Il giornalino del Cenacolo Eucaristico   Aprile 2012

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Casella di testo:                  Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         




                                                                                                                                                                                             
                                                                                                                                                                                                                                         3 A
Il tempo di Pasqua

Ieri ero crocifisso con Cristo; oggi sono glorificato con lui. Ieri morivo con Cristo; oggi rivivo con lui. Ieri ero sepolto con Cristo; oggi risorgo con lui dalla tomba. Portiamo le nostre primizie a colui che per noi ha sofferto ed è risuscitato. Non mi riferisco né all’oro né all’argento o stoffe o pietre preziose, poveri beni della Terra! Si trovano quasi sempre nelle mani di uomini scellerati e schiavi delle ricchezze terrene e del principe di questo mondo.

Offriamo, invece, le nostre stesse persone: sono doni preziosi agli occhi di Dio e vicini a lui. Rendiamo alla sua immagine ciò che più le rassomiglia. Riconosciamo la nostra grandezza, onoriamo il nostro modello, comprendiamo la forza di questo mistero e i motivi della morte di Cristo.

Siamo come il Cristo, perché il Cristo è stato come noi. Siamo degli dei per lui, poiché si è fatto uomo per noi. Ha preso il peggio per donarci il meglio; si è fatto povero per arricchirci della sua povertà; ha preso la condizione di schiavo per procurarci la libertà; si è abbassato per esaltarci; è stato tentato per vederci trionfare; si è fatto disprezzare per coprirci di gloria. E’ morto per salvarci. E’ salito al cielo per attirare a sé noi, caduti nel peccato.

Doniamo tutto, offriamo tutto a colui che si è donato come premio, come prezzo di riscatto. Il  dono più grande che ognuno può fare, sarà di offrire se stesso assieme a una profonda comprensione di questi misteri, per cui siamo divenuti per lui quello che lui è divenuto per noi…

Voi offrite a Dio una grande docilità, perché possiamo nutrirvi secondo quanto è detto:  “In verdi pascoli mi fa riposare ; sopra acque tranquille mi guida” (Sal. 23,2).

Conoscete bene il vostro pastore, fatevi conoscere da lui. Ascoltate la sua voce franca e schietta dalla porta, non obbedite allo straniero che salta dalla finestra, come un ladro e un traditore.

Non ascoltate le voci sconosciute che vi conducono furtivamente lontano dalla verità, vi conducono per monti, deserti, burroni e altri luoghi che il Signore non visita; vi allontanano dalla vera fede, quella che proclama che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono una sola divinità e una sola potenza.

Le mie pecore hanno già ascoltata questa voce, possano ascoltarla ancora scartando quella che accumula menzogne e infamia e ci fa perdere il nostro primo e vero pastore.

Possiamo noi, pastori e gregge, pascolare e far pascolare lontano da queste erbe velenose e fatali, ed essere tutti uno in Cristo Gesù ora e nella pace dell’altra vita.

A lui gloria e potenza in tutti i secoli dei secoli. Amen.

                                 

(Gregorio Nazianzeno,Il sacrificio sacerdotale).

 

 

 Il Rettore e il Cenacolo Eucaristico  augurano a tutti Buona e Santa Pasqua

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

“Guardi la radice e non ti piace, contempli l’albero e ne resti ammirato”.

Riflessioni quaresimali: momento di ascolto e discernimento

 

Lo scorso 13 marzo, presso la Chiesa di S.Vincenzo Ferrer, il Rettore sac. Vincenzo Castiglione ha tenuto un incontro, rivolto ai Ministri straordinari ed a quanti quotidianamente dedicano qualche ora della loro giornata all’Adorazione Eucaristica, per riflettere insieme sull’importanza del periodo liturgico che stiamo vivendo.

La Quaresima, i quaranta giorni che precedono la Pasqua, è un cammino di conversione: è un tempo in cui ci viene chiesto di rinunciare ad alcune cose per capire il vero valore dei gesti che facciamo e per domandarci chi e che cosa è davvero importante della nostra vita. A cosa teniamo davvero.

Di solito il tempo liturgico della Quaresima viene presentato esclusivamente come un tempo penitenziale.

Senza negare che lo sia, il nostro Rettore ha voluto però sottolineare con forza che prima di tutto esso è il tempo dell’ascolto della Parola di Dio, è il tempo del “deserto”, luogo della prova e quindi della conoscenza di sé, in rapporto a Dio, attraverso la preghiera.

Dunque una sosta, per meditare, riflettere e discernere.

Una sosta per giungere, alla luce della Parola del Signore, ad una maggiore conoscenza di se stessi, verificando come stiamo vivendo il rapporto con noi stessi, con gli altri e soprattutto con Dio, senza il quale perde di senso il nostro vivere ed operare.

Una sosta ancora per permettere a Dio, sul modello di Gesù Cristo, di educarci attraverso le prove della vita. Quaresima, dunque, come contemplazione dell’amore di Gesù, un amore senza riserve, senza pregiudizi, senza remore, un amore infinito per ciascun uomo, perché “nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”.

L’invito è quello di accogliere l’amore e farsene annunciatori, nel dialogo come nel silenzio, nelle opere di carità come nei momenti di sconforto, perché si diventi “lievito” di vita nuova e di santità, nel mondo, presso le nostre famiglie, in questa Chiesa, corpo mistico di Cristo, che ci appartiene, ed a cui apparteniamo, che opera nelle nostre parole e nei nostri gesti, una Chiesa di cui siamo responsabili e che  abbiamo  il dovere di sostenere, soprattutto nei momenti più bui, quando le critiche   e   le  ipocrisie  sembrano  più

 

 

assordanti,   quando   la    tentazione  è  più  forte,perché Chiesa siamo anche noi  e   allora la nostra preghiera si faccia più insistente, le nostre richieste più tenaci, perché “chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto”.

Certo il “deserto” è anche tempo di lotta e la lotta spirituale contro il Male è assolutamente inevitabile: evitarla significherebbe non diventare uomini maturi e spiritualmente saldi nello Spirito.

Il cristiano ricordi sempre che, lottando contro Satana, Gesù riesce vittorioso in virtù della sua forza: in tal modo ci ricorda che senza di Lui, ogni nostro combattimento spirituale contro le forze del male, sarebbe sbaragliato già in partenza.

Lontano da Dio, l’uomo potrà anche avere successo e affermazioni personali, ma non tarderà ad accorgersi di aver raggiunto un esito solamente momentaneo e fugace.

Dal “deserto” giunge, a chi vuole ascoltarla, la voce dell’amicizia di Dio, ricostituita da Cristo Gesù, il Signore.

Dal deserto giunge  a noi l’invito a diventare collaboratori di Dio in Cristo Gesù!

Il ritorno a Dio, a conclusione della nostra Quaresima, sia dettato dalla convinzione, nonché consapevolezza di fondo, che solo in Dio vi è possibilità di salvezza e che ogni obiettivo e traguardo, anche minimi, vanno perseguiti non senza coltivare la speranza in Lui, che tutto già conosce, che tutto può perdonare, e che nel Suo Figlio ha ribadito la Sua promessa: “Sarò con voi fino alla fine del mondo”.

In conclusione, ci piace proporre quale sintesi dell’insegnamento della liturgia quaresimale la meravigliosa immagine suggerita da Sant’Agostino in un brano del suo Commento al Vangelo di S.Giovanni: “ E’ grande ciò che incomincia dalla fede, eppure viene disprezzata.

Così come in una costruzione gli inesperti sono soliti dare poca importanza alle fondamenta. Scavano grandi fosse, vi gettano pietre alla rinfusa, non squadrate, né levigate e non appare quindi, niente di bello.

Come niente di bello appare alla radice di un albero; ma tutto ciò che nell’albero ti piace è venuto su dalla radice. Guardi la radice e non ti piace, contempli l’albero e ne resti ammirato.

Ti sembra una cosa da poco la fede dei credenti perché non hai la bilancia per pesarla […]”.

 

                                                          Barbara Sorace

 

 

 

Adorazione Eucaristica

 

Raccomando ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, così come ai laici, di proseguire e d'intensificare i loro sforzi per insegnare alle giovani generazioni il senso e il valore dell'adorazione e della devozione eucaristiche.

Come potranno i giovani conoscere il Signore se non vengono introdotti al mistero della sua presenza? Come il giovane Samuele, imparando le parole della preghiera del cuore, essi saranno più vicini al Signore che li accompagnerà nella loro crescita spirituale e umana e nella testimonianza missionaria che dovranno rendere per tutta la loro esistenza.

Il mistero eucaristico è in effetti il « culmine di tutta l'evangelizzazione » (Lumen gentium, n. 28), poiché è la testimonianza più eminente della Risurrezione di Cristo.

Tutta la vita interiore ha  bisogno di silenzio e d'intimità con Cristo per crescere.

Questa familiarità progressiva  con il Signore permetterà ad alcuni giovani d'impegnarsi nel servizio dell'accolitato e di partecipare più attivamente alla Messa; stare presso l'altare è per i giovani anche un'occasione privilegiata per ascoltare la chiamata di Cristo e seguirlo più radicalmente nel ministero sacerdotale.

 

Lettera inviata dal Santo Padre Giovanni Paolo II al Vescovo di Liegi in occasione del 750° anniversario della festa del SS. Corpo e Sangue di Cristo - 28 maggio 1996

 

 

 

Chiamaci a lavorare

Signore Gesù,
che hai chiamato chi hai voluto,
chiama molti di noi
a lavorare per Te,
a lavorare con Te.
Tu, che hai illuminato con la tua parola
quelli che hai chiamati
e li hai sostenuti nelle difficoltà,
illuminaci con il dono della fede in te.
E se chiami qualcuno di noi,
per consacrarlo tutto a Te,
il tuo amore riscaldi questa vocazione
fin dal suo nascere
e la faccia crescere e perseverare
sino alla fine.
Amen.

                         Preghiera di Giovanni Paolo II

 

 

 

La Santa Messa è di per sé l’atto di adorazione più grande della  Chiesa:  « Nessuno  mangi  di

questa carne», come scrive Sant’Agostino, «senza prima averla adorata». L’adorazione fuori della Santa Messa prolunga e intensifica ciò che ha avuto luogo nella celebrazione liturgica e rende possibile un’accoglienza vera e profonda di Cristo. Vorrei cogliere l’occasio- ne per raccomandare vivamente, ai pastori e a tutti i fedeli, la pratica  dell’ adorazione eucari-

stica. Esprimo il mio apprezzamento per gli  Istituti  di  vita  consacrata   come   pure  per le

associazioni e le confraternite che si dedicano specialmente   a  questa  pratica; essi  offrono a

tutti un ricordo della centralità di Cristo nella nostra vita personale ed ecclesiale.

«Nella vita di oggi, spesso rumorosa e dispersi va, è più importante che mai recuperare la capacità del silenzio interiore e del raccogli mento. L’adorazione eucaristica permette questo non solo centrato sull’»Io«ma maggiormente in compagnia di quel»Tu«pieno d’amore che è Gesù Cristo,» il Dio vicino a noi".

      (Papa Benedetto XVI, Angelus 06.10.2007)

 

Infatti, l’adorazione deve precedere la nostra attività e i nostri programmi, in modo da renderci veramente liberi e che ci siano dati i criteri per la nostra azione.

 

 (Papa Benedetto  XVI discorso del 6.10.2006)

 

 

 

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 –20,00   Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri

                    e preghiera vocazionale

            (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario

            (orario legale 19,30)

 

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00-24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30-18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici

            (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica    

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

 

 

 

 

 

 

Indirizzo di posta:Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale   

    

Comunicazione  -  invito:

Il Cenacolo Eucaristico ha inteso prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 20,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna.  Grazie per la collaborazione.

 

 

 

 Il Sacro Cuore

 

S.Margherita  Alacoque. Scelta da

Dio  per  essere   l’ apostola  della

devozione al Sacro Cuore di Gesù,

ricevette  le  tre  grandi rivelazioni

davanti  al Tabernacolo. La  prima

rivelazione avvenne il 27 dicembre 1673; la seconda e la terza ad alcuni mesi d’intervallo.

Ecco   come   la   Santa   racconta

l’ultima rivelazione. –Mentre stava esposto il Santissimo Sacramento, si presentò a me Gesù,tutto risplendente di gloria, con le sue cinque piaghe luminosissime; da ogni parte di quella Sacra Umanità uscivano fiamme, specialmente dal petto, che somigliava ad una fornace; il petto si aprì e mi lasciò scorgere il suo amabilissimo Cuore, trasparente come un cristallo.

Il Cuore era circondato da una corona di spine, con una Croce al di sopra; al Cuore c’era pure una larga ferita. Gesù mi disse: voglio essere onorato sotto la figura di questo Cuore di carne...Io cerco riparazione e amore. Tu mi riceverai nella Comunione ogni volta che la ubbidienza te lo permetterà...A chiunque mi riceverà nella Comunione per nove primi venerdì di mese, consecutivamente, accordo la grazia di morire con i Sacri Sacramenti… E tu, Margherita, verrai davanti al mio Tabernacolo tutte le notti dal giovedì al venerdì, dalle undici alla mezzanotte, e ti renderò partecipe di quella mortale tristezza che provai nel Getsemani prima della Passione.-

Fu tale l’impressione di S.Margherita che svenne davanti al Tabernacolo.

 

 

 

 

Gesù Adolescente

 

Anche la Beata Angela da Foligno fu ricreata da celesti visioni. Gesù le appariva per darle forza nelle prove alle quali la sottoponeva.

Essa stessa racconta una visione eucaristica. “Mentre il Sacerdote consacrava, vidi Gesù Adolescente, il quale stava sopra un trono e teneva in mano uno scettro. La sua persona era improntata a grande maestà e potenza.

Nel vedere tanto splendore io non m’inginocchiai come gli altri fedeli, ma restai ritta in piedi, assorta nell’altezza della meravigliosa visione e nella gioia solenne che mi colmava tutta. Per molto tempo negli occhi mi rimase l’ineffabile bellezza e la grazia di Gesù Adolescente”.