Chiesa San Vincenzo Ferreri

Il giornalino del Cenacolo Eucaristico Gennaio 2011

Casella di testo:                                               Cenacolo Eucaristico
                            Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

                       Venite     Adoriamo         



  
                                                                                 NUMERO UNICO  
                                                                                                                                                                                                       2 G

                                                                                                       Eucaristia e Preghiera


La preghiera cristiana trova facilitato il suo accesso a Dio nella celebrazione eucaristica che è il culmine della preghiera cattolica, di quella meditazione che congiunge il cielo alla terra e nella quale la nullità dell’uomo viene vertiginosamente sublimata in quella mediazione unica e di infinito valore che è il sacrificio di Cristo, rinnovato e ripresentato dalla Eucaristia, per dare appunto a noi poveri peccatori la possibilità di gridare a Dio dall’abisso della nostra riconosciuta miseria, per ottenere pietà e misericordia e, nel contempo, per far salire a Lui la nostra degna glorificazione: “Per Cristo, con Cristo e in Cristo a Te, Dio Padre onnipotente, ogni onore e gloria…”. Questa consapevolezza di essere come assorbiti nella grandezza incomparabile del Figlio di Dio fatto uomo e per noi immolato nella croce, non solo non ci fa soffrire per la nostra ammessa piccolezza e radicale incapacità, ma in un certo senso ce la fa amare quali titoli d’accesso alla infinita condiscendenza del datore di ogni bene. Ognuno di noi, uscendo dalla partecipazione all’Eucaristia, potrebbe applicare a sé quanto il Vangelo dice del pubblicano: “Se ne tornò a casa sua giustificato”. La parabola raccontata da Gesù si presta a due possibili atteggiamenti di chi partecipa alla santa Eucaristia nelle nostre assemblee liturgiche. Il fariseo inpersona una partecipazione formalistica, come di chi sente non di compiere un dovere e di ricevere un dono ma una vera e propria degnazione, e perciò, è una partecipazione ripiegata su se stessa, con giudizi critici nei confronti degli altri partecipanti, dello stesso celebrante, delle letture, dell’omelia…  Frutto di tale disposizione non può essere che un’avvertita e coltivata insofferenza, una deprecabile autosufficienza, una totale aridità spirituale e il rifiuto, quasi inconscio, della dimensione partecipativa e comunitaria. Il pubblicano  invece  è il  prototipo di quanti, umili di cuore e semplici, si perdono dolcemente e cordialmente nella massa che loda Dio, si sentono chiesa e agiscono come chiesa, ritenendosi da soli incapaci e immeritevoli. Sono perciò grati di quanto l’assemblea li aiuta ad esprimere nei confronti di Dio, al cospetto del quale avvertono la loro creaturale indegnità. Amiamo appartenere a questa categoria di fedeli praticanti,di questi umili ai quali Dio guarda benevolmente e concede la sua grazia.

 

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Una volta alla casa di una famiglia arrivò un uomo. Era notte fonda e quest’uomo aveva camminato tutto il giorno senza mangiare. Era stanco e lontano da casa sua. Ma aveva un amico in quella zona e andò a bussare alla sua casa. Suona, suona, alla fine l’amico addormentato si svegliò e domandò chi fosse e cosa volesse. Il viandante si fece conoscere e poi chiese un pane e un letto per dormire. L’altro restò un poco disturbato e pregò di parlare sottovoce, altrimenti tutta la famiglia, compresi i bambini, si sarebbero svegliati. Ma quell’uomo era tanto affamato e stanco che, con garbo, ma anche con decisione, insistette a chiedere che gli aprissero. Alla fine, dopo vari tocchi, l’uscio si aprì, fu accolto e  potè mettere sotto i denti quel pane di cui aveva forte fame. Gesù Eucaristia è là vivo e vero, pronto ad accoglierci, amarci; bussiamo al Suo cuore ed Egli ci aprirà; insistiamo nella preghiera ed Egli ci concederà tutto ciò di cui abbiamo bisogno per la nostra vita spirituale e temporale.

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.