Il giornalino del Cenacolo Eucaristico    Giugno 2014

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Di Cuore in Cuore, fino al mio Cuore…Maggio e Giugno: Tempo di riflessione e Amore

Casella di testo:                  Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         

                                                                                                                                                                                                                  
                                                                                                                                                                                                                                           5 G


Pentecoste

La festa della Pentecoste non ha un forte rilievo nelle abitudini e tradizioni sociali. Liturgicamente invece ha un posto preminente, come festa del 50° giorno della nuova Alleanza, dell’effusione dello Spirito ed inizio della vita della Chiesa.

“Dilettissimi, il cuore di tutti i cattolici riconosce che la solennità di oggi deve essere per venerazione collocata tra le principali festività.

Nessuno pone in dubbio quanta riverenza meriti questo giorno che lo Spirito consacrò col degnissimo prodigio della sua munifica effusione.

Questo è il decimo giorno da quando il Signore ascese oltre le altezze dei cieli per sedersi alla destra di Dio Padre e il 50° giorno dopo la sua resurrezione” (S.Leone M.). Fino al IV secolo si parla di Pentecoste non come festa a se stante; tutto l’arco dei 50 giorni, che formavano un tutt’uno con la Pasqua, era denominato Pentecoste.

Il “clima” liturgico della solennità è legato alla chiara convinzione che la celebrazione eucaristica è memoria attualizzante il mistero del dono dello Spirito alla Chiesa.

L’ascolto della Parola di Dio e la partecipazione al banchetto della nuova alleanza rinnovano per la comunità l’evento della Pentecoste.

Oggi il Padre e il Figlio mandano nella Chiesa e nel mondo lo Spirito. Oggi Dio rinnova nel sangue di Cristo e nello Spirito il “nuovo patto” con il suo popolo. Entrare in questo clima significa porsi in un atteggiamento di gioioso ringraziamento e di umile, sincera invocazione.

Ringraziamento: perché il Padre in Cristo risorto e fedele al suo disegno di salvezza per noi, ha donato ai suoi discepoli e continua a donare, amore, gioia, pace, fedeltà, dominio di sé; pienezza di vita; in una sola parola, lo Spirito, i “beni del cielo”

 (cfr. Orazione dopo la Comunione).

Invocazione: perché il dono dello Spirito si riceve quando la nostra vita è in “ginocchio”, il nostro cuore di carne aperto e vuoto per accogliere, quando le nostre mani sono tese in avanti per lasciarsi prendere dal Signore.

Lo Spirito entra nello spazio aperto dalla fede e dalla preghiera della comunità.

“Vieni Spirito Santo… dona ai tuoi fedeli che solo in Te confidano i tuoi santi doni” (Sequenza).

Così la comunità dei credenti divenuta dimora di Dio e tempio dello Spirito, è capace di trasmettere l’annuncio e la vita ricevuta.

I doni dello Spirito sono comunicati perché nella fedeltà ad essi, la Chiesa deve sempre riprendere quel cammino che è capace di “rinnovare la terra” e che rende credibile ed efficace l’annuncio del perdono e della nuova alleanza, della pace e della comunione, dell’acqua che rigenera e della promessa della vita eterna.

Il Mistero della Pentecoste, cioè, non può essere mortificato dall’ambito di una celebrazione liturgica. Gli Apostoli escono dal cenacolo per gridare al mondo che Dio non abbandona il suo popolo.

La “potenza dello Spirito” ricevuta nell’Eucaristia riporta nel mondo “uomini nuovi”.

Vivere la Pentecoste è vivere nella dimensione pasquale, secondo le esigenze del battesimo; vivere la Pentecoste è fare in modo che Dio operi in noi e per mezzo nostro la trasformazione della terra

(cfr. Orazione dopo la Comunione).

Potere scandire il tempo è stata un’esigenza che l’uomo ha sen tito, sin dai primordi della storia,per marcare specifici momenti all’interno di una dimensione altrimenti indifferenziata. Il tempo è la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi… passato, presente e futuro. Viviamo il tempo come un’entità astratta che fluente scorre senza, il più delle volte, rendercene neanche conto. Siamo presi sempre da tante cose.. corriamo e corriamo… il tempo è denaro (o forse no?!)… tic,tac,tic,tac… allora, qui e adesso, fermati… “solo” 5 minuti (il tempo di leggere un articolo!)… prenditi “del tempo”!!... per riflettere, per pensare, per esserci… lascia che questo tempo ti pro-vochi, ti interroghi… 

Maggio, Giugno,… due mesi, 61 giorni, 1.464 ore, 87.840 minuti… e tra loro il battito di un Cuore, anzi due, all’unisono… come in tutte le storie d’amore… io e Te: è tempo d’Amare… Maggio, il mese mariano, i giorni del Cuore Immacolato di Maria.

Giugno, le ore del Sacro Cuore di Gesù.

Il Cuore. “La realtà intima e unificante che evoca il Mistero, che resiste a tutte le analisi, che è la legge silenziosa più potente di ogni organizzazione e utilizzazione tecnica dell'uomo. Cuore indica il luogo dove il mistero dell'uomo trascende nel Mistero di Dio; là la vuota infinitudine che egli esperimenta dentro di sé grida e invoca la infinita pienezza di Dio. Evoca il cuore trafitto, il cuore angosciato, spremuto, morto. Dire cuore significa dire amore, l'amore inafferrabile e disinteressato, l'amore che vince nell'inutilità, che trionfa nella debolezza, che ucciso dà la vita, l'amore che è Dio. Con questa parola si proclama che Dio e là dove si prega: "Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Con la parola cuore si nomina qualcosa che è totalmente corporeo e tuttavia è tutto in tutto, al punto che si possono contare i suoi battiti e ci si può fermare in un pianto beato perché non è più necessario andare avanti dal momento che si è trovato Dio. Chi può negare che in questa parola noi ritroviamo noi stessi, il nostro destino e il modo proprio dell'esistenza cristiana che ci è imposto come peso o grazia insieme, e assegnato come nostra missione?” Ci piace iniziare da questa riflessione e-vocativa di K. Rahner,dal Cuore, per riflettere sul tempo che viviamo, perché il tempo ci appartenga, acquisti senso. Nella Sacra Scrittura il cuore è alla base della relazione dell’uomo con Dio. Il cuore è il luogo dove si formano le dispo sizioni dell’uomo, buone o cattive; è il centro della vita morale, come principio e origine della responsabilità, come coscienza; è ritenuto pure il centro della vita conoscitiva e quindi rappresenta l’interiorità dell’uomo e la sua intimità profonda. L’espressione cor immaculatum è moderna, è divenuta di uso corrente in seguito alla definizione del dogma dell’Immacolata Concezione. Nell’invito alla conversione del cuore delle apparizioni della Vergine a Fatima, che determinarono la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, l’espressione si è imposta nell’uso ecclesiale e liturgico. Il cuore è principio di vita, memoria, pensiero, volontà, interiorità, è l'uso che l’uo mo fa della sua libertà, il suo modo di stare al mondo. Applicato a Maria,nell’espressione “cuore di Maria”,il termine “cuore” acquista una potente carica dinamica, capace di sviluppare le alte energie spirituali. Secondo S. Giovanni Eudes  il cuore di Maria “…è la fonte e il principio di tutte le grandezze, eccellenze e prerogative di cui si adorna, di tutte le qualità eminenti che la elevano al di sopra di tutte le creature, quale l’essere figlia  primogenita dell’ eterno  Padre, madre  del Figlio, sposa

 

dello Spirito Santo e tempio della SS. Trinità…Questo sacratissimo cuore è la fonte di tutte le grazie che accompagnano queste qualità…e che è la fonte di tutte le virtù che ha praticato…E perché il suo cuore è stato la fonte di tutto ciò? Perché sono stati l’umiltà, la purezza, l’amore e la carità del cuore a renderla degna di essere la madre di Dio e di conseguenza di possedere tutte le doti e tutte le prerogative che debbono accompagnare questa altissima dignità”. Per comprendere il significato, la portata e la profonda radice teologica della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, è necessario però fare riferimento alla devozione al Sacro Cuore di Gesù e alla missione redentrice di Cristo e della Chiesa. Pio XII, nella sua lettera enciclica “Haurietis Aquas” (1956), sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù, scriveva: “affinché poi il culto verso il Cuore augustissimo di Gesù porti più copiosi frutti di bene nella famiglia cristiana e in tutta l’umana società, si facciano un dovere i fedeli di associarvi intimamente la devozione al Cuore Immacolato della Genitrice di Dio. È infatti sommamente conveniente che, come Dio ha voluto associare indissolubilmente la Beatissima Vergine Maria a Cristo nel compimento dell’opera dell’umana Redenzione; così il popolo cristiano, che da Cristo e da Maria ha ricevuto la vita divina, dopo aver tributato i dovuti omaggi al Cuore Sacratissimo di Gesù, presti anche al Cuore amantissimo della celeste Madre consimili ossequi di pietà, di amore, di gratitudine e di riparazione. È in armonia con questo sapientissimo e soavissimo disegno della Provvidenza divina che Noi stessi volemmo solennemente dedicare e consacrare la santa Chiesa ed il mondo intero al Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria…”.  In altre parole, Maggio come il tempo in cui la Madre ci introduce al Figlio, tasta il nostro cuore, lo interroga, lo prepara ad accogliere il Sacro Cuore di Gesù. Di Cuore in Cuore, fino al mio Cuore. «Il mio divino Cuore è così appassionato d'amore per gli uomini che, non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelta per adempiere a questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me », così Gesù si rivolge, durante la prima delle quattro apparizioni a  Santa Margherita Maria Alacoque. Lo scopo dell'adorazione del Sacro Cuore è quello di onorare con maggior fervore e devozione l'amore di Gesù Cristo che si offre e che lascia il segno vivo di tale offerta nel Sacramento dell'Eucaristia. Al Cuore di Gesù la Chiesa cattolica rende culto di latria (adorazione), che si rende solo a Dio. Nel Cuore di Gesù la Chiesa adora: uno degli organi della Sua Umanità che, per l'intima unione con la Divinità, ha diritto all'adorazione; l'amore del Salvatore per gli uomini, di cui è simbolo il Suo Cuore. Una devozione, in quanto forma concreta in cui la fede è vissuta, predicata, esercitata in un determinato contesto storico è, per molti aspetti, il frutto di una «invenzione», di una «intuizione spirituale»: nel Cuore di Cristo Dio ha rivelato che l'unico modo in cui l'uomo realizza la parte più profonda della sua persona è l'Amore. Nell’incontro con il Cuore di Cristo, il cristiano deve cercare di rendere il suo cuore, nell'essere e nell'agire, conforme al Cuore di Gesù. Crea in me, o Dio, un cuore nuovo (Sal 51, 12), frutto della presa di coscienza della necessità della “conversione”, riordinamento del cuore. Il credente entra  in  contatto  con  questo  Cuore  nel  Battesimo,

                                                                     segue a pagina 3

 

 

 

Preghiamo così il Divin Redentore

Signore Gesù, come un giorno hai chiamato i primi discepoli per farne pescatori di uomini,  così  continua  a  far risuonare anche oggi il tuo dolce invitto: "Vieni e seguimi"!
Dona ai giovani e alle giovani la grazia di rispondere Prontamente alla tua voce!
Sostieni  nelle loro fatiche apostoliche i nostri Vescovi, i sacerdoti e le persone consacrate.
Dona  perseveranza  ai  nostri  seminaristi  e  tutti coloro che stanno realizzando un ideale di vita totalmente consacrato al suo servizio.

Risveglia nelle nostre comunità l'impegno missionario. Manda, Signore, operai nella tua messe e non permettere che l'umanità si perda per mancanza di pastori, di missionari, di per sone votate alle causa del Vangelo. Maria, madre della Chiesa, modello di ogni vocazione, aiutaci a rispondere di "sì" al Signore che ci chiama a collaborare al disegno divini di salvezza

Amen.                                                                    

                           

Preghiera Al Sacro Cuore Di Gesù

Signore Gesù Cristo, redentore degli esseri

umani, ci volgiamo al tuo Sacro Cuore con

umiltà e onestà, con venerazione e speranza,

con un profondo desiderio di darti gloria,

onore e lode. Signore Gesù Cristo, Salvatore

del mondo, ti ringraziamo per tutto ciò che

tu sei e per tutto ciò che fai per il piccolo

gregge. Signore Gesù Cristo, figlio del Dio

vivente, ti lodiamo per l’amore che ci hai rivelato con il tuo Sacro Cuore, trafitto per noi è diventato la fonte della nostra gioia, la sorgente della nostra vita eterna.
Raccolti insieme nel Tuo Nome, che è più in alto di tutti gli altri nomi, ci consacriamo al Tuo Sacro Cuore, nel quale dimora la pienezza della verità e della carità.
Signore Gesù Cristo, Re dell’amore e principe della Pace,
regna nei nostri cuori e nelle nostre case.
Allontana tutti i poteri del male e portaci a dividere la vittoria del Tuo Sacro Cuore.
Tutti noi diciamo e diamo gloria
e lode a Te, al Padre ed allo Spirito Santo, unico Dio vivente che regnerà per sempre.

Amen

                Giovanni Paolo II

 

Invocazione per prepararsi alla Comunione

 

Quando considero, o Signore, la tua grandezza e la mia miseria, mi metto a tremare forte e mi confondo. Ché, se non mi accosto al sacramento, fuggo la vita: e se lo faccio indegnamente, cado nello scandalo. Che farò, o mio Dio, “mio aiuto” (Is 50,7) e mia guida nella miseria? Insegnami tu la strada sicura; mettimi dinanzi una opportuna, breve istruzione per la santa Comunione; giacchè è buona cosa conoscere con quale devozione e reverenza io debba preparare il mio cuore a ricevere con profitto il tuo sacramento e a celebrare un così grande, divino sacrificio.

Esamina attentamente la tua coscienza; rendila, per quanto ti è possibile, pura e luminosa per mezzo del sincero pentimento e dell’umile confessione dei tuoi peccati, cosicchè nulla di grave tu abbia, o sappia di avere, che ti sia di rimprovero e ti impedisca   di   accedere  liberamente al Sacramento. Abbi dispiacere 

 

 per tutti  i  tuoi   peccati  in  generale;   e  maggiormente,  in  particolare, abbi dolore e pianto per le tue colpe di ogni giorno. Se poi ne hai il tempo, confessa a Dio,nel segreto del tuo cuore,  tutte  le  miserie delle  tue passioni. Piangi e ti rincresca  di  essere  ancora  così  legato alla carne  e al  mondo; così  poco   mortificato  di  fronte  alle passioni e così pieno di impulsi di concupiscenza; così poco vigilante su ciò che percepiscono di fuori i sensi, così spesso perduto dietro a vane fantasie; così fortemente inclinato verso le cose esteriori e così poco attento a ciò che è dentro di noi; così facile al riso e alla dissipazione e così restio al pianto e alla compunzione; così pronto alla rilassatezza e alle comodità materiali, così pigro, invece, al rigore e al fervore; così avido di udire o vedere cose nuove e belle, e così lento ad abbracciare ciò che è basso e spregevole; così smanioso di molto possedere e così tenace nel tenere per te; così sconsiderato nel parlare e così incapace di tacere; così disordinato nella condotta e così avventato nell’agire;così profuso nel cibo;

                               così  sordo  alla parola di Dio; così sol

                               lecito al  riposo  e così tardo al lavoro;

                               così attento alle  chiacchiere, così pie-

                               no di  sonno  nelle  sacre veglie, com-

                               piute distrattamente affrettandone col

                               desiderio la fine; così negligente nello

                               adempiere alle Ore, così tiepido nella

                               celebrazione  della  Messa, così  arido

                               nella  Comunione; così  facilmente di

                               stratto,  così  di  rado pienamente rac-

                               colto in te stesso; così subitamente mosso all’ira. Così facile a far dispiacere gli altri; così proclive a giudicare, così severo nell’accusare; così gioioso quando le cose ti vanno bene e così poco forte nelle avversità; così facile nel proporti di fare molte cose buone, ma capace, invece, di realizzarne ben poche.

       

                                                               segue da pagina 2   come effetto della grazia santificante che lo fa “essere in Dio”; ma l’incontro diventa intimo e vitale, conformazione al Cuore di Cristo gradualmente per mezzo della meditazione e contemplazione dei misteri della vita del Verbo vivente di Dio fatto uomo. Il cuore è la persona che nella sua integralità si apre attraverso la totale e amorosa disponibilità all’azione salvifica di Dio fino all’intima partecipazione dell’uomo alla natura divina: Cristo abita nei vostri cuori per la fede (2Pt 3, 1-4; Ef 3, 17).

Il Concilio Vaticano II ci ricorda che Gesù, Verbo incarnato, ha un cuore di uomo con tutta la ricchezza di significati del cuore umano. “Nascendo da Maria vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché il peccato. Ha lavorato con mani d'uomo, ha pensato con intelligenza d'uomo, ha agito con volontà d'uomo, ha amato con cuore d'uomo”; ci assicura, inoltre, che “il Suo messaggio lontano dallo sminuire l’uomo, serve al suo progresso infondendo luce, vita e libertà e, all’infuori di esso, niente può soddisfare il cuore dell’uomo” (GS 22). Perciò “ognuno di noi, quando si ferma in silenzio, può sentire non solo il battito del proprio cuore, ma, più in profondità, il pulsare di una presenza affidabile, percepibile coi sensi della fede e tuttavia molto più reale: la presenza di Cristo, cuore del mondo (Benedetto XVI, Angelus domenicale 1° giugno 2008).                                                    Barbara Sorace

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 - 19,00 Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri e preghiera   

                    vocazionale     (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario      (orario legale 19,30)

  

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00 - 24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30 - 18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici   (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

Ore   21,00  Adorazione  Eucaristica           

___________________________________________________

_Comunicazione  -  invito

 

Il Cenacolo Eucaristico invita tutti coloro che volessero offrire la propria disponibilità di un turno di Adorazione Eucaristica di un’ora settimanale,sia diurna che notturna a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof.Orazio D’Anna. Grazie per la collaborazione.

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Se volete scriverci ecco l’indirizzo:

Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale  

 

 

 

 

 

Miracolo eucaristico di Scete   (Egitto, III-V sec.)

 

Il racconto di questo Miracolo Eucaristico fa parte della rac- colta di apoftegmi dei Padri del deserto che vivevano in Egitto come eremiti per seguire l’esempio di Sant’Antonio

Abate. Un monaco fu assalito dai dubbi circa la reale presen

za di Gesù nel pane e nel vino consacrati e durante la Messa dopo la consacrazione, al posto del pane apparve Gesù Bam bino. Alla Messa assistevano anche altri tre monaci che eb -bero la stessa visione. Nei detti e fatti dei Padri del Deserto, troviamo la descrizione di un antichissimo Miracolo Euca- ristico. Racconta Padre Daniele il Faranita: «Il nostro Padre Arsenio ci diceva di un monaco di Scete che era molto ope- roso, ma rozzo nelle cose di fede. Per ignoranza si sbagliava e diceva: “Il pane che mangiamo non è realmente il Corpo di Cristo, ma un simbolo”. Due anziani udirono questa sua affermazione e, sapendo che nella vita era un uomo pio e buono, pensarono che parlasse senza colpa, per insipienza. Allora  si recarono da lui e gli dissero:“Padre,abbiamo udito che un tale dice una tesi contraria alla Fede: il pane che rice viamo non sarebbe realmente il Corpo di Cristo, ma un sim- bolo”. Disse l’anziano:“Sono io che lo dico!”.Cominciarono allora a esortarlo:“Tu non devi credere a questo,ma a quello che ha tramandato la Chiesa Cattolica. Noi crediamo che questo pane è il Corpo di Cristo e questo calice è il Sangue di Cristo,  realmente, e non come simbolo”. Ma  l’anziano così rispose: “Se non accade un fatto a convincermi, non mi persuaderò”. I due padri gli dissero: “In questa settimana pregheremo Dio riguardo a questo mistero, e crediamo che

Dio ce lo svelerà”. Alla fine della settimana, la domenica, andarono in chiesa e stettero tutti e tre in disparte; il vecchio era in mezzo ai due frati, su un gradino. I loro occhi si apri -rono: quando sul santo altare fu posto il pane in sacrificio, loro tre soli videro al suo posto un fanciullo; quando il sacer dote tese la mano per spezzare il pane, ecco scendere dal cielo un angelo del Signore con una spada che immolò il bambino e versò il suo sangue nel calice;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

quando il sacerdote ruppe il pane in piccoli pezzi, anche l’angelo tagliò dal fanciullo piccoli pezzi e  quando si avvicinarono per ricevere i santi doni, al vecchio venne offerta della carne sanguinante. A quella vista egli fu colto da terrore e gridò: “Credo, o Signore, che il pane è il tuo Corpo e il calice il tuo Sangue!”. Subito la carne che aveva in mano assunse le apparenze del pane, secondo il mistero, ed egli si comunicò ringraziando Dio».