Chiesa San Vincenzo Ferreri

Il giornalino del Cenacolo Eucaristico - Ottobre 2010

                                                                            Cenacolo Eucaristico

                                   Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 

                                                                               Venite     Adoriamo        


O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e  teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.      


                                                                                                       NUMERO  UNICO 

                                                                                                                                                                                                                                              O

                                                                                                        Eucaristia e Chiesa

 

Paolo VI:  “Noi crediamo che la Messa celebrata dal Sacerdote che rappresenta la persona di Cristo in virtù del potere ricevuto nel sacramento dell’Ordine e da lui offerta nel nome di Cristo e dei membri del suo Corpo Mistico, è il Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente nei nostri altari”.(Credo del Popolo di Dio)

Giovanni Paolo II: “L’Eucaristia è soprattutto un sacrificio: sacrificio della redenzione e , al tempo stesso, sacrificio della Nuova Alleanza, come crediamo…”. Essa è “sacrificium” cioè un’offerta consacrata. Infatti il pane e il vino, presenti all’altare e accompagnati dalla devozione e dai sacrifici spirituali dei partecipanti, sono finalmente consacrati, sì che diventano veramente, realmente e sostanzialmente il Corpo dato e il Sangue sparso di Cristo stesso. Così in virtù della consacrazione, le specie del pane e del vino, ripresentano in modo sacramentale e incruento, il sacrificio cruento e propiziatorio offerto da lui in croce al Padre per la salvezza del mondo. (Dominicae  Cenae n.9)

Rinnovata questa fede nell’aspetto sacrificale dell’Eucaristia, vediamo i rapporti con la Chiesa che siamo noi. Dice ancora Giovanni Paolo II: “La Chiesa non si realizza solo mediante il fatto dell’unione tra gli uomini, attraverso l’esperienza della fraternità, alla quale dà occasione il banchetto eucaristico.

La Chiesa si realizza quando in quella fraterna unione e comunione celebriamo il sacrificio della croce di Cristo, quando annunziamo “la morte del Signore finchè venga” e, in seguito, quando profondamente compenetrati del mistero della nostra salvezza, ci accostiamo comunitariamente alla mensa del Signore; per nutrirci, in modo sacramentale, dei frutti del santo sacrificio propiziatorio. Nella comunione eucaristica riceviamo quindi Cristo, Cristo stesso; e la nostra unione con lui, che è dono e grazie per ognuno, fa sì che in lui siamo anche associati all’unità del suo corpo che è la Chiesa.(D.C.n°4)

Nella celebrazione eucaristica tutto parla di unità e di comunione: l’assemblea, il canto corale, la preghiera comune, l’ascolto fatto insieme,la presidenza del celebrante, il segno della pace e lo stesso “segno sacramentale”: una mensa imbandita.

A consacrare questa unione visibile, che idealmente

deve estendersi a tutta la Chiesa, interviene la comunità invisibile con Cristo che prende possesso di ognuno e lo unisce a sé. In tal modo tutti in lui diventano “uno”, “Dal momento che vi è un solo pane, noi, che siamo molti, formiamo un solo corpo; perché noi tutti partecipiamo di quest’unico pane” (Cor.10,17) L’unione che l’Eucarestia così bene simboleggia, dunque, è da essa anche prodotta. Essa è segno e causa di unità “L’effetto di questo sacramento, dice S.Tommaso, è l’unità del Corpo mistico, cioè della Chiesa, che esso significa e produce”. Se la Chiesa è una comunione, non si può che concludere: l’Eucaristia fa, costruisce la Chiesa.

Si tratta di unità profonda, essenziale, strettissima. Quella che Gesù chiedeva quando pregava il Padre: “siamo consumati nell’unità” (Gv.17,23).

Il Concilio Vaticano II ha messo profondamente in luce questa realtà di comunione quando ha chiamato l’Eucaristia “convito di comunione fraterna” (G.S.38) quando ha aggiunto che i cristiani “cibandosi del Corpo di Cristo nella santa comunio ne, mostrano concretamente l’unità del popolo di Dio, che da questo augustissimo sacramento è adeguatamente espressa e mirabilmente effettuata” (L.G.11). Dunque la Chiesa diviene veramente comunità, e cioè Corpo di Cristo, nella celebrazione eucaristica e perciò essa è essenzialmente una comunità eucaristica; né può esistere un’autentica comunità cristiana senza Eucaristia.