Il giornalino del Cenacolo Eucaristico   Dicembre 2012

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Casella di testo:                  Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         



                                                                                                                                                                                             
                                                                                                                                                                                                                                         3 D
Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio Porta Fidei del Sommo Pontefice
Benedetto XVI con la quale si indice l'Anno della Fede


6. Il rinnovamento della Chiesa passa anche attraverso la testimonianza offerta dalla vita dei credenti: con la loro stessa esistenza nel mondo i cristiani sono infatti chiamati a far risplendere la Parola di verità che il Signore Gesù ci ha lasciato. Proprio il Concilio, nella Costituzione dogma tica Lumen gentium, affermava: “Mentre Cristo, «santo, innocente, senza macchia» (Eb 7,26), non conobbe il pec- cato (cfr 2Cor 5,21) e venne solo allo scopo di espiare i peccati del popolo (cfr Eb2,17), la Chiesa, che comprende nel suo seno peccatori ed è perciò santa e insieme sempre bisognosa di purificazione, avanza continuamente per il cammino della penitenza e del rinnovamento. La Chiesa «prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio», annunziando la passione e la morte del Signore fino a che egli venga (cfr1 Cor  11,26). Dalla virtù del Signore risuscitato trae la forza per vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà, che le vengono sia dal di dentro che dal di fuori, e per svelare in mezzo al mondo, con fedeltà anche se non perfettamente, il mistero di lui, fino a che alla fine dei tempi esso sarà manifestato nella pienezza della luce”. L’Anno della fede, in questa prospettiva, è un invito ad un’autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo. Nel mistero della sua morte e risurrezione, Dio ha rivelato in pienezza l’Amore che salva e chiama gli uomini alla conversione di vita mediante la remissione dei peccati (cfr At 5,31). Per l’apostolo Paolo, questo Amore introduce l’uomo ad una nuova vita: “Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una nuova vita” (Rm 6,4). Grazie alla fede, questa vita nuova plasma tutta l’esistenza umana sulla radicale novità della risurrezione. Nella misura della sua libera disponibilità, i pensieri e gli affetti, la mentalità e il comportamento dell’uomo vengono lentamente purificati e trasformati, in un cammino mai compiutamente terminato in questa vita. La “fede che si rende operosa per mezzo della carità” (Gal 5,6) diventa un nuovo criterio di intelligenza e di azione che cambia tutta la vita dell’uomo (cfr Rm12,2; Col 3,9-10; Ef 4,20-29; 2Cor 5,17).          

7. “Caritas Christi urget nos” (2Cor 5,14): è l’amore di Cristo che colma i nostri cuori e ci spinge ad evangelizz-a re. Egli, oggi come allora, ci invia per le strade del mondo per proclamare il suo Vangelo a tutti i popoli della terra (cfr Mt 28,19). Con il suo amore, Gesù Cristo attira a sé gli uomini di ogni generazione: in ogni tempo Egli convoca la Chiesa affidandole l’annuncio del Vangelo, con un manda- to che è sempre nuovo. Per questo anche oggi è necessario un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritro- vare l’entusiasmo nel comunicare la fede. Nella quotidiana riscoperta del suo amore attinge forza e vigore l’impegno missionario dei credenti che non può mai venire meno. La fede, infatti, cresce quando è vissuta come esperienza di un amore ricevuto e quando viene comunicata come esperienza di grazia e di gioia. Essa rende fecondi, perché allarga il cuore nella speranza e consente di offrire una testimonianza capace di generare: apre, infatti, il cuore e la mente di quanti ascoltano ad accogliere l’invito del Signore di aderire alla sua Parola per diventare suoi discepoli. I credenti, attesta sant’Agostino, “si fortificano credendo”. Il santo Vescovo di Ippona aveva buone ragioni per esprimersi in questo modo. Come sappiamo, la sua vita fu una ricerca continua della bellezza della fede fino a quando il suo cuore non trovò riposo in Dio. I suoi numerosi scritti, nei quali vengono spiegate l’importanza del credere e la verità della fede, permangono fino ai nostri giorni come un patrimonio di ricchezza ineguagliabile e consentono ancora a tante persone in ricerca di Dio di trovare il giusto percorso per accedere alla “porta della fede”. Solo credendo, quindi, la fede cresce e si rafforza; non c’è altra possibilità per possedere certezza sulla propria vita se non abbandonarsi, in un crescendo continuo, nelle mani di un amore che si sperimenta sempre più grande perché ha la sua origine in Dio.                                            Continua…

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

Unità con Cristo e  i fratelli

La Lumen Gentium dirà che « la partecipazione al corpo e al sangue di Cristo altro non fa, se non che ci mutiamo in ciò che prendiamo ». E ciò è dimostrato dai vertici di esperienza mistica, dall'unione trasformante a cui sono arrivati certi santi proprio per la Comunione. S.Tommaso d'Aquino afferma: « L'effetto proprio dell'Eucaristia è la trasformazione dell'uomo in Dio»: la divinizzazione. Dio si è fatto uomo per salvarci. Ma, fattosi uomo, ha voluto addirittura farsi cibo perché, nutrendoci di lui, diventassimo altri-lui.  E l'Eucaristia ha proprio questo scopo: nutrirci di Gesù per farci essere altri-lui, perché Gesù ci ha amati come se stesso. Noi cristiani abbiamo detto ed ascoltato troppe parole, ma troppo poco abbiamo capito l'amore di Cristo per noi: « Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi ». È proprio vero quel « come ». Così siamo amati. E allora siamo altri-Cristo, per l'Eucaristia. Ma ce ne rendiamo conto? Se ce ne rendessimo conto, il mondo sarebbe ora cambiato. Gesù Eucaristia, dammi la grazia, leggendo i Padri della tua Chiesa e i tuoi santi, di farti conoscere un po'. Ecco che cosa troviamo in Cirillo di Gerusalemme: « ... in figura di pane ti è dato il corpo e in figura di vino ti è dato il sangue, per diventare, avendo partecipato del corpo e del sangue di Cristo, concorporeo e consanguineo di lui ». Si può parlare di concorporei e consanguinei non perché avvenga un'unione fisica, ma per l'unione delle nostre persone col corpo glorificato di Cristo-presente nell'Eucaristia-, vivificato dallo Spirito Santo. Siamo dunque concorporei, realmente, ma in un senso nuovo, mistico. Continua Cirillo: « Così infatti diventiamo anche portatori di Cristo, perché il suo corpo ed il suo sangue si distribuiscono nelle nostre membra; così, secondo l'espressione di san Pietro, diveniamo "partecipi della natura divina" ». E Leone Magno: « La partecipazione al corpo e al sangue di Cristo fa sì che noi ci trasformiamo in ciò che riceviamo e con pienezza portiamo, nello spirito e nella carne, colui nel quale siamo con lui morti, con lui sepolti e con lui risuscitati ». Anche  S.Agostino, quasi udisse una voce dall'alto, scrive: « Sono il cibo dei grandi. Cresci e mangerai di me. E non tu cambierai me in te, come il cibo della tua carne, ma sarai trasformato in me ». E il dottore della Chiesa Alberto Magno in vari testi scrive: « Questo sacramento ci trasforma in corpo di Cristo, di modo che siamo ossa delle sue ossa, carne della sua carne, membra delle sue mem -bra ». « Ogni volta che due cose si uniscono in modo che una si deve trasformare in tutto il resto, allora ciò che è più potente trasforma in sé ciò che è debole. Perciò, siccome questo cibo possiede una forza più potente di coloro stessi che ne mangiano, questo cibo trasforma in sé coloro che lo mangiano».

 

«Quanto dobbiamo ringraziare Cristo che con il suo corpo vivificante ci trasforma in sé, di modo che diventiamo il suo corpo santo, puro e divino». 

 

 

 

 

 

 

Ed ecco qualche santo. Santa Teresa di Lisieux: « Quel giorno non era più uno "sguardo", ma una "fusione", non erano più due, Teresa era scomparsa come la goccia d'acqua nell'oceano. Gesù restava solo, era il padrone, il re ». Ma questo non dovrebbe esser un caso isolato e riservato ad anime straordinarie. Dovrebbe essere e diventare esperienza comune dei cristiani. Stolz nel suo libro Teologia della mistica: « Nell'Eucaristia l'unione più intima possibile al Cristo, nel senso di una totale trasformazione del nostro essere nel Cristo trasfigurato, diviene una realtà sacramentale ... Coloro poi che gli sono divenuti simili, il Cristo li porta fuori, in modo sacramentale, dall'angustia dell'esistenza terrena e li conduce innanzi al Padre... Partecipando all'Eucaristia, il fedele è dunque "rapito" da questo mondo: è condotto per mezzo del Figlio nel circolo degli angeli fino al Padre e, in unione col Figlio, può avvicinarsi a lui con la parola (Abba) "Padre" sulle labbra ». Santa Teresa scrive pure: « "I1 mio cielo" è nascosto nella particola dove Gesù, il mio sposo, si vela per amore ... Quale divino istante quando, o Benamato, nella tua tenerezza, vieni a trasformarmi in te! Questa unione d'amore ed ineffabile ebbrezza, "ecco il cielo ch'è mio" ! ». « Gesù ...- dice ancora Teresa - ogni mattina trasforma in se stesso una bianca particola per comunicarti la sua vita; anzi, con un di più d'amore ti vuol trasformare in lui stesso ».  « Perché Gesù Cristo ha voluto stabilire una tale unione con noi? Per consolarci con la sua amicizia, per arricchirci con le sue grazie ed i suoi meriti. Soprattutto, con la sua unione di vita, ha voluto deificarci in lui e realizzare così il desiderio del Padre celeste di incoronarlo (incoronare Gesù) anche in noi, membra del suo corpo mistico ».

 

 

 

Adorazione  Eucaristica

Cosa è l’Adorazione

E’ l’atto più alto di una creatura umana nei confronti del suo Creatore,mettersi ai suoi piedi in atteggiamen- to di filiale ascolto e di lode, reverenza e accoglienza di tutto quanto proviene da Lui, nella consapevolezza che solo Lui basta e solo Lui conta. Chi adora pone al centro della sua attenzione e del suo cuore il Dio

altissimo e creatore e Salvatore di tutto l’universo. L’Adorazione Eucaristica è un tempo trascorso in preghiera davanti al Sacramento dell’Eucaristia esposto solenne- mente. Si può pregare in vari modi, ma il modo migliore è una preghiera di silenziosa meditazione, sul mistero dell’Amore con cui Gesù ci ha amato, tanto da dare la sua vita e il suo Sangue per noi. Adorare è lasciarsi amare da Dio per imparare ad amare gli altri. Adorare è entrare nell’esperienza del Paradiso, per essere più concreti nella storia.“Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici” . Lc 6:12-13

Chi può adorare

Chiunque è disposto a fare silenzio dentro ed intorno a sé, a qualunque età, nazione, lingua e categoria appartenga. Chi vuole trovare un tempo da dare a Dio per stare con lui per il proprio bene e per il bene di tutta l’umanità che, in chi adora, è rappresentata. “Il Padre cerca adoratori che lo adorino in spirito e verità”. Gv 4:24

Come si adora

Si adora sforzandosi di fare silenzio dentro ed intorno a sé, per permettere a Dio di comunicare col nostro cuore ed al nostro cuore di comunicare con Dio. Si fissa lo sguardo verso l’Eucaristia, che è il segno vivo dell’amore che Gesù ha per noi, si medita sul mistero della sofferenza, della morte e della risurrezione di Gesù, che nell’Eucaristia ci dona la sua presenza reale e sostanziale. “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Mt 2:20

Dove si adora

In una cappella creata apposta, in una parte della chiesa dove c’è un luogo raccolto e silenzioso in cui è esposto il Sacramento dell’Eucaristia e dove anche altri sono riuniti per pregare individualmente o come comunità. Si crea un’oasi di pace e di preghiera che ci dà la gioia del Paradiso. “Venite, prostrati adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati”.Sal 94:6

 

 

Quando si adora

In ogni momento del giorno, o della notte, nella gioia più profonda, o nel dolore più acuto. Con la pace nel cuore, o nel colmo dell’angoscia. All’inizio della vita, o alla fine. Quando si hanno energie e quando non ce la facciamo più; in piena salute, o nella malattia. Quando il nostro spirito trabocca d’amore, o nel colmo dell’aridità. Prima di decisioni importanti, o per ringraziare Dio di averle prese. Quando siamo forti, o quando siamo deboli. Nella fedeltà, o nel peccato. “Pregate inoltre incessantemente, con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti”… Ef 6:18

 

Preghiera a Gesù bambino  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Baciando la manina destra: O mio Gesù,quel che vuoi tu voglio pur io, lo voglio perché lo vuoi tu, o Gesù.

 

Baciando la manina sinistra: Gesù, quel che vuoi tu voglio pur io, lo voglio come lo vuoi tu, o Gesù.

 

Baciando il piedino destro: Gesù quel che vuoi tu, voglio pur io, lo voglio quando lo vuoi tu, o Gesù.

 

Baciando il piedino sinistro: Gesù quel che vuoi tu, voglio pur io, lo voglio finchè lo vuoi tu, o Gesù.

 

Baciando il cuore: Dolce mio Signore, dammi quello che vedo nel tuo.

 

 

 

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 –20,00   Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri

                    e preghiera vocazionale

            (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario

            (orario legale 19,30)

 

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00-24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30-18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici

            (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica    

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

 

 

 

 

 

 

 

Indirizzo di posta:Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale   

    

Comunicazione  -  invito:

Il Cenacolo Eucaristico ha inteso prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 20,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna.  Grazie per la collaborazione.

 

 

 

Teresa Neumann

 

Nacque questa signorina il 9 aprile 1898. abitava a konnersreuth, villaggio della Baviera, provincia di Ratisbona. Nella Neuman si verificarono dei fenomeni sorprendenti, quali sono le stimmate, cioè le piaghe misteriose alle mani, ai piedi e al costato, che si riaprivano tutti i venerdi e resistevano ad ogni cura; fenomeni meravigliosi erano pure: la conoscenza dei segreti dei cuori, la bilocazione, la sostituzione mistica, ecc… Ma il fenomeno più interessante fu quello eucaristico, per cui la signorina per 35 anni non mangiò e non bevve e pesava sempre 55 kg, malgrado perdesse ogni anno dalle ferite circa 5 kg di sangue. Il segreto di tutto era la comunione che riceveva tutti i giorni. Già dal Natale del 1922 non prese più cibi solidi, si nutriva di liquidi. Dal Natale del 1926 non ebbe più bisogno di liquidi per nutrizione ma solo di un cucchiaino di acqua al giorno, per poter inghiottire la Santa Particola nella Comunione.

Il 30 settembre del 1927, anniversario della morte di S.Teresa del Bambin Gesù, la Neuman ebbe la visione di questa santa che le disse:

 - Da questo momento non avrai più bisogno di nutrimento terrestre - da quel momento non prese nemmeno il cucchiaino d’acqua e se costretta a nutrirsi ne seguiva l’immediato rigetto.

Ogni spiegazione scientifica dei medici fu vana.

Il dottore Ludovico Kannamuller di Passavia scrisse nel “Giornale del Danubio”: tutti i corifei della scienza medica non potranno spiegare il digiuno della Stimmatizzata di Konnersreuth. Il dottore Weisel di Berlino tempestò di domande Teresa per avere da lei stessa qualche delucidazione:

 - Non sentite voi appetito, dopo tanto che state in assoluto digiuno?

 - Niente affatto! Non sento stimolo alcuno di appetito, neanche a trovarmi vicino a cibi gustosissimi. 

 - Ma sentite forse nausea al cibo? 

 - Neppure; per me il mangiare è cosa indifferente. 

 - Ed allora, come potete spiegare questo fatto in voi?   

 -  In modo semplicissimo: è volontà di Dio e ciò che Dio vuole, accade! A me basta un po’ di Ostia Consacrata.