Chiesa San Vincenzo Ferreri

Il giornalino del Cenacolo Eucaristico Febbraio 2011

Casella di testo:                                                 Cenacolo Eucaristico
                              Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

                        Venite     Adoriamo         



                                                                                                                                                         
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            2 F
                                                                                       Parola di Dio ed Eucaristia

 

 

 

 

Quanto viene affermato in genere riguardo alla relazione tra Parola e Sacramenti si approfondisce quando ci riferiamo alla celebrazione eucaristica. Del resto, l’intima unità fra Parola ed Eucaristia è radicata nella testimonianza scritturistica(cfr.Gv 6; Lc 24), attestata dai Padri della Chiesa e riaffermata dal Concilio Vaticano II. A questo proposito pensiamo al grande discorso di Gesù sul pane di vita nella sinogoga di Cafarnao (cfr. Gv 6,22-69), che ha in sottofondo il confronto fra Mosè e Gesù, tra colui che parlò faccia a faccia con Dio (cfr.Es 33,11) e colui che ha rivelato Dio(cfr.Gv 1,18). Il discorso sul pane, infatti, richiama il dono di Dio, che Mosè ottenne per il suo popolo con la manna nel deserto e che in realtà è la Torah, la Parola di Dio che fa vivere (cfr. Sal119; Pr 9,5). Gesù porta a compimento in se stesso la figura antica: “ Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà vita al mondo… Io sono il pane della vita” (Gv.6,33-35). Qui “la Legge è divenuta persona. Nell’incontro con Gesù ci nutriamo, per così dire, dello stesso Dio vivente, mangiamo davvero – il pane dal cielo-”. Nel discorso di Cafarnao si approfondisce il Prologo di Giovanni: se là il Logos di Dio diventa carne, qui questa carne diventa “pane” donato per la vita del mondo (cfr.Gv.6,51), alludendo così al dono che Gesù farà di se stesso nel mistero della croce, confermato dall’affermazione sul suo sangue dato da “bere” (cfr.Gv.6,53). In tal modo nel mistero dell’Eucaristia si mostra quale sia la vera manna, il vero pane del cielo: è il Logos di Dio fattosi carne, che ha donato se stesso per noi ne Mistero Pasquale. Il racconto di Luca sui discepoli di Emmaus ci permette un’ulteriore riflessione sul legame tra l’ascolto delle Parola e lo spezzare del pane (cfr.Lc.24,13-35). Gesù si fece loro incontro nel giorno dopo il sabato, ascoltò le espressioni della loro speranza delusa e, diventando compagno di cammino, “spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui” ( 24,27). I due discepoli iniziano a  guardare   in   un   modo  nuovo  le  Scritture insieme a questo viandante  che  si manifesta così inaspettatamente familiare alla loro vita. Ciò che è accaduto in quei giorni non appare più come fallimento, ma come compimento e nuovo inizio. Tuttavia, anche queste parole non sembrano ancora sufficienti ai due discepoli. Il Vangelo di Luca ci dice che “si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero” (24,31) solo quando Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, mentre prima “i loro occhi erano impediti a riconoscerlo” (24,16). La presenza di Gesù, dapprima con le parole, poi con il gesto di spezzare il pane, ha reso possibile ai discepoli il riconoscerLo, ed essi possono risentire in modo nuovo quanto avevano già vissuto precedentemente con Lui: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?”  (24,32). Da questi racconti emerge come la Scrittura stessa orienti a cogliere il suo nesso indissolubile con l’Eucaristia. “Si deve quindi sempre tener presente che la parola di Dio, dalla Chiesa letta e annunziata nella liturgia, porta in qualche modo, come al suo stesso fine, al sacrificio dell’alleanza e al convito della grazia cioè all’Eucaristia”. Parola ed Eucaristia si appartengono così intimamente da non poter essere comprese l’una senza l’altra: la Parola di Dio si fa carne sacramentale nello evento eucaristico. L’Eucaristia ci apre all’intelligenza della sacra Scrittura, così come la sacra scrittura a sua volta e spiega il Mistero eucaristico. In effetti, senza il riconoscimento della presenza reale del Signore nella Eucaristia,l’intelligenza della Scrittura rimane incompiuta  Per questo “alla parola di Dio e al mistero eucaristico la Chiesa ha tributato e sempre e dappertutto ha voluto e stabilito che si tributasse la stessa venerazione, anche se non  lo stesso culto. Mossa dall’esempio del suo fondatore, essa non ha mai cessato di celebrare il mistero pasquale, riunendosi insieme per leggere ‘in tutte le Scritture ciò che a lui si riferiva’ (Lc.42,27), e attualizza re, con il memoriale del Signore e i sacramenti, l’opera della salvezza”.

 

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

Comunicazione

Il Cenacolo Eucaristico ha la gioia di annunciare a tutti i lettori l’80° compleanno del Rettore  p.Vincenzo Castiglione. Tutti sono invitati a partecipare alla S.Messa di ringraziamento che sarà celebrata giorno 25 febbraio p.v. alle ore 8,30 presso la chiesa di S.Vincenzo Ferreri. Laudetur Jesus Christus.                                                                                                                

                                                                                                                                                                                                          Il Cenacolo Eucaristico