Il giornalino del Cenacolo Eucaristico  Giugno 2012

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Casella di testo:                  Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         


                         
                                                                                                                                                                    
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La Cena. Capire l’Eucaristia. Capire la Messa!

La fame è il primo male che può colpire una creatura; gli ebrei ne sono afflitti durante la traversata sinaitica poiché il deserto in cui erano stati costretti a procedere per evitare l’ostilità delle popolazioni sedentarie non offriva mezzi di sussistenza. Ma nonostante tutto riescono a sopravvivere anche a questa prova pur con le perdite inevitabili a cui vanno incontro. E’ un periodo di strettezze, commenta l’autore sacro, ma è servito ad acuire la fede in Dio ed a far comprendere la premurosa assistenza che egli ha avuto per loro. Il benes- sere li avrebbe distratti e forse distolti da lui. La “manna” è l’espressione di questa sollecitudine, cura che Dio ha avuto per il suo popolo e per quanti lavorano all’attuazione del suo disegno. Essa nutriva il corpo, ma in qualche modo anche lo spirito perché teneva desta negli animi la presenza di JHWH e la memoria della liberazione. I crampi della fame sono laceranti, ma lo sono ancor più i vuoti dello spirito, della mente, del cuore. Questi possono essere riempiti solo da un alimento adeguato. Dalla persona e dalla parola di Gesù, ricorda il IV evangelista. Solo la fede in Cristo, l’adesione al suo messaggio accorda l’equili- brio interiore, la pace. Come la carenza di cibo fa vacillare l’organismo umano, l’ignoranza di Cristo e più ancora il rifiuto della sua persona fa tentennare, vacillare lo spirito. Gesù Cristo basta, perché risponde agli interrogativi fondamentali dell’uomo, calma le sue aspirazioni. La fede in lui, commenta Paolo, tocca il suo momento culminante quando tutti si trovano raccolti attorno allo stesso tavolo, bevono allo stesso calice, si nutrono dello stesso pane. L’agape cristiana diventa comunione eucaristica nel momento in cui i partecipanti sposano, fanno propria la causa per cui Cristo è morto, hanno acquistato pertanto la stessa carica di bontà e di amore per Iddio e per i fratelli. Solo allora la “comunione” è effettiva sia con Cristo che con i commensali.

Capire l’Eucaristia!

Capire la Messa!

Non è questo il nostro primario dovere quando “conveniamo intorno l’altare” ripetutamente, con il rischio, appunto, di banalizzare una cosa tanto sublime?

Capire la Messa! Che altro è se non capire perché si è cristiani e come si deve vivere da cristiani? Lo stesso nostro sforzo di rapportare le nostre settimanali riflessioni a quest’unico tema – intento di questa rubrica – null’altro vuol significare che questa valenza infinita del mistero eucaristico nella vita della chiesa e nella nostra. Tale mistero, se è compreso e vissuto, non può non chiamare in causa tutte le nostre scelte, tutti i nostri atteggiamenti.

C’è stata la riforma liturgica. E noi ringraziamo Dio di questo dono immenso. Ma quanto cammino ancora resta a fare – ci sembra- per una comprensione piena dei misteri che celebriamo!

                                                                                                                                                                                        Segue pag. 4                              

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

                                       Eucaristia e Sacro Cuore

Dio è con noi, è sempre con noi, ma noi ce ne rendiamo conto? Noi che crediamo in Lui, che pratichiamo i Sacramenti, che rispettiamo i precetti, ecc., ci rendiamo conto della Sua Presenza accanto a noi, ed addirittura in noi quando siamo in pace ed in comunione con Lui?

Dio è a noi vicino, anzi prossimo, sempre, anche quando il nostro peccato redice la comunione con Lui. Egli, potremo dire, non può fare a meno di noi, non può fare a meno di amarci sempre e comunque, anche quando Lo rifiutiamo, anche quando Lo crocifiggiamo.

Oggi, dopo duemila anni dalla Venuta di Gesù nel mondo, anzi nell’uomo, questa verità di fede dovrebbe essere patrimonio di conoscenze, non una “dichiarazione di fede” distrattamente recitata ma incarnata nella concretezza delle nostre giornate, nelle nostre attività, nelle nostre relazioni, nelle nostre aspirazioni, speranze, paure, nei nostri pensieri, progetti, programmi, ecc. ecc..

Una fede dichiarata ma non vissuta serve poco a noi e per niente agli altri, compresi quelli verso i quali abbiamo responsabilità particolari. Una fede che non palpiti di vita, che non scaldi come e più del sole, che non ti strappi dalla morte, da ogni morte, non è credibile ed infatti non convince nessuno.

Noi Cattolici dovremmo essere i più ferventi fra tutti i cristiani; abbiamo tutto, anche ciò che altri non hanno. Quando riconosciamo, quando realmente crediamo che Gesù è presente in corpo, sangue, anima e divinità nella Santissima Eucaristia, questa fede non contiene in sé la Potenza di Gesù Cristo? Non dovrebbe essere capace di per sé di trascinare il mondo? Eppure non è così perché non basta credere nei suoi benefici per goderne i frutti; anche il diavolo ci crede ma ne rimane fuori.

Occorre accogliere il Mistero dell’Amore

 

 

di Dio, contemplare il Cuore trafitto di Gesù, viverne i palpiti fino all’ultimo respiro, sintonizzare il nostro cuore sul Suo come ha fatto l’Apostolo Giovanni, e così respiro dietro Respiro, tutto in noi si risana e sorge a Vita Nuova.

Non è facile, non è un processo in progressione continua e nemmeno costante e tantomeno uniforme; ci sono stasi, passi indietro, cadute e ricadute,...ma guai a mollare quando ci accorgiamo di non farcela, di non essere fedeli come vorremmo, di essere strutturalmente incapaci di amare e tanto meno di amare come Egli ama!

Anche in questo noi Cattolici dovremmo avere una ragione di speranza in più degli altri, per la fede che professiamo nella potente intercessione di Maria per noi.

Non è Lei la custode della nostra salvezza? Non abbiamo accumulato nei secoli la lunga esperienza del Suo materno Amore, della Sua Presenza accanto a chiunque ricorra a Lei? Non è Lei che strappa le anime dalle fauci del leone ruggente?

Coraggio dunque! Non ci è chiesto di fare cose al di sopra delle nostre forze; siamo servi inutili, ma preziosi strumenti di Dio, anzi santi, perché santo è tutto ciò che Egli tocca.

Pronunciamo con amore e tremore il nostro al Padre; contempliamo il “” di Gesù e il “Fiat” di Maria e rimaniamo in questa contemplazione fino ad esserne fecondati nel cuore, nella mente e nell’anima, fino a che risuoni libera e forte, in noi e per noi, la Voce dello Spirito Santo che a nome nostro dichiara: “Eccomi, Padre, si compia in me la Tua Volontà”. In questa strada prima o poi maturerà l’assimilazione a Cristo Gesù, e il nostro cuore sarà eternamente congiunto al Suo Cuore e saremo Eucaristia vivente fino a che Dio sarà Tutto in tutti!

Pace e gioia in Gesù e Maria!

 

 

                                   Nuccio Quattrocchi

 

 

 

Voci di Fatima

                       La Rassegna di prosa, colori e poesia alla Vergine che, negli anni, è divenuta espressione

                                       vivida di una comunità che vive e valorizza il territorio e la persona.

Lo scorso 12 maggio, presso la Chiesa di S.Vincenzo Ferrer di Acireale,nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Vergine di Fatima,ha avuto luogo la Rassegna“Voci di Fatima”, che ha visto coinvolti diversi Istituti scolastici sul territorio acese: la Scuola Materna “Andersen”, le Scuole elementari “Grassi Pasini”, “Topolinia School”, il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” e il Liceo artistico “Brunelleschi”, oltre che plurimi e pregevoli poeti del nostro territorio. L’intestazione della Rassegna, nasce dall’esigenza, oggi, più che mai,di dar spazio e far sentire le opinioni, i sogni, le aspettative e le speranze di giovani e meno giovani, che vogliono dire la loro, offrire i loro sacrifici, rendere il loro grazie, testimoniare la loro viva e convinta fede, chiedere una grazia...ancora una...alla Vergine, Madre Celeste! Apparizioni e segni soprannatu- rali punteggiano la storia, entrano nel vivo delle vicende umane e accompagnano il cammino del mondo, sorpren- dendo credenti e non credenti. Queste manifestazioni, che non possono contraddire il contenuto della fede, devono convergere verso l’oggetto centrale dell’annuncio di Cristo: l’amore del Padre che suscita negli uomini la conversione e dona la grazia, per abbandonarsi a Lui con devozione filiare. Tale è anche il messaggio di Fatima che, con l’accorato appello alla conversione e alla peniten za, sospinge al cuore del Vangelo. I tre pastorinhos di Fatima , tre ragazzini come i giovani che hanno con impegno e gioia partecipato alla rassegna, vedono, ascol -tano, memorizzano, e non si stancano mai di ripetere, di far risuonare nel mondo le loro piccole voci. Oggi tocca ai nostri figli.Ai nostri bambini, tocca a noi! La premia- zione della rassegna è stata introdotta dalla lettura di una testimonianza forte, energica, ma sempre vicina ai più piccoli, quella di Papa Giovanni Paolo II, che promosse la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria e compose egli stesso una preghiera per quello che definì “Atto di affidamento” alle forti e mai stanche braccia accoglienti della Madre. La potenza di questa consacrazione dura per tutti i tempi ed abbraccia tutti gli uomini, i popoli e le nazioni, e supera ogni male, che lo spirito delle tenebre è capace di ridestare nel cuore dello uomo e nella sua storia e che, di fatto, ha ridestato nei nostri tempi. Oggi,profondamente,più di sempre,sentiamo  il bisogno di consacrazione per l’umanità e per il mondo: per il nostro mondo contemporaneo, in unione con Cristo stesso. Perciò, si è voluto invitare i ragazzi ad alzare le loro voci, a non aver mai paura di metter fuori le loro idee, i loro pensieri, perché stringano sempre nel cuore la tenerezza, la purezza e la schiettezza che oggi gli appar- tiene, perché siano,meglio siamo (noi,eternamente giova- ni, se lo desideriamo!), sempre pronti, Figli del Dio dello

 

Amore, a rendere ragione della speranza che è in noi! Per motivi di spazio non è consentito citar tutti,ma pare doveroso dar, pur se minimo,spazio ai giovani e valenti vincitori delle diverse categorie: per la Scuola Elemen -tare “Grassi Pasini”,Maria Aurora Nula e Simone Russo con la poesia “Madonnina”, gli alunni della III B con il disegno “Regina del Rosario prega per noi”, Lennart Nilletti con la poesia-disegno “Alla Madonna di Fatima” (Scuola Elementare British-Lyceum Linguistico); il giovane Ettore Pirrone della Scuola Elementare “Topolinia School”; i bambini della Scuola Materna “Andersen”con il lavoro “La Madonna e i tre pastorelli”;per il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” Sebastiano Andrea Massimino con il saggio dal titolo “Le apparizioni mariane ed il messaggio di Fatima”, Lorenza Musmeci con la poesia “Sei con me”;per i due preziosi pannelli raffiguranti l’apparizione di Fatima e la preghiera del nostro Papa alla Vergine sullo sfondo del Vaticano, due lavori che,con tinte differenti, sono espressione abbagliante di un’emozione indescrivibile, inenarrabile, che può tentare di essere colta attraverso un’immagine, un istante di luce e colore, i ragazzi del Liceo artistico “Brunelleschi”, Denise D’Atria, Rita Grasso,Marco Manganici,Luana Meli, Miriam Nicolosi e Maria Milla Rigano; vincitore esterno al circuito scuola Luigi Giovanni Nicolosi con la poesia “La gran prumissa di Maria”. Quest’anno, in via sperimentale, si è deciso di attribuire un premio speciale, frutto di una giuria popolare, formata da un campione di persone di età, sesso e formazione culturale differente che, indipendentemente dalla giuria tecnica, ha decretato vincitore Salvatore Privitera con la poesia “La tua parola” (Liceo Classico “Gulli e Pennisi”).Ospite ecce- zionale di questa edizione della Rassegna è stato il

dott. Biagio Fichera, poeta, scrittore e studioso emerito della nostra città. Senza voler far torto a nessuno, nella convinzione che ciò che conta sia l’apporto di ciascuno per il beneficio di tutti, perché la comunità sia migliore, e quello che conta non lo si misura dai ringraziamenti o dal numero di parole, ma dai segni indelebili nei cuori di chi ci incontra, si vogliono ringraziare tutti coloro che, da anni, e per tutto l’anno, con entusiasmo condivi dono e sostengono i preparativi per i festeggiamenti alla Vergine di Fatima, il nostro Rettore Vincenzo Castiglione, i responsabili scolastici, che con interesse accolgono la nostra proposta, gli insegnati, ogni ragaz -zo che, con creatività e partecipazione, aderisce e si cimenta, attraverso colori e parole, in un lavoro che si fa preghiera, lode, voce per la Vergine...ad majorem Dei gloriam!

Barbara Sorace

 

 

 

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 –20,00   Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri

                    e preghiera vocazionale

            (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario

            (orario legale 19,30)

 

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00-24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30-18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici

            (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica    

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

 

 

 

 

 

 

Indirizzo di posta:Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale   

    

Comunicazione  -  invito:

Il Cenacolo Eucaristico ha inteso prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 20,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna.  Grazie per la collaborazione.

 

 

 

Il Santo della gioventù

San Giovanni Bosco aveva confessato in Chiesa una gran massa di giovani; era una data solenne e si pregava le Comunione generale. All’ora stabilita il Santo iniziò il Sacrificio della Messa. Compì regolarmente la Consacrazione.

Poco prima della Consacrazione il sacrista, Giuseppe Buzzetti, si ricordò che abbisognavano le Particole per la Comunione; la Pisside preparata era ancora sul tavolo della sacrestia. Cosa fare? Non poteva rinnovarsi la Consacrazione; le Particole del Taberna- colo erano pochissime; i giovani da comunicare più di seicento.

Il Santo, allorchè scoperchiò il Sacro Ciborio e vide poche Ostie, si turbò un istante; subito venne in aiuto la sua viva fede. – O Gesù, che cosa può costarti moltiplicare queste Ostie?- Il Signore accettò la preghiera ed ecco riempirsi istantaneamente la grande Pisside di Ostie Consacrate. Centinaia di giovani si comunicarono senza che fosse necessario rompere una Particola; finita la Comunione, rimasero nel Vaso Sacro ancora Ostie.

Il Buzzetti, che non si aspettava questo esito, fuori di sé per la meraviglia, appena usciti dalla Chiesa i giovani, sparse la notizia del miracolo. Superiori e giovani si accalcarono attorno al Santo, magnificando quanto era avvenuto. Don Bosco era convinto del miracolo e, davanti a quella dimostrazione di entusiasmo, esclamò con le lacrime agli occhi: E’ più grande il miracolo di cambiare un pezzo di pane nel Corpo di Gesù Cristo, anziché moltiplicare poche Ostie!

Questo prodigio eucaristico fu operato da San Giovanni Bosco anche in altra simile circostanza.

 

Segue da pag.1

 

“Veramente la Messa è un universo, le cui ricchezze nascoste sono inesauribili… purtroppo gli uomini – i cristiani- che oggi più che mai sanno cercare e trovare i tesori di energie misteriose che il creatore ha posto nel nostro pianeta – anche se le cercano e le trovano per farne strumenti spaventosi di distruzione e di morte -, spesso non sanno e più spesso non vogliono scavare nel mistero luminoso della messa; che, se con amoroso impegno lo facessero arriverebbero pure a servirsi di tesori delle terra” ora (LERCARO, L’Eucaristia nelle nostre mani, Bologna, 1968, p.7-8).

Mettiamoci dunque alla scoperta di questo tesoro, alla esplorazione di questo universo.

Esso è qui innanzi a noi con la sua infinita, spesso trascurata ricchezza. Sapremo almeno oggi , approfittarne?