Il giornalino del Cenacolo Eucaristico    Dicembre 2011

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Casella di testo:                  Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         



                                      
                          NUMERO UNICO  
                                                                                                              2 D
Avvento-Eucaristia e S.Messa

 

“Vieni, Signore Gesù”. Con queste parole dello Spirito e della sposa si chiude il libro dell’Apocalisse e con queste parole si apre il nostro tempo di Avvento. La magnanimità di Dio Padre ci concede di vivere sacramentalmente l’attesa del ritorno di Cristo, quando apparirà in tutta la sua grandezza e nella sua gloria. Questo tempo sacramentale segno della universale attesa di Cristo, è dedicato dalla Chiesa a prepararsi per le nozze. E’ lei, infatti, la Vergine Sposa, la fidanzata dell’Agnello e per questo deve mettere ogni impegno per presentarsi a Lui santa, pura, immacolata, senza rughe rivestita di lino puro splendente, cioè di opere sante. Intenta a guardare il redentore che viene, la Chiesa si prepara ad attingere l’abbondanza di vita che Cristo porta nel mondo quale pegno della redenzione completa e finale che riceverà nel giorno del ritorno di Cristo, quando egli verrà per prenderla e farla definitiva- mente sua. Concretamente, per diventare sempre più uomini spirituali e vivere il sacramento dell’Avvento, occorre coltivare l’attesa vigilante e gioiosa, volgere attentamente lo sguardo su colui che è l’autore e il perfezionatore della fede; bisogna alimentare la speranza. Di modo che, ricevuto Cristo in noi, possiamo avere la speranza della gloria (cf Col 1,26-27); infine occorre convertirsi, ritornare al Signore, distaccare il proprio affetto dalle cose di questo mondo per porlo invece nelle cose del cielo. Quando si verifica nell’anno liturgico, avviene in ogni messa. Ivi è Cristo che parla, insegna, stimola, salva. Ogni messa riproduce dinanzi a noi e per noi tutto il mistero salvifico, incentrato in Cristo, nel suo mistero pasquale. Per questo l’Eucaristia è “il centro della sacra liturgia, anzi di tutta la vita cristiana” (Euh.Mjt.1) e in essa “è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa”

(P.O.5) quindi tutto il bene di ciascuna anima. Quale ricchezza dunque a nostra disposizione! Siamo chiamati ad approfittarne. D’altra parte, ogni Messa può ben dirsi un avvento: in essa i fedeli si radunano per attendere Gesù il quale in essa si fa in più modi presente, con la sua parola, con il ministero sacerdotale, e, infine, sacramentalmente. Ogni messa, dunque, si può dire una preparazione al Natale, come è un natale e cioè una venuta di Cristo in mezzo a noi. Tutte le disposizioni richieste dalla nostra preparazione al Natale si richiedono quindi per l’assistenza alla santa messa. Qui, oggi, Cristo ritorna a noi con la sua potenza di luce e di grazia. Qui Cristo vuole ricolmarci di sé per arricchirci di tutto. Qui, dunque, oggi, noi dobbiamo svuotarci del peccato e delle “opere delle tenebre” per essere riempiti di Cristo. Che cosa è infatti la Comunione, cui siamo invitati con insistenza dalla Chiesa, se non questo riempirsi di tutta la ricchezza di Cristo? Il grido dell’Avvento, pertanto, il “vieni Gesù!”, caratteristico di questo sacro periodo, è il grido della nostra anima assetata di Gesù, il quale tra poco, sarà in mezzo a noi per soddisfare tutte le nostre brame. Godiamo! E’ già Natale! Se lo vogliamo. La nostra preghiera di oggi, perciò, è una fervida implorazione di “poter andare incontro al Signore che viene con opere sante”di modo che ci sia concesso, già da quaggiù,mentre camminiamo tra le cose passeggere, di amare le cose del cielo e aderire ai beni che non passano. Sono queste altrettante premesse alla venuta di Gesù e altrettanti suoi doni. Se ci si vuole riferire all’attesa escatologica di Gesù, all’attesa e alla preparazione della sua ultima venuta, allora dobbiamo dire che il pane eucaristico è il viatico per questo cammino verso il Signore che “sarà giudice fra le genti”.

 

Il Cenacolo Eucaristico augura a tutti i lettori un Santo Natale e un felice anno nuovo.

 

 

                                        Vita consacrata                          

La vita consacrata è un dono di Dio Padre alla sua Chiesa per mezzo dello Spirito Santo. Con la professione dei consigli evangelici i tratti caratteristici di Gesù: vergine, povero ed obbediente, acquistano una tipica e permanente visibilità in mezzo al mondo, e lo sguardo dei fedeli è richiamato verso quel mistero del Regno di Dio che già opera nella storia, ma attende la sua piena attuazione nei cieli (Vita consacrata, Giovanni Paolo II).

Lungo il corso della storia sono stati sempre presenti uomini e donne che hanno scelto questa via di speciale sequela di Cristo, dedicandosi a Lui con cuore indiviso (cfr. 1 Cor 7,34).

Questi uomini e donne ad imitazione dei primi Apostoli, hanno lasciato tutto per rimanere con Gesù mettendosi al servizio di Dio e del prossimo con la molteplicità dei carismi, continuando in tal modo la missione della primitiva Chiesa.

Il Beato Pontefice Giovanni Paolo II riprendendo il Concilio Vaticano II afferma l’esortazione apostolica Vita consacrata che la professione dei consigli evangelici è parte integrante della vita della Chiesa (VC 3b).

La professione dei consigli evangelici infatti appartiene indiscutibilmente alla vita ed alla santità della Chiesa. Ciò significa che la vita consacrata non potrà mai mancare nella vita della Chiesa poiché ne è un suo elemento espressivo della sua stessa natura.

Dal punto di vista teologico, le persone consacrate vivono una duplice dimensione della medesima realtà: attiva e passiva, nel senso che in  quanto esseri umani sono dotati di libertà e di responsabilità di fronte all’azione di Dio che li chiama a seguirLo più da vicino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La persona consacrata infatti deve avere la consapevolezza che non è lui a consacrarsi a Dio bensì è Dio che lo ha scelto e consacrato.

La vita consacrata nella sua origine è una realtà soprannaturale che procede dal Padre, fonte di ogni santità: come Cristo, ogni consacrato è consacrato dal padre nello Spirito Santo.

L’essere consacrati dal Padre, rappresenta l’aspetto passivo della realtà della vita consacrata, aspetto prioritario anche nella stessa consacrazione di Cristo, supremo consacrato nella storia dell’umanità, Cristo è Colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo (Gv 10,36).

Cristo è anche il modello attivo dell’espressione della vita consacrata: “Per loro io consacro me stesso” (Gv 17,19). Accogliendo la consacrazione del Padre, il Figlio a sua volta si consacra a Lui.

Ogni battezzato partecipa così alla consacrazione di Cristo ed essendo un consacrato è tenuto ad adempiere alle promesse date nel Battesimo. Tuttavia vi sono alcune caratteristiche della consacrazione di Cristo che esulano dal programma delle promesse e rinunce battesimali, quali: l’obbedienza evangelica di Cristo, la sua castità per il Regno e la sua povertà volontaria.

Colui che professa questi consigli evangelici: povertà, castità ed obbedienza nella forma di vita praticata personalmente da Gesù nella sua umanità pienamente consacrata, riceve una nuova e speciale consacrazione che lo impegna a vivere radicalmente il messaggio evangelico di Cristo come Egli stesso ha fatto.

In questo senso specifico, la vita consacrata è memoria vivente del Cristo consacrato e tutti i consacrati sono chiamati a vivere nel loro tempo e riproporre la viva presenza di Gesù, che è il consacrato per eccellenza (VC9b).  I consacrati dunque non sono dei fanatici o degli idealisti che vivono al di fuori del tempo e della storia, sono invece dei cristiani che, docili al Padre e mossi dallo Spirito Santo, umilmente cercano di trasmettere i tratti del Cristo povero, obbediente, casto, missionario.

La vita consacrata oggi ha bisogno di essere rivalutata soprattutto nel suo fondamento spirituale che affonda le radici nel Sacramento del Battesimo.

Bisogna ripensare alla natura sacramentale e ciò che questi genera nell’anima dei singoli fedeli, per vivere radicalmente sia da fedeli cristiani come da consacrati nelle diverse forme di vita, il Vangelo di Cristo.

 

                                                                                                                                             Letizia Franzone

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

Il chinarsi amante di Dio…                                      Preghiera all’Immacolata

 

Vetrine di negozi colme di regali

s’imponevano lungo il viale

sfoggiando la loro ricchezza…

 

I passanti attratti dalle ammalianti luci

facevano il loro ingresso

portandovi dentro la speranza

di trovare un qualcosa

che riempisse il loro cuore…

 

Da una piccola piazza

saliva la melodia di un canto

che annunciava la nascita del Signore

nell’umile presepe…

 

Il Dio eterno

decise di scendere nel tempo

ed il Suo infinito Amore

si china sull’umana miseria…

 

Volti bui uscivano da quei

luminosi negozi

mani colme

e cuori vuoti

sorrisi misti a speranze deluse…

eppure...era Natale…

 

In un vicolo una luce brillava

erano gli occhi di una povera donna

seduta ai margini della via

attendeva la venuta del Signore

pregando e sperando…

 

Un uomo amorevolmente su di lei si chinò

le aprì le mani vuote

e vi depose un piccolo dono…

 

Lei...con il cuore colmo di gioia

lo ringraziò

e con un sorriso meravigliato

accolse quel dono

come la cosa più preziosa del mondo…

Quel giorno...per lei...fu Natale…

 

Soltanto in quel vicolo povero

qualcuno si accorse

che Dio amorevolmente si era chinato…

 

Sui nostri sguardi distratti

sulle nostre vite inquiete

chinati o Signore…

affinchè come i pastori di quella Notte Santa

possiamo scorgere quella luce

che li guidò alla Tua Divina Presenza…

                     

                                              Letizia Franzone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Madre Immacolata del mio Signore,

tu hai dato un corpo al tuo Creatore:

Gesù, uomo a Dio,

Madre di Dio, Maria,

intercedi per noi tuoi figli.

 

Regna del cielo, rallegrati:

tuo Figlio Gesù che hai portato in grembo,

è risorto da morte ed è vivo per tutti noi.

 

Vergine Maria, tutta pura e tutta santa,

tu sai cosa chiedere a tuo Figlio Gesù,

per la gioia e la pace del cuore

e dei pensieri di ciascuno di noi.

 

Tu conosci la grandezza del dono

che ci ha lasciato nel Pane di Vita, suo Corpo.

 

Chiedi con insistenza a tuo Figlio Gesù

che attiri a sé e al suo Cuore

i pensieri e i sentimenti di tutti noi suoi figli “redenti”.

 

O Madre Immacolata di Gesù,

ottieni da Lui

il dono della conversione del nostro cuore

per accostarci a ricevere sempre

il suo Corpo e il suo Sangue in santità di vita.

 

Fa che riempiti dello Spirito di tuo Figlio

rendiamo gloria al Padre nostro Creatore

amando, adorando e vivendo l’Eucaristia.

Così sia.

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 –19,00   Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri

                    e preghiera vocazionale

            (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario

            (orario legale 19,30)

 

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00-24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30-18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici

            (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica    

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

 

 

 

 

 

 

Indirizzo di posta:Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale   

    

Comunicazione  -  invito:

Il Cenacolo Eucaristico ha inteso prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 20,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna.  Grazie per la collaborazione.

 

 

 

A Cracovia

 

Nella Chiesa di Tutti i Santi, a Cracovia, la notte del Corpus Domini del 1345, alcuni ladri fecero un furto sacrilego. Scassinarono il Tabernacolo per prendere la Teca che racchiudeva l’Ostia Divina. Rimasero delusi, poiché si accorsero che la Teca era di rame, con una semplice doratura interna. Indispettiti, passando lungo una palude, vi gettarono la Teca con l’Ostia.

Gesù Sacramentato, per eccitare la fede nei cuori e riscuotere atti di riparazione, fece un miracolo. Per tre notti consecutive apparve nella palude un fascio di fiamme. Dalla città, sita in alto, si vedeva il fuoco e nessuno poteva immaginare la causa. Siccome il fascio di fiamme era sempre omogeneo, gli abitanti di Cracovia si diedero alla fantasticheria: Sarà un fuoco diabolico! … Qualche sciagura sovrasta la città! …

Il Vescovo pensò trattarsi di qualche avviso del Cielo ed ordinò ai fedeli il digiuno, per ottenere i lumi di Dio.

Trascorso questo tempo, si andò da molti nel solitario pantano ed era presente anche il Vescovo.

Uomini coraggiosi si spinsero sino alle fiamma e, rovistando tra le erbe e le pozzanghere, quantunque fosse notte, rinvennero la Teca con l’Ostia Santa.

Sparì il fascio di fuoco. A processione si riportò in Cattedrale il Santissimo Sacramento, compiendosi atti di riparazione per il sacrilegio avvenuto.

C’era allora il re Casimiro, religiosissimo, il quale per tramandare ai posteri il miracolo, fece costruire un ricco Tempio, col nome di Corpus Domini. Volle inoltre che cominciasse a sorgere nei pressi di quel luogo una città, la quale oggi si chiama Casimiria.

 

La colomba e l’Ostia santa

Ad un Martire della fede, che la Chiesa innalzò agli onori degli Altari, noi possiamo prestar fiducia e credere a quanto egli stesso narrò prima di spargere il suo sangue. Il Martire è il Diacono San Secondo. Questi fu preso con violenza dall’Altare e condotto in prigione a Milano. Le guardie vigilavano affinché nessuno penetrasse nel carcere, tanto più che conoscevano il grande desiderio del prigioniero di comunicarsi. A Dio però niente è impossibile. Mentre S. Secondo era in preghiera e diceva: O Gesù, vieni almeno in Spirito nel mio cuore!

Ecco penetrare nella prigione una colomba, con nel becco una piccola Ostia. Egli s’inginocchiò subito, riconoscendo il prodigio, e stette un pò ad osservare. La colomba gli si posò sulla spalla. Il Martire poté comunicarsi serenamente e subito dopo la colomba ripartì, attraversando il piccolo finestrino della prigione. Con Gesù Sacramentato nel cuore, S. Secondo potè affrontare i tormenti del martirio, ma prima di morire sentì il bisogno di raccontare quanto gli era avvenuto.