Sita in via Currò, la chiesetta di S. Vincenzo Ferreri fu edificata nel 1620, donata dal Sac. Vincenzo Leonardi, per atto del 7 aprile 1616 in notaio Alfio Grasso. Completata con l’offerta dei fedeli, fu usata dalla “Compagnia dei Bianchi, che la occupò fino agli anni ‘50.

Fu restaurata dai danni del terremoto del 1693. Nel 1731 il vescovo di Catania, mons. Galletti nomina patrono tutelare della città di Acireale il “glorioso San Vincenzo Ferreri”. Forse per la nascita di altre chiese, forse per lo spostamento urbano e commerciale, la Chiesa resta chiusa per anni al culto del popolo, sino al 1921, anno in cui ne viene richiesta la riapertura. Se ne ricorda un restauro del 1902. Una lunga e ponderata riflessione spirituale iniziata negli anni ‘80 aveva indotto il sac. Vincenzo Castiglione ad instituire l’Adorazione Eucaristica quotidiana. Ne parlò quindi come era giusto al vescovo mons. Giuseppe Malandrino il quale, come prima risposta disse che era meglio lasciar stare aspettando tempi più opportuni. Accadde poi che, il sac. Vincenzo Castiglione mentre esercitava, nell’autunno del ‘93, il suo ministero presso la parrocchia “S. Michele Arcangelo”, il 25 marzo 1994 ebbe un ictus cerebrale per cui gli fu  impedito per ordine del medico, di continuare il suo ministero. Intanto l’idea della Adorazione Eucaristica continuava a rimanere viva e presente nella mente e nel cuore del can. Castiglione a tal punto che nell’autunno del ‘94, nel discorso di commiato dalla parrocchia egli, a chiare lettere, dinnanzi al vescovo e al popolo, disse, che era giunto ormai il tempo di istituire ad Acireale l’Adorazione Eucaristica quotidiana. E il Cielo non si fece attendere nel confermare la  bontà di tale intendimento attraverso una locuzione interiore consegnata ad un’anima privilegiata nella quale

si assicurava la benedizione di Nostro Signore Gesù Cristo per suddetta intenzione. Il vescovo, di nuovo interpellato, si dichiarò a sua volta favorevole per cui incaricò il can. Castiglione di cercare un luogo adatto allo scopo. Iniziò una ricerca presso varie chiese (S.Benedetto, Sacro Cuore, SS. Pietro e Paolo) ma per vari motivi non si potè procedere all’Adorazione, anche quando in un’occasione erano già stati stampati i volantini ed era stato radunato un gruppo di devoti così ci si limitò ad adorare il  Santissimo senza      esposizione. Il Signore, infine, “illuminò le menti”: si pensò alla chiesa di San Vincenzo Ferreri  le cui chiavi erano presso padre Barbarino al tempo parroco di Aciplatani. Ma, avute le chiavi della chiesetta non si poteva subito iniziare senza avere un primo urgente restauro e aver provveduto ad alcuni suppellettili. Fu redatto subito un inventario, depositato in curia il 22 aprile 1996, di tutto quanto presente in chiesa. La  ristrutturazione più immediata, cioè pittura dell’abside, e la pulizia della chiesa, chiusa da tempo, durò più a lungo del previsto. Diventò urgente organizzare l’assistenza della chiesa per tutta la giornata: furono convocati più volte, prima nella Basilica di San Sebastiano, e poi nella stessa chiesa di S.Vincenzo alcuni ministri straordinari dell’Eucaristia, per chiedere aiuto e collaborazione. Grazie ad un  pronto impegno di questi ultimi, organizzati in turni settimanali o mensili, mattutini o pomeridiani, sotto l’esperienza decennale e la guida spirituale del sac. Vincenzo Castiglione, il 3 Maggio 1996 (primo venerdì del mese) iniziò l’adorazione Eucaristica quotidiana. Il 7 settembre 1996 è stato presentato in chiesa lo statuto dell’associazione “Cenacolo eucaristico” ai ministri straordinari ed ai fedeli, con lo scopo di creare una continua presenza davanti al Santissimo che, ogni  mattina dopo la Santa Messa delle ore 8.30, viene esposto per l’Adorazione. Detto statuto venne poi approvato dal Vescovo il 20 ottobre 1997 (prot. 01594). Con il tempo la chiesa si arricchisce di tovaglie ricamate a mano per l’altare maggiore e gli altari laterali, dei due angeli ritrovati nel ripostiglio e posti   ai lati del Santissimo, ma soprattutto di un continuo e devoto afflusso dei fedeli che quotidianamente trascorrono un po’ della loro giornata davanti a Gesù. Nel 1999 finiscono i restauri della chiesetta con la tinteggiatura dell’imbianchino Saro Re ed il tronetto in legno dal falegname Sebastiano Pagano e dal tappezziere Umberto Trovato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiesa San Vincenzo Ferreri

 

 

Cenni storici