Il giornalino del Cenacolo Eucaristico    Maggio 2013

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Casella di testo:                     Cenacolo Eucaristico
       Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         


                                                                                                                                                                                                                                     


                                                                                                                                                                                                                                                        4 M




Gesù dice: Mi hai ferito il cuore, sorella mia, o sposa, mi hai ferito il cuore. Risponde la sposa: O amatissimo Gesù, il tuo cuore lo ferì la tua sposa, la tua sorella, l’amica tua: che importava che aggiungessero altre ferite i nemici? O nemici, che fate voi? Una volta che il cuore di Gesù dolcissimo è ferito, perché gli fate una seconda piaga? O non lo sapete che, ferito una volta sola, il cuore muore e non sente quasi più nulla? Morto è già il cuore del dolcissimo  Signor mio Gesù: morto, perché ferito; la piaga dell’amore ha preso possesso del cuore di Gesù, lo governa la morte, anzi più della morte, è forte l’amore. Non si può sopprimere la prima morte - cioè l’amore delle molte anime morte - dal soggiorno del cuore; perché se li conquistò con la sua ferita che non rimargina. Ora che già ci siamo introdotti nel cuore di Gesù, Signore dolcissimo  -  e ci stiamo ottimamente  -  non distacchiamoci facilmente da lui. Sta scritto: “Saranno segnati quelli che ti abbandonano” (Ger. 17,18). Che accadrà invece a quelli che ti avvicinano? Andiamo dunque, ed esulteremo e ci rallegreremo in Dio, memori del suo cuore divino. E’ bella e gioconda cosa abitare in questo cuore!

Il cuore tuo, o Gesù buono, è il ricco tesoro, la margherita preziosa che abbiamo scoperto nel segreto del tuo corpo trafitto; come nel campo scavato.

Chi la getterà via, questa margherita? Ma piuttosto io getterò via tutte le perle, e col prezzo di tutti i miei pensieri e di tutti i miei affetti, mi comprerò questa preziosa margherita, gettando tutte le mie preoccupazioni nel cuore del buon Gesù, e certamente esso mi sazierà.

 

Il cuore di Gesù è il tempio vero, il santuario, l’arca del testamento. Quivi dentro si adora e si loda con tanto trasporto e gioia il nome del Signore. Si può ripetere con Davide: “Ho trovato il mio cuore per pregare il mio Dio” (2 Re, 7,27). Ed io l’ho trovato il cuore del Signore, il cuore di Gesù benignissimo: cuore di Re, cuore di fratello, cuore di amico.

Nascosto in lui, non pregherò io? Pregherò sì. Di già il suo cuore, lo dico francamente, è anche cuore mio. Se Gesù Cristo è il capo mio: come dunque quello che è nel mio capo, non dovrà dirsi mio? Non è vero che gli occhi della mia testa sono occhi miei? E dunque anche il cuore del mio capo spirituale è cuor mio. Che gioia per me. Ecco: Gesù ed io abbiamo solo un medesimo cuore. E qual meraviglia?

Negli Atti degli Apostoli si legge che la moltitudine dei primi credenti aveva un solo cuore. Frattanto avendo ritrovato, o Gesù dolcissimo, questo cuore divino, ch’è tuo ed è mio, pregherò te, Dio mio.

Accogli nel sacrario delle udienze le mie orazioni, anzi rapiscimi tutto nel tuo cuore.

La tortuosità dei miei peccati mi vieterebbe l’ingresso… Ma, siccome un’incomprensibile carità ha dilatato ed ampliato il tuo cuore, siccome tu, che solo sei, puoi rendere mondo chi è concepito da immondo seme, o Gesù bellissimo, lavami dal delitto, mondami dai peccati miei.

Purificato da te possa avvicinarmi a te, purissimo, possa entrare e dimorare nel tuo cuore tutti i giorni della vita mia, per sapere e per fare quello che vuoi da me!

S. Bonaventura di Bagnoregio - La vita mistica

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

 

Cuore Eucaristico di Gesù

96° Anniversario delle apparizioni a Fatima.

La comunità cittadina acese rende onore alla Vergine presso la Chiesa di San Vincenzo Ferrer

Sentiti festeggiamenti ed intense emozioni, anche quest’anno, hanno coinvolto la comunità cittadina acese che, presso la Chiesa di San Vincenzo Ferrer ha reso onore, come ormai da quasi un decennio, alla Vergine di Fatima, della quale lo scorso 13 maggio si è celebrato il 96° Anniversario delle apparizioni.

Il nostro Rettore, sac. Vincenzo Castiglione, durante l’omelia alla Messa delle ore 8,30 ha ricordato e     ribadito l’attualità  del messaggio affidato ai tre pastorelli in Cova d’Iria, ha ripreso e approfondito la riflessione che, dal santuario portoghese, ha espresso Mons. Orani Tempesta, arcivescovo di S.Sebastiano di Rio de Janeiro, che ribadisce: “Gli inviti alla preghiera e alla conversione sono sempre attuali.

Cambiano le epoche e le abitudini, ma se c’è qualcosa che rimane nell’essere umano è proprio il suo       bisogno, la sua perenne nostalgia di Dio. Allo stesso tempo in un mondo che conosce tanti progressi in campo tecnologico e tanti cambiamenti in ambito sociale, la voce che è risuonata a Fatima continua a proclamare, con la stessa forza e lo stesso coraggio, anche per tutti noi uomini di oggi: bisogna pregare sempre di più! E’ necessario che ci convertiamo ogni giorno!”.

Il messaggio di Fatima, oltre la gioia della speranza, ci indica una via di preghiera, di penitenza, di offerta quotidiana alla Madre di Dio e Madre nostra; la spiritualità fatimita ci avvolge di amore verso il creato,  verso il prossimo, verso tutte le azioni che ci portano ad amare Gesù, nostro fratello, nostra guida, nostro       esempio.

Da Fatima, inoltre, ci arriva conferma della scelta del nostro pontefice di affidare il proprio pontificato alla Madonna di fatima. Il 13 Maggio, dopo la celebrazione eucaristica internazionale del 96° anniversario, di fronte a milioni di persone giunte da tutto il mondo e davanti a tutti i Vescovi portoghesi, il Cardinale Patriarca di Lisbona, S.Em.Josè Policarpo, ha così esordito: “Perciò consacriamo a Te, o Signora, che sei Madre della Chiesa, il Ministero del nuovo Papa: ricolma il suo cuore della tenerezza di Dio, che Tu hai sperimentato come nessun altro, perché egli possa abbracciare tutti gli uomini e le donne di questo tempo con l’amore del Tuo Figlio Gesù Cristo”.

Diversi e commoventi, infine, sono stati i momenti di grande devozione ed enfasi, che hanno incorniciato la giornata di festa ad Acireale: dalla visita alla Vergine da parte dei bambini delle scuole dell’Infanzia ed  Elementari e successiva Consacrazione alla Madonna, alla Supplica alla Vergine, celebratasi alle ore 12 presso la Chiesa di Via Currò; alla toccante celebrazione, seguita dalla consueta processione, presso la Chiesa Cattedrale di Acireale.

Barbara Sorace

Cuore. Onoriamo il Cuore di Gesù per evidenziare che l’amore, simboleggiato nel cuore, pervade tutta la persona di Gesù e costituisce il sostanziale rapporto che ci unisce a Lui. Il cuore di Gesù, che ci ricorda la concretezza della sua umanità formatasi nel grembo di Maria, è diventato il simbolo della sua donazione totale: sulla croce la lancia del soldato squarcia il cuore di Cristo, ne scaturiscono acqua e  sangue,  Battesimo  ed Eucaristia,  la  nuova  vita.

Eucaristico di Gesù. Gesù nell’ultima cena ci lasciò il dono dell’Eucaristia. Il suo Volto e il suo Cuore li cerchiamo ora nell’Eucaristia. Nell’adorazione eucaristica noi adoriamo anche l’amore e la misericordia di Gesù e dell’intera Trinità. Oggi è verso l’Eucaristia cui dobbiamo rivolgere la gratitudine del nostro cuore, per le preoccupazioni  che Gesù si è preso per noi. Il culto al Sacro Cuore converge verso l’Eucaristia, infatti le stesse apparizioni a Santa Margherita Maria Alacoque avvengono davanti all’Eucaristia esposta per l’adorazione, nella cappella delle suore della Visitazione, suore claustrali, a Paray-leMonial. Adorando l’Eucaristia noi adoriamo e rendiamo il culto anche al sacro Cuore di Gesù. Nell’Eucaristia c’è tutto  l’Amore di Gesù per noi. Adorando il Sacro Cuore noi rivolgiamo l’attenzione all’Amore di Gesù di Gesù cui noi rendiamo culto. Il Signore vuole entrare in comunione personale con la chiesa, sua sposa, e con ciascuno di noi. Egli vuole fare dono del suo amore a chi liberamente lo cerca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La devozione al sacro Cuore ci invita ad entrare nell’intimità di una preghiera affettuosa e confidente mentre contempliamo questo Cuore straripante d’amore. Per aiutare la nostra preghiera affettuosa e costante mettiamo in bella vista nella nostra casa qualche immagine del Sacro Cuore. Gesù ha voluto rivelare che la Misericordia è l’atteggiamento costitutivo   del  suo   amore  per   ciascuna  creatura e in

 

particolare per chi si sente travolto dalla sua fragilità. La nostra risposta, la nostra preghiera, deve essere un inno di ringraziamento, di riconoscenza, di adesione concreta ai suoi sentimenti, deve tradursi in una convinzione interiore che Gesù è sempre con noi, vive in noi. Le nostre scelte di vita, il nostro comportamento  devono  essere modellati  su Cristo.

Affidiamoci, fiduciosamente, all’amore misericordioso di Gesù, allarghiamo l’orizzonte della nostra intercessione e facciamo in modo che il nostro cuore si dilati secondo le dimensioni di quello di Cristo, perché tutti gli uomini, soprattutto i più poveri, possano trovare posto nel nostro dialogo d’amore con Gesù.

Grazie Cuore Eucaristico di Gesù per la tua presenza eucaristica!

Orienta i nostri passi sulla via del bene.

Benedici i bambini, i giovani, gli anziani, le famiglie e in particolare i malati.

Benedici i sacerdoti e le persone consacrate.

Benedici tutta l’umanità.

Sr. Maria Virzì fma

 

 

Sacro Cuore di Gesù

 

1) O mio Gesù, che hai detto: “In verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”. Ecco che io busso, io cerco, io chiedo la grazia…

 

          Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

          Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Te.

 

2) O mio Gesù, che hai detto: “In verità vi dico, 

          tutto quello che chiederete al Padre mio nel   

          mio nome, ve lo concederà”. Ecco che al Pa- 

          dre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia…

 

          Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

          Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Te.

 

3) O mio Gesù, che hai detto: “In verità vi dico, 

           il cielo e la terra passeranno, ma le mie paro

           le non passeranno”. Ecco che, appoggiato 

           all’infallibilità delle tue sante parole, io chie-

           do la grazia...

 

          Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

          Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Te.

 

- O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non aver 

  compassione degli infelici, abbi pietà di noi, poveri 

  peccatori, e concedici le grazie che ti domandiamo

  per intercessione del Cuore Immacolato di Maria,

  tua e nostra tenera Madre.

- San Giuseppe, padre putativo del Sacro Cuore di

  Gesù, prega per noi.

- Salve Regina.

 

 

 

 

 

 

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 - 20,00 Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri e preghiera   

                    vocazionale     (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario      (orario legale 19,30)

  

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00 - 24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30 - 18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici   (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica

             

 

 

____________________________________________________Comunicazione  -  invito

 

Il Cenacolo Eucaristico intende prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 20,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna. Grazie per la collaborazione.

 

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

Se volete scriverci ecco l’indirizzo:

Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale  

 

 

 

Miracolo del SS. Sacramento a Torino 6 giugno 1453

 

Avvenne durante la guerra tra la Francia e il Ducato di Piemonte-Savoia, ufficialmente scoppiata per il matrimonio tra Luigi d’Angiò, figlio del re Carlo VII, con Carlotta di Savoia (matrimonio che il re non voleva ma serviva per passare dai Savoia per conqui stare il Regno di Napoli).

Mentre il d’Angiò attraversava le Alpi con duemila uomini e cinquecento cavalieri , le truppe piemontesi intervennero in massa e si impadroniro- no di Exilles, un villaggio della Valle d’Oulx, saccheggiando tutto. Chiaro che l’esercito del D’Angiò passò ugualmente, ma ormai il saccheggio era avvenuto e non  risparmiò la chiesa, da cui fu asportato tutto, compreso un ostensorio con l’ostia consacrata. I ladri buttarono tutto nei sacchi portati intenzionalmente, li misero sui muli e si diressero a Torino, dov’era più facile piazzare la “merce”. Oltrepassate Susa, Avigliana e Rivoli, arrivarono a Torino il 6 giugno, ottava della festa del Corpus Domini. Uno dei muli inciampò e cadde, rifiutando di rimettersi in piedi, nonostante le grida e le bastonate dei ladri; dal sacco legato sul basto  posto sul dorso del mulo cadde a terra l’ostensorio e l’ostia consacrata  ne uscì, sollevandosi e rimanendo sospesa nel vuoto, luminosa come un sole in miniatura. Poveri ladri! In un attimo si trovarono circondati da mezza Torino con a capo il Vescovo, accorso non appena seppe quanto era accaduto.

Mentre alcuni dicevano sottovoce “gli sta bene”, riferendosi ai ladri che non riuscirono neppure a fuggire, altri pregavano dicendo “Resta con noi, Signore”, in estasi davanti a quello spettacolo da paradiso. Finalmente un sacerdote alzò un calice verso l’ostia, quasi invitandola a posarvisi. Avvenne proprio così, perché pian piano essa si abbassò come il sole quando tramonta e si fermò sul calice che fu portato in processione nella cattedrale di S.Giovanni. La prima testimonianza del miracolo, firmata da undici testimoni, è andata perduta, ma ne rimane un riassunto, conservato nell’archivio municipale in una cassetta di cipresso costruita appositamente per questo. Sul luogo del miracolo prima fu innalzata una colonna, poi fu costruita l’attuale basilica del Corpus Domini. L’ostia non si conserva più: venerata per una quarantina d’anni, fu consumata per ordine della Santa Sede.
Ma il ricordo del miracolo è vivo anche perché il Congresso Eucaristico nazionale del 1953 (a cui intervenne il futuro Papa Giovanni XXIII) si tenne proprio a Torino                   .