Il giornalino del Cenacolo Eucaristico   Maggio 2012

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Casella di testo:                  Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         


                         
                                                                                                                                                                    
                                                                                                                                                                                                                                         3 M
Eucaristia: vita d’amore, vita di gioia


 

Come suonano vere qui intorno all’altare le parole di Gesù: “Nessuna ha amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13).

Nell’Eucaristia Gesù, rinnovando misticamente il suo sacrificio pasquale, ci ripete l’atto supremo della sua donazione a noi.

Quasi non bastasse il sacrificio cruento consumato una volta storicamente sul Calvario Gesù ce lo ripresenta, ce lo mette dinanzi, ce lo rende attuale, ci invita ad entrarvi dentro quando ci invita a comunicare al suo corpo e al suo sangue.

In tal modo noi sperimentiamo come non mai altrove quell’amore preveniente di Dio che ci ha creati e più meravigliosamente ci ha ricreati con il sangue del suo Figlio.

 

Qui intorno all’altare Dio ci ripete la sua qualifica essenziale: essere lui l’amore per essenza, amore che ci immola, amore che si dona, amore che trasforma.

Perciò “nell’Eucaristia l’uomo, investito e trasformato dalla benevolenza del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, diventa comprincipio dell’inesauribile energia d’amore, che si irradia sul mondo dal sacrificio di Gesù, fattosi a noi presente sotto i segni del pane e del vino.

Qui trovano la loro origine e la loro ragione i prodigi di carità che connotano e arricchiscono l’intera storia della Chiesa: qui devono ricevere impulso nuovo e più forte la donazione della

nostra Chiesa al suo sposo e Signore, come prova e frutto di questa donazione, la calda e fattiva simpatia verso tutti gli uomini, le loro

necessità, le loro pene. In tal modo, attraverso la crescita della carità nei nostri cuori, il”corpo dato” e il “sangue sparso” per la vita del mondo esercitano la loro perenne efficacia nel nostro tempo” (G.Biffi).

 

Amore e gioia sono inseparabili. Vale la pena accogliere anche quest’altro spunto offertoci dal discorso di Gesù nell’ultima cena: “Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15,11).

 

Che Dio sia la fonte della nostra gioia è pacifico.

Che  Cristo sia venuto in terra per rinnovarcela pienamente lo è altrettanto.

L’Eucaristia pertanto, ridonandoci i prodigi dell’amore divino, deve colmarci di gioia.

Una partecipazione all’Eucaristia che non produca una gioia piena e composta è un controsenso.

 

Una vita d’amore, una vita di gioia sono dunque la testimonianza della nostra partecipazione autentica all’Eucaristia. Verifichiamolo immediatamente.

 

 

  A.M.D.G.  

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

La Sempre Vergine

Maria che in modo eminente e singolare è la Madre, è pure la Vergine. E’ la Vergine-Madre donata a Dio e donata all’umanità. Accanto a Gesù, Santità Verginale e Purezza perfetta, Maria è e sarà la Sempre Vergine per antonomasia, la regina delle vergini, la madre dell’integrale verginità femminile, la purezza personificata, l’ideale vivente della verginità.

“Qual lingua, fosse pure angelica, sarebbe mai capace di dire convenientemente la Vergine-Madre? Una Vergine non poteva aver per figlio che un Dio, e Dio non poteva aver per Madre che una Vergine”.

Maria fu Vergine di corpo e di spirito da quando cominciò ad aver l’uso della ragione, cioè col costante proposito di evitare tutto ciò che possa adombrare la verginità, per una totale ed esclusiva appartenenza e consacrazione a Dio per amore.

Maria fu sempre Vergine prima della nascita di Gesù come risulta dai Vangeli (Lc 1,34; Mt 1,18.25) e dai Padri: “Il Verbo di Dio si rivestì di carne dalla Vergine”. Fu Vergine nella nascita di Gesù, come è affermato dal Credo: “Nato da Maria Vergine”, e dai Padri: “Il parto verginale di Maria è uno dei clamorosi misteri di Dio”. Ella divenne Madre in modo prodigioso: “Gesù infatti uscendo dal seno non ruppe i sigilli verginali come non ruppe i sigilli del sepolcro risuscitando”.

Il Dio Incarnato nascendo da Lei non diminuì ma consacrò la perfetta verginità di sua Madre. Così per miracolo dell’Onnipotente nella Madre di Dio la verginità e la maternità non si sono escluse ma si sono unite e impreziosite.

E Maria restò vergine dopo la nascita di Gesù, come è affermato indirettamente dalla Sacra Scrittura (Lc 1,34; Gv 19,27); ed, in coro, dai Padri: “Gesù è vergine e sua   Madre  è  vergine  perpetua.   Vergine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

eterna”,   “ Maria  è la  Sempre Vergine ”,  e

proclamato dalla  fede    definita   al     Conc.

Laterano I, a.649: “La Santa sempre Vergine Maria ha concepito lo stesso Verbo di Dio e in modo incorruttibile lo ha generato, rimanendo la sua verginità intatta anche dopo il parto”, e al Conc. Costantinopolitano III, a.680, che professa: “L’illibata verginità di Maria prima della nascita di Gesù, durante, e dopo la nascita di Gesù”. Perciò la Chiesa chiama la Madre di Dio “La Sempre Vergine”; perpetuità che è naturale conseguenza della perfetta verginità di corpo, anima e cuore di Maria SS.ma nel suo perpetuo coraggioso, soprannaturale proposito di appartenere tutta e sempre unicamente a Dio.

Sono i fulgori della perfetta Verginità feconda che Dio ha conferito alla sua divina Madre, a Colei che doveva essere Madre di tutta l’umanità (1 Cor. 7,32).

E’ la Verginità di Cristo, e accanto a Lui, di Maria Vergine ineffabile; è lo stato d’amore di tutti i risorti alla sorte beata (Mt 22,30): essere torce viventi che bruciano della luce e dell’amore di Dio.

                                        Giuseppe Tagliercio

 

 

 

Lettere in redazione

Riceviamo e pubblichiamo con risposta:

“Gentile Redazione di “Venite, Adoriamo”, desidero porre alla Vostra attenzione il seguente quesito: per quale motivo, secondo voi, fra i cattolici, anche quelli praticanti e assidui alla S.Messa domenicale, esiste ancora una spesso notevole differenza fra la fede ascoltata in Chiesa e la fede praticata nella vita quotidiana? Per esempio noto come fra gli stessi gruppi e movimenti cattolici talvolta esistono discordie, gelosie, giudizi temerari, contrasti e cose simili. Potreste darmi una vostra opinione in proposito?”

Lettera firmata Riccardo Naty, Acireale.

Risponde la redazione:

“Gentile lettore, il problema da lei posto descrive, ahimè!, una situazione tra le più spiacevoli che ci si possa trovare a constatare anche nei nostri ambienti. La non coerenza tra il messaggio evangelico a cui si dice di credere ed i sentimenti ed atteggiamenti negativi che spesso si vivono, denota, a nostro avviso, una poca veridicità del cammino spirituale intrapreso. La radice di tutto ciò si colloca in quel modo di vivere la fede come “osservanza di una legge” mortificando in tal modo “lo spirito che la vivifica e la porta al suo pieno compimento. L’osservanza del precetto domenicale e l’adempimento di pratiche devote si vivono talora meccanicamente come mera soddisfazione dell’obbligo. Vivendo così la fede si rischia di vanificare lo spirito che la anima che dovrebbe essere Spirito d’Amore, di pace, di   benevolenza,  di   misericordia..Per ovviare a questo errato modo di impostare la vita spirituale è necessario lasciarsi inondare dall’Amore di

 

Dio, l’unico capace di convertire il cuore umano a quel Bene a cui ogni uomo deve orientare la propria vita. Solo dopo aver fatto l’esperienza dell’Amore di Dio si potrà vivere il quotidiano come “annuncio del Regno”. Tale esperienza ha bisogno del terreno favorevole dell’umiltà, del sentirsi cioè persone bisognose del perdono di Dio e capaci anche, a nostra volta, di perdonare gli altri. L’aver ricevuto la misericordia di Dio porta a diventare misericordiosi con gli altri, poiché “Dio resiste ai superbi e dona la grazia agli umili”.

                                            La redazione

 

 

 

 

 

 

 

La grande gioia    

Sfolgora il sole di Pasqua, risuona il cielo di canti, esulta di gioia la terra.

Dagli abissi della morte Cristo ascende vittorioso insieme agli antichi padri. Accanto al sepolcro vuoto invano veglia il custode; il Signore è risorto.     

O Gesù, re immortale, unisci alla tua vittoria i rinati nel battesimo. Irradia sulla tua Chiesa, pegno d’amore e di pace, la luce della tua Pasqua. 

Sia gloria e onore a Cristo, al Padre e al Santo Spirito ora e nei secoli eterni. Amen                     

 

 

 

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 –20,00   Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri

                    e preghiera vocazionale

            (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario

            (orario legale 19,30)

 

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00-24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30-18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici

            (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica    

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

 

 

 

 

 

 

Indirizzo di posta:Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale   

    

Comunicazione  -  invito:

Il Cenacolo Eucaristico ha inteso prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 20,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna.  Grazie per la collaborazione.

 

 

 

L’angelo comunicante

La Beata Emiliana Bicchiere era a Vercelli Priora delle Terziarie Domenicane. Un giorno, per compiere un atto di carità al letto di una inferma, non potè assistere alla Messa. Il Cappellano era già partito dal monastero e la pia Suora non potè comunicarsi. Recatasi in Cappella, la Beata si lamentò con Gesù: per tuo amore, o Signore, ho assistito l’inferma, e tu non hai permesso che io mi comunicassi! Pazienza! Vieni almeno in spirito nel mio cuore! Gesù raccolse quel vivo desiderio e mandò subito un Angelo, il quale, presa la forma umana, aprì il Tabernacolo e comunicò la Suora. Erano presenti altre Religiose nella Cappella e tutte videro l’Angelo che amministrava l’Eucaristia. Questo fatto servì a convincere la comunità della santità della superiora. La quale in seguito dalla Chiesa fu innalzata agli onori degli Altari.

Il suono della campana

A Savona, la notte del 6 ottobre 1519 fu rubata la Pisside con le Particole nella Chiesa di San Pietro.

Gesù si servì di un prodigio per liberarsi della mano sacrilega. Appena il ladro fu a contatto del Santo Ciborio, la campana maggiore, ch’era sulla torre del Brandale, cominciò a suonare sola, con i rintocchi usati per l’accompagnamento del Viatico. Il ladro, che ormai era in possesso della Pisside, non volle lasciarla, ma pensò a scappare subito. Intanto all’improvviso suono della campana, tanti fedeli si avviarono in fretta alla Chiesa. Il ladro preso di spavento,vuotò la Pisside dietro una catasta di legna nel Vicolo del Marma, poco distante dal palazzo di Papa Giulio II. Il suo passo frettoloso e guardingo destò sospetto; quando, a vedersi seguito, riprese la corsa, venne raggiunto da alcuni volenterosi. La legge di quel tempo puniva con rigore simili sacrilegi, cosicchè il ladro fu condannato a morte. Quando si potè provare che la campana era suonata da sola, gli abitanti di Savona vollero che si erigesse una colonna commemorativa.

 

Ad Asti

Il 10 maggio 1718, un Sacerdote celebrava la Messa nella Chiesa della pia opera “Migliavacca”. Era presente la Comunità religiosa, assieme ai ricoverati. Appena alla Consacrazione il celebrante sollevò l’Ostia. Secondo il rito della Messa, mentre gli occhi dei presenti erano fissi sulla Sacra Specie, questa da sola si ruppe in due parti e cominciò a versare Sangue. Il Sacerdote ebbe premura di farlo scendere dentro il Calice, però alcune gocce caddero sul piede del Vaso Sacro. Il miracolo, constatato da molti ed approvato dall’Autorità Ecclesiastica, fu registrato e tramandato nella storia. Tutt’ora l’Ostia e  il Calice sono conservati nella stessa Chiesa.