Chiesa San Vincenzo Ferreri

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Il giornalino del Cenacolo Eucaristico   Aprile/Maggio 2010

 

Casella di testo:                                              Cenacolo Eucaristico
                            Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

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L’Eucaristia e la Trinità : Il Padre


“Non Mosè  vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero” (Gv.6,32). L’Eucaristia è un dono del Padre, un dono che prolunga quello  dell’Incarnazione:

“Dio ha tanto amato il mondo da dare a noi nella Incarnazione il suo Figlio unigenito” (Gv.3,16).

La vita che viene a noi nell’Eucaristia è la vita che ha come fonte e principio il Padre e che attraverso Gesù Cristo si è riversata nel mondo:

“Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me”(Gv.6,57).

L’Eucaristia viene dal Padre, l’Eucaristia conduce al Padre.

Nella liturgia della Messa tutto è proteso verso il Padre: il Canone è un dialogo in cui la Chiesa, sostenuta dallo Spirito Santo, per mezzo di Gesù si rivolge al Padre.

Gesù offre tutto se stesso al Padre in oblazione perfetta, donandosi concretamente agli uomini: “Cristo ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave ardore”(Ef.5,2).; definizione perfetta e insuperabile dell’Eucaristia; essa è offerta di sé in sacrificio al Padre, ma a beneficio dei fratelli.

Nel gesto di Gesù è racchiusa l’obbedienza perfetta del Nuovo Adamo: Cristo.

Quel “sì”, libero che Dio ricercava dai giorni della  creazione,    senza  mai   ottenerlo  né   da  Adamo, né da nessun altro, ora lo ottiene da Gesù.

La volontà divina trova finalmente il pieno compimento in una libertà umana.

Come una goccia di rugiada appesa ad un fiore riflette l’intera volta azzurra del cielo, così la libertà di Gesù abbraccia tutto il volere del Padre; c’è una sintonizzazione perfetta, un canale che si stabilisce tra cielo e terra e riapre il dialogo tra Dio e l’uomo.

Si realizza così la piena compiacenza del Padre: “Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita”(Gv.10,17).

La compiacenza di Dio che si era interrotta al sesto giorno della creazione, ora ricompare sulla terra.

Essa vagava, per così dire, senza avere dove posarsi, come la colomba uscita dall’arca di Noè, perché la terra era sommersa dalle acque della ribellione.

Ora sa dove posarsi, e difatti su Gesù, nel Giordano, si posa la colomba e con essa lo Spirito Santo, che è la compiacenza del Padre: “Tu sei il mio Figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” (Mc.1,11).

Si realizza così la nuova creazione; il Padre guarda e si compiace di nuovo; tra il cielo e terra ricompare, come dopo il diluvio, l’arcobaleno dell’Alleanza.