Il giornalino del Cenacolo Eucaristico   Dicembre 2013

Chiesa San Vincenzo Ferreri

La Comunione                                                                                                                        

S    A    C    E    R    D    O    T    E  

A    P     R   V    E    O    R    E    C

N    O    O   A    M    T    A    O   C

T     S    C   N     I     T    N    L    L

O    T     I    G    S    O     T    O   E

       O    F    E    S            E    G   S

      L    I     L    I                    I    I

        I     S    I    V                   C  A

       C     S   C   O                   O  L

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Il Cenacolo Eucaristico augura a tutti i lettori un Santo Natale e un felice anno nuovo.

                     Perdonare è...                                                         In Avvento

  A.M.D.G.  

Miracolo del Sangue

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Volticina del

preziosissimo

Sangue

Mi pareva di stare in mezzo alla Trinità… In questo mio modo di essere in Dio ero piena di felicità, ricolma di delizie.                                       Beata Angela da Foligno.

 

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Nella comunione eucaristica infatti l’anima è in Dio e Dio nell’anima, così come si può dire del pesce che è nel mare e del mare che è nel pesce.  

                                                   Santa Caterina da Siena.

 

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Nella santa comunione Dio entra in noi corporalmente; noi tocchiamo con la nostra bocca il Corpo di Nostro Signore Gesù così come lo toccarono le labbra di Maria, di Giuseppe, di .Maddalena; entra in noi così come si riposò nel seno di Maria; s’unisce a noi nel più casto dei matrimoni, diventando lo Sposo divino delle nostre anime, dandosi, consegnandosi, abbandonandosi a noi, da possedere e da amare, nel tempo e nell’eternità…      

                                                  Padre Carlo de Foucauld.

 

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Nel tuo pane è nascosto lo spirito che non può essere mangiato; nel tuo vino vi è un fuoco che non può essere bevuto; lo Spirito nel tuo pane, il Fuoco nel tuo vino, meraviglia sublime che le nostre labbra hanno ricevuto!                                      

                                                                 Sant’Efrem Siro.

 

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E’ tanto bello pensare che, dopo la Comunione, possediamo tutto il cielo nella nostra anima, eccetto la visione!                       

                                           Beata Elisabetta della Trinità.

 

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 Ah! Il poter dire: Dio è con me, il sentirlo, vale tutto il mondo… Allora con Dio nel cuore, tutto si soffre, nulla si teme, tutto si spera. 

                                         Beato Francesco Faà di Bruno.

 

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Oh, che avviene in me? Non lo so che avvenga, so che la terra mi svanisce, so che sono felice… so che dimentico tutto, non penso più a nulla.

                                                      Santa Gemma Galgani.

 

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La vita nostra sia una perenne comunione di Gesù a noi e di noi a Gesù.                             Padre Giocondo Lorgna.

 

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Colui che si comunica si perde in Dio come una goccia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                   

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

d’ acqua nell’ oceano. Quando si è fatta la comunione,

l’ anima si avvolge  nel balsamo,  come l’ape nei fiori.                       

                                          San Giovanni Maria Vianney.

 

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Di qual tesoro immenso si privano quelli che lasciano la Comunione!                                              Maria Dufour.

 

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Non si saprà mai dire quello che Dio rivela all’anima mia, quando a lei si dona in questo adorabile Sacramento.                                   Beata Maria dell’Incarnazione.

 

 

 

Perdonare è amare a chi ci fa del male ma, soprattutto, vuol dire dimenticare. Perdonare non è atteggiamento di superiorità ma un atto eroico di carità e di vera e sincera umiltà. Perdonare è segno di fortezza e personalità ed anche attesa lungimirante della verità. Perdonare non vuol dire significare sconfitta o debolezza ma pace interiore, superiore ad ogni ricchezza. Perdonare è segno di maturità umana e cristiana che ci fa comprendere che l’odio è cosa vana. Perdonare come, quando, a quale condizione? Subito come fece Gesù col buon ladrone. Perdonare da soli è umanamente possibile, ma con la preghiera e l’aiuto di Dio è fattibile. Perdonare è farsi piccolo e rivedere il proprio operato e capire come ciascuno di noi ha pur sbagliato. Perdonare in famiglia e in società senza rancore e guardare il fratello con dolcezza ed amore. Perdonare come i martiri han sempre perdonato a cominciar da Stefano, quando fu lapidato. L’augurio in questa attesa del S.Natale è quella dell’amore fraterno vissuto in pace ed amore.

 

        Maria Oliveri Currò Milite dell’Immacolata Messina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All’Immacolata

Ti saluto o Maria tutta pura

tutta irreprensibile e degna di lode

Tu sei la corredentrice, la rugiada del mio arido cuore

La serena luce della mia mente confusa

La riparatrice di tutti i miei mali

Compatisci, o purissima, l’infermità dell’anima mia

Tu puoi ogni cosa perché sei la Madre di Dio;

A te nulla si nega perché sei la Regina

Non disprezzare la mia preghiera e il mio pianto

Non deludere la mia attesa.

Piega il Figlio tuo in mio favore e,

finchè durerà questa vita, difendimi,

proteggimi, custodiscimi.

 

S.Efrem

 

 

 

In attesa della Nascita di Nostro Signore Gesù cosa attendere? Il profeta Isaia dice: “Ecco faccio una cosa nuova,proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?” (Is 43, 18-19). C’è un’unica persona al mondo che ha attraversato la storia dell’uomo senza passare mai, senza essere dimenticato ed è Gesù Cristo. E’ Lui il solo capace di fare nuove le cose vecchie, ce lo ha dimostrando venendo sulla terra. Nella sua onnipotenza ha scelto di essere uomo per essere vicino e capire le difficoltà di te giovane, il sudore di te adulto, la sofferenza e la solitudine di te fratello infermo ed anziano. Non solo, ma ha scelto di nascere in una stalla, non c’era infatti cosa più povera, umile, ma anche più sporca e maleodorante. Le stalle, si sa, sono fatte per gli animali e non per gli uomini, pullulano di insetti e puzzano di letame. Il luogo che Cristo ha voluto per venire al mondo ci rivela che Egli non sceglie ciò che è pulito, ma pulisce ciò che sceglie. In quella stalla ciascuno di noi può vedere il proprio cuore. A te fratello che sei stanco di dormire sulla paglia pungente di ciò che ti fa soffrire, a te fratello incapace di dominare i lati irrequieti e turbolenti come gli animali di una stalla, a te fratello deluso dai fallimenti e dal vedere in decomposizione ricoperto di insetti ciò che hai costruito, a te che guardi solo i tuoi peccati e le cose negative, annusando la puzza…

A ciascuno il Signore Gesù dice: ho trovato la mia stalla, ho scelto il tuo cuore! E lì che ha scelto di nascere per fare nuove tutte le cose. Questo è il segno dell’amore di Dio, che non vede quel che facciamo, ma ciò che siamo: suoi figli. Un Padre non può non amare suo figlio, Egli ci ama e ce lo dimostra concretamente.

La nostra quindi, è un’attesa d’amore, è questo a darci la speranza e la forza di desideri alti. Anche Maria e Giuseppe nell’attesa della nascita di Cristo si amavano, sia questo l’impegno per questo Avvento: amare. Sforzarsi di amare. Amiamo ciò che facciamo, il nostro lavoro, la nostra famiglia, i nostri amici, il vicino di casa, i nostri genitori, gli anziani, gli ammalati, i giovani, la parrocchia, il parroco. Amando ciò che ci circonda ameremo anche la nostra vita che avrà così un senso. E’ l’amore che ci distingue come uomini da tutti gli altri esseri viventi, solo l’uomo infatti può amare e in ciò siamo simili a Dio che è l’Amore fattosi carne nella nostra storia. Vedete, la crisi può toccare i nostri portafogli, la nostra società, ma non potrà toccare mai il nostro cuore. Tuttavia molti sono coloro che scelgono di sopravvivere anziché vivere e questo perché non permettono al loro cuore di amare. La vera crisi è la mancanza d’amore. Per cui andiamo incontro al Dio Amore con tutti i nostri desideri e le nostre attese e chiediamogli di riempire la nostra vita del suo amore affinchè rafforzi i nostri legami e infiammi il nostro cuore di sentimenti di pace.

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 - 20,00 Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri e preghiera   

                    vocazionale     (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario      (orario legale 19,30)

  

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00 - 24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30 - 18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici   (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica

             

 

 

____________________________________________________Comunicazione  -  invito

 

Il Cenacolo Eucaristico intende prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 20,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna. Grazie per la collaborazione.

 

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

Se volete scriverci ecco l’indirizzo:

Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale  

 

 

 

Santa Maria in Vado

La chiesa di origini antichissime, sorgeva nei pressi di un guado (vado) che permetteva l'attraversamento di uno dei numerosi canali che intersecavano la zona. La sua importanza religiosa è legata al miracolo eucaristico avvenuto nel giorno di Pasqua 1171, quando il sangue sgorgò dall'ostia al momento della consacrazione e andò a bagnare il catino absidale sopra l'altare. Divenuta immediatamente luogo di pellegrinaggio, venne ingran -dita per ordine del duca Ercole I d'Este a partire dal 1495.  Il 28 marzo 1171, giorno di Pasqua , mentre P. Pietro da Verona priore dei Canonici Regolari Portuensi che officiavano la chiesa, celebrava solennemente la messa assistito da tre confratelli Bono, Leonardo e Aimone, al momento della frazione dell'ostia consacrata, si sprigionò sangue che andò a posarsi in larghe gocce sulla volta della cappella. Le storie raccontano del "sacro terrore del celebrante e della immensa meraviglia del popolo che stipava la chiesina".  

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Questo avvenimento miracoloso ha una ricca documentazione a supporto della sua autenticità. Infatti Giraldo Cambrense scrive nel Galles nel 1197, il testo che è una fedele ricostruzione dei fatti: la "Gemma Ecclesiastica" che testimonia come i miracolo fosse già noto in Francia, Normandia, Galles, Irlanda: praticamente, per quel tempo, in tutto il mondo.
L’autenticità del miracolo era stabilita dalla bolla del cardinale Migliorati del marzo del 1404 e successiva -mente dalla bolla di papa Eugenio IV dell'aprile del 1442 documenti importantissimi come si vede ma molto posteriori rispetto all'anno 1171.

Noi oggi vediamo nel transetto della basilica il  santuario rappresentato dalla volta   in  cui  sono  ancora  visibili le                                                       tracce del Sangue. 
Questo  reperto  murario  della  chiesa  primitiva  fu   qui collocato   con   grandi celebrazioni  dopo la edificazione della attuale basilica.