Chiesa San Vincenzo Ferreri

Il giornalino del Cenacolo Eucaristico  Giugno

2011

           Cenacolo Eucaristico

  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 

    Venite     Adoriamo        

 

 

 

                                       

                                                                                                             2 G

Pentecoste

 

 

 

Intorno all’altare, il nuovo cenacolo, ad ogni messa, in ogni comunione ben fatta, si rinnova l’effusione pentecostale dello Spirito.

Lo Spirito Santo è l’anima della Chiesa, Colui che la vivifica, l’accresce, la nutre di verità e di grazia, avvicinandola sempre più alla beata consumazione. Tutta questa somma di spirituali ricchezze si racchiude in Cristo,perciò nella SS.Eucaristia.

E per questo l’Eucaristia è il culmine di tutta la liturgia, la quale è il culmine di tutta l’attività della Chiesa. Quindi dobbiamo dire, l’opera dello Spirito Santo si sintetizza nel darci Cristo, cioè la salvezza. Questo avviene nella S.Messa.

 “Noi abbiamo dello Spirito Santo una concezione troppo occasionale: tutto si limita alla cresima o al giorno della Pentecoste”. Cristo introduce invece lo Spirito là dove c’è salvezza. E’ infatti il dono dell’amore.“Se  mi  amate…Se  uno mi    ama… verremo a lui e faremo dimora presso di lui”.

L’amore è energia di risurrezione, poiché amare è un’azione di vita compiuta dallo stesso Spirito di Dio.

Pertanto l’agape eucaristica è veramente il luogo per eccellenza di questa venuta, quotidiana venuta, dello Spirito. A messa andiamo ad amare il Signore, per una partecipazione al suo sacrificio e alla sua risurrezione, per un ascolto docile della sua Parola, per sentirci uno di Lui”.

Tutto questo è dono dello Spirito Santo. Preghiamolo ardentemente perché scenda su di noi un fuoco d’amore e di grazia: “Vieni, Spirito Santo…”.

C’è tuttavia in ogni celebrazione eucaristica un momento particolare in cui da parte del celebrante si invoca l’invio dello Spirito Santo perché santifichi i fedeli ed operi quella meravigliosa trasformazione (transustanziazione) del pane e del vino rendendoli corpo e sangue di Cristo. Tale invocazione si chiama “epiclesi”.

Ecco l’epiclesi della messa bizantina che va sotto il nome di San Giovanni Crisostomo “Noi ti domandiamo, ti preghiamo, ti supplichiamo: invia il tuo Santo Spirito su di noi e sulle offerte qui presenti e rendi questo pane corpo prezioso del tuo Cristo e ciò che sta nel calice sangue prezioso del tuo Cristo, trasformandoli mediante il tuo Spirito, in modo che essi divengano per i fedeli che li ricevono, purificazione dell’anima, remissione dei peccati, attuazione del regno dei cieli, pegno di fiducia dinanzi a te e non giudizio o condanna”.

Dice il papa Beato Giovanni Paolo II: Consapevole di questo legame tra l’Eucaristia e lo Spirito Santo è la tradizione cristiana quale si è espressa e si esprime anche oggi nella messa, quando con l’epiclesi la Chiesa chiede la santificazione dei doni offerti sull’altare. “Nella potenza dello Spirito Santo” (canone III) “con l’effusione dello Spirito”(canone II) oppure “con la potenza della tua benedizione” (canone I).

La Chiesa sottolinea la misteriosa potenza dello Spirito Santo e il compimento della consacrazione eucaristica, per la trasformazione sacramentale del pane e del vino nel Corpo e sangue di Cristo, e per l’irradiazione della grazia in coloro che ne partecipano e in tutta la Comunità cristiana.

Ogni  celebrazione   eucaristica   è   dunque   una

nuova stupenda pentecoste.

“Lo Spirito nell’uomo è una fiaccola del Signore che scruta tutti i segreti e i recessi del cuore” (Prov.20,27)

 


 

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.