Chiesa San Vincenzo Ferreri

Il giornalino del Cenacolo Eucaristico  Maggio

2011

Casella di testo:                  Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         



                                       
                                                                                                              2 M
A Gesù per Maria


La redenzione, la liberazione autentica che il mondo, anche se inconsciamente attende, è nel mistero eucaristico. Qui Cristo versa il suo sangue, rinnovando il suo sacrificio, unica garanzia della salvezza del mondo. La redenzione è nel Cristo, gli è personale, come consustanziata in Lui. Perché essa ci sia comunicata, bisogna che il cristo entri, in qualche modo, nella nostra sostanza, che la nostra personalità si apra alla Sua. La Messa è il Salvatore stesso che si comunica a noi: “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo”. Questo cibo non è il Corpo di Cristo in uno stato qualunque della sua vita terrestre, ma il corpo del Cristo nel suo atto redentore. Quando Gesù ci invita al banchetto, dice: “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi”. Non dice solo “questo è il mio corpo”, ma “il mio corpo offerto per voi” (Durrwell)

Accostarsi a Gesù vuol dire pure partecipare al suo sacrificio, unire il nostro piccolo dolore al suo immenso per la salvezza nostra e quella del mondo, nella prospettiva della resurrezione con Cristo e per Cristo. Nella santa Messa noi riceviamo e manifestiamo il dono di libertà apportatoci da Cristo. E’ qui soprattutto che ci sentiamo “figli di Dio” e possiamo coralmente gridare a Dio “Padre nostro”. E’ qui che il Padre ci manifesta in maniera unica il suo amore dandoci il suo Figlio diletto in nutrimento. Nella Prima Comunione noi mangiamo Cristo , mangiamo quindi la sua suprema libertà nell’amore e, assimilandola, la facciamo nostra, per portarla poi nella vita e nelle nostre scelte quotidiane. Non si può essere schiavi delle passioni e del peccato dopo essersi uniti così intimamente a Cristo. La vera libertà dei figli di Dio è un dono di Gesù nel suo sacramento pasquale: chiediamolo con

insistenza a Cristo risorto. Nella SS.Eucaristia noi manifestiamo in atto di essere liberi figli di Dio.

 

Che cosa ci ha spinti attorno all’altare? Non è forse l’amore libero e cosciente? Ebbene, se siamo qui, convenuti liberamente da tante parti, da diverse attività, con diversi problemi, è segno che abbiamo scelto Lui, Gesù, che tra poco sarà qui in mezzo a noi per rafforzare e rendere duratura questa suprema scelta. Maria che è la via di cristo e la via a Cristo, ci prenda per mano e ci porti a quel banchetto ove ci è dato quel pane che da Lei ci è stato donato. Acclamiamo: “Salve, vero corpo, nato da Maria Vergine”.

 

 

Preghiera a Maria Santissima

 

Santissima Vergine Immacolata e Madre Mia Maria, a te che sei la Madre del mio Signore, la regina del mondo, l’avvocata, la speranza, il rifugio dei pecca- tori, ricorro, oggi, io che sono il più povero di tutti. Ti venero, o gran Regina, e ti ringrazio di quante grazie mi hai fatto finora, specialmente per avermi liberato dall’inferno tante volte da me meritato. Io ti amo, Signora amabilissima, e per l’amore che ti porto ti prometto di volerti sempre servire e di fare quanto posso, affinchè sii amata ancora dagli altri. Io ripongo in te tutte le mie speranze, tutta la mia salute; accettami per tuo servo e accoglimi sotto il tuo manto, o Madre di misericordia. E giacchè sei così potente presso Dio, tu liberami da tutte le tentazioni; oppure ottienimi forza di vincerle sino alla morte. A te domando il vero amore a Gesù Cristo. Da te spero di fare una buona morte. Madre mia, per l’amore che porti a Dio ti prego di aiutarmi sempre, ma più nell’ultimo punto della mia vita. Non mi lasciare fintanto che non mi vedrai già salvo in cielo a benedirti e a cantare le tue misericordie per tutta l’eternità. Amen. Così spero, così sia.

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.