Chiesa San Vincenzo Ferreri

Il giornalino del Cenacolo Eucaristico  edizione speciale

 

Casella di testo:                  Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

                         Venite     Adoriamo 

        

   


E’ bello intrattenersi con Lui, Gesù e, chinati sul suo petto come il discepolo prediletto (cf Gv 13,25), essere toccati dall’amore infinito del suo cuore. Se il cristianesimo deve distinguersi, nel nostro tempo, soprattutto per l’”arte della preghiera”, “come non sentire un rinnovato bisogno di trattenersi a lungo, in spirituale conversazione, in adorazione silenziosa, in atteggiamento d’amore, davanti a un Cristo presente nel SS. Sacramento? Quante volte, miei fratelli e sorelle, ho fatto questa esperienza, e ne ho tratto forza, consolazione, sostegno! Di questa pratica ripetutamente lodata e racco mandata dal Magistero, numerosi Santi ci danno l’esempio. In modo particolare, si distinse in ciò sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che scriveva: “Fra tutte le devozioni, questa di adorare Gesù sacramentato è la prima dopo i sacramenti, la più cara a Dio e la più utile a noi”. L’Eucarestia è un tesoro in estima bile: non solo il celebrarla, ma anche il sostare davan ti ad essa fuori della Messa consente di attinge re alla sorgente stessa della grazia. Una comuni tà cristiana che voglia essere più capace di con templare il volto di Cristo, nello spirito che ho suggerito nelle Lettere apostoliche Novo millennio ineunte e Rosarium Virginia Mariae, non

può non sviluppare anche questo aspetto del culto eucaristico, nel quale si prolungano e si moltiplicano i frutti della comunione al corpo e al sangue del Signore. Ogni impegno di santità, ogni azione tesa a realizzare la missione della Chiesa, ogni attuazione di piani pastorali deve trarre la necessaria forza dal Mistero eucaristico e ad esso si deve ordinare come al suo culmine. Nell’Eucarestia abbiamo Gesù, abbiamo il suo sacrificio redentore, abbiamo la sua risurrezione, abbiamo il dono dello Spirito Santo, abbia mo l’adorazione, l’obbedienza e l’amore del Padre. Se trascurassimo l’Eucarestia, come potremmo rimediare alla nostra indigenza? Il Mistero eucaristico – sacrificio, presenza, banchetto – non consente riduzioni né strumentalizzazioni; va vissuto nella sua integrità, sia nel l’evento celebrativo, sia nell’intimo colloquio con Gesù appena ricevuto nella comunione, sia nel momento orante dell’adorazione eucaristica fuori dalla Messa. Il tesoro eucaristico, che il Signore ha messo a nostra disposizione, ci sti mola verso il traguardo della sua piena condivisione con tutti i fratelli, ai quali ci unisce il comune Battesimo. Per non disperdere tale tesoro, occorre però rispettare le esigenze derivanti dal suo essere Sacramento della comunione nel la fede e nella successione apostolica. Dando all’Eucarestia tutto il rilievo che essa merita, e badando con ogni premura a non attenuarne alcuna dimensione o esigenza, ci dimostriamo veramente consapevoli della grandezza di questo dono.

Ci invita a questo una tradizione ininterrotta, che fin dai primi secoli ha visto la comunità cristiana vigile nella custodia di questo “tesoro”. Sospinta dall’amore, la Chiesa si preoccupa di trasmettere alle successive generazioni cristiane, senza perderne alcun frammento, la fede e la dottrina sul Mistero eucaristico. Non c’è pericolo di esagerare nella cura di questo Mistero, perché in “questo

                                             

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