoso livellamento ed è a livelli sempre più bassi, sempre più accomodanti, sempre più conformati a mode e a comodi mutuati da altrove. Oggi l’eroismo non si predica più. Si ha paura a prospettarlo, con la scusa di un umanesimo troppo umano, troppo superficiale. Oggi il metro che più facilmente si adopera è il compromesso, è la riduzione di impegno in nome di chissà quali scoperte psicologiche e sociologiche. C’è ancora chi pensa ai Santi come a dei taumaturghi, come a dei privilegiati, chi esige miracoli ed aureole: non di questo è fatta la santità. E’ fatta invece di eroismo purissimo e nascosto, di costanza all’ideale evangelico nella vita di tutti i giorni. Ci dia il Signore di questi eroi, umili, silenziosi, tenacemente costruttori del mondo nuovo che aspettiamo. La chiamata universale alla santità esige in tutti i battezzati un forte impegno di coerenza. Cristiano uguale Santo! E’ la lezione che ci viene dalla contemplazione dei nostri fratelli del cielo, i quali ci ripetono che la fonte della santità è Cristo: il Santo per eccellenza e il consacratore per la forza del suo sacrificio pasqua le. Nell’Eucaristia noi celebriamo la fonte della sua santità, di dove i nostri fratelli santi attinsero abbondantemente. Dalla Comunione con Cristo, dalla partecipazione al sacrificio pasquale i nostri fratelli santi trassero ispirazione, stimoli e forza per raggiungere la gloria dove ora si trovano e da dove ci invita no a raggiungerli. A questo centro di spirituale irradiazione, come essi sempre si valsero in vita a trarne luce, alimento, conforto, così anche ora si dirigono, insieme agli angeli, in una lode incessante, le loro glorificazioni, i loro ringraziamenti, le loro suppliche. Sono le schiere celesti, gli Angeli e i Santi che cantano con noi in ogni celebrazione eucaristica: “Santo, santo, santo il Signore…” Ed anche le loro preghiere di intercessione traggono tutta la loro efficacia dal Sangue di Cristo; devono quindi essere raccolte nel calice dell’altare per essere offerte col Sangue di Gesù al Padre e ridiscendere su di noi come grazia di salvezza. Avviciniamoci con sempre maggiore fiducia a Cristo Eucaristia, meta suprema dei nostri cuori. I Santi sono diventati tali alla scuola della SS.Eucaristia. Guardando al loro modo di accostarsi a questo augusto sacramento possiamo imparare le migliori disposizioni per accedere al santo sacrificio e al divino banchetto. Leggiamo nell’Imitazione di Cristo: “Quando ripenso, o Signore, a certi fedeli che si accostano al tuo Sacramento con la più grande devozione ed affetto, io allora sovente mi confondo dentro di me e arrossisco, perchè così tiepido e freddo mi accosto al tuo altare e alla mensa della Santa Comunione; perché rimango così arido e senza affetto nel cuore; perché non sono tutto infiammato alla presenza di te mio Dio, e non sono così fortemente attratto e commosso come lo furono tante anime devote le quali non potevano tenersi dal piangere per il traboccante desiderio della Comunione e per la sensibile tenerezza dell’amore, e anzi con la bocca dell’anima non meno che con quella del corpo dall’intimo midollo anelavano a te, Dio fonte viva, non riuscendo in altro modo a temperare o a saziare la loro fame fuorchè ricevendo con tutta giocondità e avidità di spirito il Tuo Corpo”. Io invece spesso sono molto lontano da tale affetto e devozione, da un così veemente amore e ardore. Siimi propizio, o Gesù buono, o Gesù dolce e benigno.

 

 

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

Il Cenacolo Eucaristico augura a tutti i lettori un Santo Natale e un felice anno nuovo.