Chiesa San Vincenzo Ferreri

Il giornalino del Cenacolo Eucaristico  Marzo 2011

Casella di testo: Cenacolo Eucaristico
                              Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

                        Venite     Adoriamo  
  
O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e teneramente  avvolga  
in  un  manto di  cielo  l’ umanità  tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.         
                                                                                                                                                         
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            2 M
                                                                                       Parola di Dio ed Eucaristia


Così come ci hanno lasciato testimonianza gli evangelisti nei cosiddetti “racconti dell’istituzione”, l’Eucaristia ha avuto il suo inizio e deriva le sue linee essenziali dal gesto che Gesù ha compiuto nell’Ultima Cena. Ha scelto personalmente quei segni e riti detti “sacramentali” con i quali ha voluto perpetuare nel tempo quanto Egli aveva compiuto. L’Eucarestia si situa sul piano sacramentale e non si può celebrare se non all’interno dell’atto che ritualizza il sacrificio di Cristo, ovvero durante la liturgia che non è da considerare come un’azione volta al passato, una sorta di semplice e consueta commemorazione, ma come un rito che crea una presenza del mistero di Cristo e gli dà una situazione di perenne attualità. Nella liturgia la parte essenziale e determinante è costituita da un cerimoniale di segni (pane e vino) operanti in funzione  della presenza di Cristo. E’ una presenza reale in virtù dell’azione sacramentale strutturata su gesti significanti e su parole efficaci. Questa presenza reale di Cristo nella liturgia è la condizione stessa del sacrificio eucaristico e ne fa un mezzo efficace per la santificazione dell’uomo e per la glorificazione di Dio. L’Eucaristia è insieme sacramento e sacrificio intimamente collegati perché è proprio durante il sacrificio che si consacra la Vittima con la quale ci comunichiamo, entriamo “in contatto”. Oltre che parte essenziale del sacrificio, l’Eucaristia è parte integrante del rito perché per lei veniamo a partecipare dei frutti del sacrificio stesso. La celebrazione del memoriale dell’opera salvifica del Cristo è fondamentale nella Chiesa, in quanto attraverso questa ripresentazione Cristo si rende presente in mezzo ai suoi per farli partecipi dell’opera della Redenzione.

Il sacrificio lo si può definire una preghiera in azione che si attua  per mezzo di Colui che al Santo Altare prega per noi. E’ Cristo che agisce nella

 

Parola proclamata durante la liturgia eucaristica e nella preghiera comunitaria. Col Pater comincia la preparazione all’Eucaristia domandando quel pane eucaristico che libera da tutti i mali e ci darà, col perdono dei peccati, la pace interiore e l’unione permanente con Gesù. Ricordiamo qui i titoli eucaristici più significativi che nel corso dei tempi sono stati adottati. Il nome più antico che compare nel NT è quello usato da San Paolo, cena del Signore (1 Cor 11,20), oppure frazione del pane (Lc 24,35) o spezzare il pane (At 2,42-46). Nella Didaché (c.9-10,14) troviamo il termine eucaristia (= rendimento di grazie e lode) che è poi il termine più frequente e diffuso. E’ molto comune anche il termine di offerta o anche dono. Più generico è il termine sacrum che esprime il compiersi dell’azione sacra e che si preciserà nel sacrificium, il termine che acquisterà importanza dogmatica e rimarrà a sottolineare uno degli aspetti essenziali della messa. Sulla base dell’esegesi testuale più sicura, l’Eucaristia si presenta in maniera immediata come il memoriale nuovo e definitivo della salvezza in cui si concentrano e si riassumono gli aspetti molteplici del mistero di Cristo morto e risorto. Memoriale è sicuramente una traduzione approssimativa, nonostante appaia la migliore possibile, per esprimere il significato originale di zikkaròn che non si esaurisce nel concetto di ricordo psicologico e di memoria soggettiva, ma rivela e attualizza il contenuto stesso della memoria come un evento attivo e creatore. Infatti, quando la chiesa celebra il memoriale di Cristo non si limita a ricordare Gesù, ma intende rendere presente il Signore, il fondatore del banchetto eucaristico. “Fate questo in memoria di me” (1 Cor 24-25): con questo comando Gesù ha lasciato l’ Eucaristia alla sua chiesa; lascia ai suoi discepoli un segno attraverso cui perpetuare la sua opera. Ci si potrà chiedere se vi è una differenza