Il giornalino del Cenacolo Eucaristico  -  Febbraio 2012

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Casella di testo:                  Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         



                                                                                                                                                                                            
                                                                                                                                                                                                                                         3 F
Eucaristia e Beatitudini

Come si ascoltano volentieri intorno all’altare le beatitudini evangeliche!

Don Mazzolari ha scritto questa bella preghiera: “Sono malato di grandezza e di primi posti… Incapace di sboccare sull’Eterno e sull’Immenso, m’affaccio con arsura alla ribalta del mio piccolo mondo. Scrivo il mio nome sui muri e in fondo alle pagine. Ho fretta di mostrarmi, di farmi conoscere, di parere… Domani non sarà più! Mi esibisco come merce avariata… Mi spingo verso dubbia originalità per far colpo, per essere qualcuno…; disposto a prendere l’anonimo se c’è da guadagnare di più e senza rischio.

Mi fa paura il silenzio, mi fa paura il nascondimento, più del male.

Guardo l’Ostia. Silenzio senza limiti, uniformità senza rilievo. Realtà senza apparenze se non di pane che non è più. Dio nascosto… Signore ho vergogna del mio niente che si fa idolo” (Dietro la croce).

L’Eucaristia è la povertà di Dio. Nella realtà  Cristo Dio rinnova il suo sacrificio, il suo svuotamento, la sua povertà completa, come obbedienza illimitata alla volontà del Padre, fino alla distruzione di sé. Nei segni: la povertà dei segni nei quali Cristo ha racchiuso la sua presenza è scuola di annientamento, di umiltà, di silenzio. La scelta di Gesù  -  la povertà  -

continua ancora nella povertà degli elementi che egli fa servire al nostro arricchimento.

Siamo capaci, ogni qualvolta veniamo a Messa, di confrontarci con questa situazione di estremo svuotamento?

L’Eucaristia è, inoltre, il banchetto dei poveri. Qui non ci sono discriminazioni, non distinzioni di classi e di ceti sociali. E’ l’unico banchetto, l’Eucaristia, in cui tutti sono invitati. E l’unica condizione per parteciparvi è avere una fame estrema, avere un vuoto abissale da riempire. Solo a questa condizione la ricchezza di Dio, che l’Eucaristia racchiude, ci è promessa e accordata.

Beati i poveri ammessi alla mensa eterna dei poveri di Dio, che già ora viene preparata per loro nel banchetto eucaristico (Gv 6,48-58).

Beati coloro a cui è offerto il pane disceso dal cielo perché sazi la loro fame di giustizia e doni l’immortalità.

Beati gli afflitti perché a questa mensa trovano la loro consolazione!

Beati i sofferenti, i perseguitati, i morenti, perché da questo viatico di immortalità traggano forza per resistere al male e speranza di vita senza fine!

Beati i puri di cuore perché accostandosi al banchetto eucaristico con fede, già “vedono” Dio e ne godono le dolcezze!

Beati noi tutti se, al dolcissimo richiamo di Gesù “Venite, mangiatene tutti!”, accorriamo a questa mensa preludio di quel convito eterno che ci aspetta!

 

  A.M.D.G.  

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

Lettera sull’Adorazione Eucaristica

Giovanni Paolo II

Lettera sull’Adorazione Eucaristica 47° Congresso Eucaristico Internazionale

Roma, 18  -  25 giugno 2000

 

Esorto i cristiani a fare regolarmente visita a Cristo presente nel Santissimo Sacramento dell’altare, poiché noi siamo tutti chiamati a rimanere in modo permanente in presenza di Dio, grazie a Colui che resterà con noi fino alla fine dei tempi. Nella contemplazione i cristiani percepiscono con maggiore profondità che il mistero pasquale è al centro di tutta la vita cristiana.

1.Gesù non è più presente in mezzo agli uomini allo stesso modo in cui lo fu lungo le vie della Palestina.

Dopo la Risurrezione, nel suo corpo glorioso, apparve alle donne e ai suoi discepoli. Quindi condusse gli Apostoli “fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse...si staccò da loro e fu portato verso il cielo”(Lc 24,50-51). Tuttavia, ascendendo al Padre, Cristo non si è allontanato dagli uomini. Egli resta sempre in mezzo ai suoi fratelli e, come ha promesso, li accompagna e li guida mediante il suo Spirito. La sua presenza è ora di un altro ordine. In effetti “nell’ultima cena, dopo aver celebrato la Pasqua con i suoi discepoli, mentre passava da questo mondo a suo Padre, Cristo istituì questo sacramento come memoria perpetua della sua passione.., il più grande di tutti i miracoli; a coloro che la sua assenza avrebbe riempito di tristezza, lasciò questo sacramento come incomparabile conforto”(Tommaso d’Aquino, Ufficio del Corpus Domini, 57,4). Ogni volta che nella Chiesa celebriamo l’Eucaristia, noi ricordiamo la morte del Salvatore, annunciamo la sua risurrezione, nell’attesa della sua venuta. Nessun sacramento è dunque più prezioso e più grande di quello dell’Eucaristia; ricevendo la comunione veniamo

 

 

incorporati a Cristo. La nostra vita è trasformata ed assunta dal Signore.

2.Al di fuori della celebrazione eucaristica, la Chiesa si prende cura di venerare l’Eucaristia che deve essere “conservata...come il centro spirituale della comunità religiosa e parrocchiale” 

(Paolo VI, mysterium idei, n.68).

La contemplazione prolunga la comunione e permette di incontrare durevolmente Cristo, vero Dio e vero uomo, di lasciarsi guardare da lui e di fare esperienza della sua presenza. Quando lo contempliamo presente nel Santissimo Sacramento dell’altare, Cristo si avvicina a noi e diventa intimo con noi più di quanto lo siamo noi stessi; ci rende partecipe della sua vita divina in unione che trasforma e, mediante lo Spirito ci apre la porta che conduce al Padre, come egli stesso disse a Filippo: “Chi ha visto me ha visto il Padre”(Gv 14,9).

La contemplazione, che è anche una comunione di desiderio, ci associa intimamente a Cristo, totalmente e realmente presente, che noi scopriamo, che noi adoriamo e con il quale stiamo in rapporto. Non è quindi attraverso i sensi che lo percepiamo e gli siamo vicini. Sotto le specie del pane e del vino, è la fede e l’amore che ci portano a riconoscere il Signore, Lui ci comunica pienamente “i benefici di questa redenzione che ha compiuto, Lui, il Maestro, il Buon Pastore, il Mediatore più gradito al Padre” (Leone XIII, Mirae caritatis).

Come ricorda il Libro della fede dei Vescovi del Belgio, la preghiera d'adorazione in presenza del Santissimo Sacramento unisce i fedeli « al mistero pasquale; essa li rende partecipi del sacrificio di Cristo di cui l'Eucaristia è il "Sacramento permanente" ».

 

 

 

“Siete la luce del mondo”

 

“Entrai nell’intimità

 

del mio cuore…

 

e vidi con l’occhio

 

dell’anima mia

 

una luce inalterabile…

 

non era luce terrena.

 

Era un’altra luce…

 

era la luce

 

che mi ha creato.

 

Chi conosce

 

la verità

 

conosce

 

questa luce”.

 

 

Sant’Agostino, Le confessioni

 

 

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 –19,00   Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri

                    e preghiera vocazionale

            (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario

            (orario legale 19,30)

 

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00-24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30-18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici

            (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica    

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

 

 

 

 

 

 

Indirizzo di posta:Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale   

    

Comunicazione  -  invito:

Il Cenacolo Eucaristico ha inteso prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 19,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna.  Grazie per la collaborazione.

 

 

 

L’incredula

La vita di San Gregorio Magno fu illustrata da molti miracoli. Il grande Pontefice operò anche un miracolo eucaristico, per convertire una donna. In quel tempo a Roma le matrone solevano preparare di propria mano il pane, che doveva servire per il Santo Sacrificio. Una signora portò il pane un momento prima che il Santo Pontefice uscisse per la Messa. Fu fatta durante la celebrazione la Consacrazione e si giunse alla Comunione. Fra gli altri si presentò a comunicarsi anche questa signora; il suo atteggiamento non era devoto, anzi a stento essa riusciva a frenare il riso. Il Santo capì e non le diede la Comunione. Terminata la Messa fece venire a sé la donna e la interrogò: Perché voi ridevate prima di ricevere Gesù Sacramentato?

-Io non credo che l’Ostia Consacrata sia Dio. Il pane della Messa l’ho portato io; quando mi sono accostata all’Altare coi comunicandi, ho pensato: Ma come può essere il Signore quel pane, da me confezionato? Pensando a ciò appena riuscivo a trattenere le risa.-

San Gregorio Magno, contristato di tanta incredulità, invitò i fedeli che erano in Chiesa a mettersi in ginocchio ed a pregare insieme a lui.— O mio Signore, disse, fate un miracolo per rafforzare la fede del popolo e per convertire questa incredula!- Finito che ebbe di pregare, aprì il Sacro Ciborio e prese un’Ostia. Alla presenza del popolo l’Ostia cominciò a sanguinare. L’incredula vide tutto e tremava di paura e di vergogna. Il Santo allora tenne un discorso sulla fede eucaristica e commentò le parole del Vangelo:”Il Pane che io do, è la mia Carne, la quale sarà data per la salvezza del mondo”. Il miracolo avvenuto è ricordato, non solo dalla biografia del grande Pontefice, ma da tanti quadri e affreschi.

A Volterra

 

Il 18 giugno 1472 il duca di Urbino saccheggiò con i suoi mercenari la città di Volterra. Furono derubate Chiese e case. Fu presa anche la Chiesa di San Francesco, affidata ai Conventuali. I soldati rubarono quanto trovarono di prezioso. Uno di loro forzò il Tabernacolo e mise la mano sulla Pisside, piena di Ostie Consacrate. Sull’istante un forte terremoto scosse la Chiesa. I soldati rimasero atterriti; il sacrilego avrebbe dovuto lasciare la Pisside, ma spinto da Satana la scaraventò contro la parete. Gesù non restò insensibile a questo sfregio e colpì il misero uomo. Il sacrilego divenne cieco sul momento e tale rimase tutta la vita. Il fatto venne a conoscenza dei cittadini e destò salutare impressione. Il Tabernacolo lo si conserva ancora.