Il giornalino del Cenacolo Eucaristico  Maggio 2013

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Casella di testo:                     Cenacolo Eucaristico
       Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         


                                                                                                                                                                                                                                     


                                                                                                                                                                                                                                                        4 M

Il mese di Maggio all’insegna dell’umiltà di Maria.


L’umiltà è virtù grande, che intenerisce Dio. L’umiltà è il fondamento della vita spirituale. Perché è la piena verità a riguardo di noi stessi. E’ l’aderire totalmente  a questa verità, è anche piena giustizia.

Infatti noi siamo creature decadute in Adamo. Siamo poveri peccatori, e nulla davanti all’infinita grandezza di Dio: colui che E’, il Perfettissimo.

L’umiltà è la virtù che si contrappone al grande vizio della superbia causa vera di ogni peccato. Dalla superbia è nato l’inferno. Per superbia sono caduti in peccato i nostri progenitori: Adamo ed Eva. Satana tenta continuamente gli uomini perché si ribellino a Dio, e cadano così in ogni genere di peccato.

L’umile è pieno di riverenza davanti a Dio, l’Essere supremo; il Santissimo.

L’umile è conscio della sua inclinazione al male; sa di essere peccatore; e sente vivamente che è creatura; che dipende in tutto da Dio. Anche quando fa il bene, è sempre preceduto dall’ispirazione divina; e accompagnato della sua azione buona dal Creatore. Sa queste verità; non si insuperbisce; ma ringrazia Dio. Gli umili, sono i vittoriosi. Sono la gioia di Dio. Dalla loro umiltà sgorgano tutte le altre virtù. Camminano nella vita di Dio.

L’umiltà di Maria. I santi ci ricordano che “Maria piacque a Dio per la sua Verginità; ma ha concepito il Figlio di Dio per la sua umiltà” non poteva essere che così. La nostra Celeste Madre, prima dell’Annunciazione, non sapeva di essere stata concepita immacolata.         Venne l’Arcangelo Gabriele chiamandola “Piena di Grazia”.

 

Allora Ella comprese che Dio l’aveva ricoperta di doni grandissimi, specialissimi.

Capì che Dio l’aveva eletta ad essere Madre del Messia, e perciò ricolmata di vita divina.

Fatta “Piena di Grazia”, di una pienezza propria di Dio: l’infinito, l’infinita generosità.

La sua umiltà, che sentiva in sé viva e piena, crebbe a dismisura, per il dono che  Dio le aveva fatto, chiamandola alla Maternità divina; e poi ad essere Madre di tutti gli uomini: fratelli del suo Figlio divino Gesù.

Sentiva, Maria, che doni sconfinati Dio le aveva dato; e si sprofondava in una umiltà piena di riconoscenza, sapendo che tutto era dono del Creatore, suo celeste Padre.

Maria dunque viveva in una umiltà sentita profondamente.

E questa umiltà vissuta con perfezione attirava la tenerezza e la compiacenza di Dio.

Oserei a questo punto dire, che se noi vogliamo dare a Maria una gioia veramente profonda di cui   ci  sarà  eternamente grata, dobbiamo unirci a Lei per ringraziare Dio per tutte le grazie eccezionali, inarrivabili, che Egli le ha donato come Madre di Gesù, l’Uomo-Dio, e Madre di noi tutti suoi figli, salvati dal suo Gesù.

E tutti i doni che Lei ha ricevuto da Dio, e la loro grandezza, solo in Cielo potremo conoscerli, e ringraziarne degnamente Dio, nostro Padre e Creatore.

Su queste meraviglie grandi, cerchiamo di meditare in questo Mese di Maggio dedicato all’umiltà di Maria.

E preghiamo per ottenere questa grande virtù. Ci aiuti il Signore.

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

 

L’Adorazione ai piedi del Tabernacolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ave, o Maria, madre, maestra e regina di ogni apostolato. Tu  in  cielo siedi Regina degli angeli e dei patriarchi, degli apostoli e dei martiri, dei confessori e dei vergini. Tu tieni continuamente il tuo sguardo rivolto alla terra, sui giusti e sui peccatori, sempre premurosa della salvezza di tutti. Tu  ricordi  che  Gesù, morente sulla croce, ti ha affidato l’ufficio di madre e ti ha acceso in cuore una fiamma di carità e  sollecitudine universale. Continua a suscitare, confortare, formare sante vocazioni in ogni apostolato per il regno del tuo  divin  Figlio.


E noi, chiamati al santo apostolato, ti consacriamo le fatiche del lavoro quotidiano. Più di tutto ti consacriamo noi stessi: le  nostre  forze,  la nostra intelligenza, la nostra volontà, il nostro cuore; noi siamo tuoi, e quanto abbiamo l’offriamo a Gesù per le tue mani, o Madre. Ottienici   larga  effusione  di  Spirito Santo, come già sui primi apostoli. Apri le nostre intelligenze a comprendere l’alta vocazione; fortifica le nostre volontà, accendi i nostri cuori.


Che si ascolti, si segua, si ami Gesù Cristo, divino Maestro! Che   il  peccato  mai venga a offuscare le nostre anime a te consacrate; calpesta, o Vergine Immacolata, il capo dell’insidioso  demonio dello scoraggiamento.
Vivi in mezzo a noi, o Maria: beati quanti abitano nella tua casa.


Ti promettiamo di usare tutti i mezzi del nostro apostolato con rispetto; vogliamo impegnarci perché siamo degni di presentare, con te, Gesù Cristo, Via e Verità e Vita; che il Vangelo si diffonda e illumini il mondo nello spirito di Dio, nostro padre; e tutte le generazioni ti proclamino beata, o Maria.


Tu sei con noi e di qui vuoi illuminare; ottienici sempre un vero dolore dei peccati.


Benedici quanti cooperano con la preghiera, le offerte, le opere.


Vieni, o Gesù, vivi in noi e regna, per Maria e con Maria, sul mondo.


E sia la nostra morte serena come quella dell’anima fedele alla sua vocazione; e sia il nostro giudizio il momento in cui l’operaio laborioso riceve lieto la sua mercede; e sia la nostra corona celeste quella riservata alla gloriosa schiera degli apostoli. Per te, Gesù, per te, Maria, gloria a Dio nei secoli, pace in terra agli uomini. Amen.

Beato Giacomo Alberione

In onore di Maria Santissima

  A.M.D.G.  

Adorare Gesù Cristo, che si fa presente e che dimora nell’Eucaristia, è adorare il Crocifisso che ci redime col suo sangue, è adorare il Risorto che ci rende partecipi della sua vita divina, è adorare il Capo che ci costituisce sue membra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa adorazione nasce e si radica nella Santa Messa, per  poi diramarsi fuori da essa.

Con la Messa, l’Eucaristia viene ricevuta; con l’adorazione, l’Eucaristia viene contemplata e desiderata.

Da ciò si comprende come la Santa Messa spinge  all’adorazione, e l’adorazione attira alla Santa Messa. Il tabernacolo diventa così il luogo d’attesa di un incontro: finchè il cibo celeste è lì, destinato ad essere ricevuto, lì pure è il Signore, in attesa di essere ricevuto.

E se nel tabernacolo il Cristo attende, come si può non andare da lui e stare con lui?

Su questa base poggia il culto di adorazione verso l’Eucaristia, con le diverse forme di devozione: preghiere individuali e comunitarie, benedizioni, processioni e Congressi eucaristici.

Eppure, tanti sono i cristiani che si comportano come se l’Eucaristia non esistesse! Ecco, allora, come l’adorazione diventa anche “riparazione”.

Quando un uomo arreca un danno, qualcun altro può intervenire e riparare.

Questo avviene sia sul piano materiale, sia su quello spirituale. Basta una parola buona, a volte, per cancellare o attenuare un torto subìto.

L’adorazione eucaristica ripara ciò che Gesù subisce nel SS.Sacramento: l’incredulità viene riparata con la fede viva, gli oltraggi con la lode, le amarezze con la consolazione, la tiepidezza con la passione, l’indifferenza con la devozione, l’odio con l’amore.

Quanti sono i torti che Gesù riceve? Un cuore sensibile, che ama profondamente, sa riconoscerli e ripararli, come fa l’innamorato che circonda di mille attenzioni la sua amata, pronto ad accoglierla fra le sue braccia per risanare le ferite che la vita le procura.  Si comprende veramente il significato di riparazione solo se si comprendono le innumerevoli umiliazioni che Gesù riceve in questo stato di vita.

 

Prima fra tutte: all’Essere purissimo che entra nel nostro cuore, siamo in grado di offrire per dimora solo un luogo impuro. A questo, come se non bastasse, si aggiunge tutto il resto.

Pensate a quanti, entrando in una chiesa, corrono ad inginocchiarsi davanti ad una statua, ignorando che sull’altare c’è la reale presenza di Cristo!

Quanta distrazione nell’assistere alla Santa Messa! Gesù si fa presente in mezzo a noi, s’immola, versa il suo sangue, ma noi pensiamo ad altro o parliamo col nostro vicino.

Ci comporteremmo così ai piedi della croce? E’ possibile rimanere indifferenti dinanzi a Colui che muore al nostro posto?

Ognuno di noi, ancora oggi, può essere uno dei

Magi che lo adorano, un Erode che vuole sopprimerlo, un Giuda che lo tradisce, un Pietro che lo rinnega, un Ponzio Pilato che se ne lava le mani, un pretoriano che lo schernisce, una delle donne che lo piangono, un ladrone pentito, un Giovanni sempre fedele, una Madre trafitta nell’anima: a noi la scelta!!

Sono tanti coloro che fanno trascorrere mesi e mesi, se non anni, senza comunicarsi.

Altri, pur partecipando con assiduità alla Messa, poche volte si accostano all’Eucaristia, comportandosi come quell’invitato che si presenta a tavola senza toccar cibo. ma c’è anche l’invitato che, dopo aver mangiato e bevuto, non si degna neppure di ringraziare e di salutare il padrone di casa,alla fine della festa!

Quanti cristiani credono veramente che l’ostia e il vino consacrati sono il corpo e il sangue di Cristo? Ai cristiani increduli, si aggiungono quelli che cristiani non sono, gli atei.

Se nel passato, nelle chiese devastate dalle guerre, le Ostie venivano calpestate dai soldati e buttate in pasto ai cavalli, ai nostri giorni la situazione non cambia nei Paesi di guerra, dove le bombe distruggono le chiese.

E ancora, non di rado, ladri entrano nelle chiese, forzano i tabernacoli e rubano le Ostie.

Cosa ne fanno? Le utilizzano loro o le vendono!

L’ostia consacrata, infatti, viene usata nei riti magici o satanici, il cui culmine è rappresentato dalla cosid-

detta ‘messa nera’: qui, il culto di Satana, praticato con riti che il rispetto e la vergogna ne impediscono la descrizione, scimmiotta il culto che si attribuisce a Dio con la Santa Messa.

A tanto è capace di arrivare l’uomo: esaltare il principe delle tenebre e calpestare il Re dell’universo!

Non è fantasia, ma pura realtà, purtroppo.

Gesù  eucaristico è umiliato, disprezzato, non creduto, perseguitato e odiato.

“In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” (Gv 1,4-5).

E oggi è come duemila anni fa.

 

 

 

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 - 20,00 Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri e preghiera   

                    vocazionale     (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario      (orario legale 19,30)

  

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00 - 24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30 - 18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici   (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica

             

____________________________________________________Comunicazione  -  invito

 

Il Cenacolo Eucaristico intende prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 20,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna. Grazie per la collaborazione.

 

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

Se volete scriverci ecco l’indirizzo:

Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale  

 

 

 

Il miracolo della acque ad Avignone (1433)

Nella città di Avignone sorge la Cappella dei Penitenti grigi, gli ultimi superstiti delle 7 confraternite che esiste vano nella città dei Papi prima della rivoluzione francese, si dedicavano ad opere di culto e di carità. Nel novembre 1433 dopo piogge torrenziali le acque del Rodano invase- ro i quartieri bassi della città. Secondo il verbale autenti -co, esse “cominciarono fortissime e giorno 29 novembre si accrebbero finchè entrarono nella Cappella dei Peni -tenti grigi”. L’indomani  le acque non cessarono di cresce re,era giunta molta gente, a guida della quale vi erano i capi di questa Devota Confraternita e lì trovarono questo grande miracolo: dal lato delle 2 pareti, a destra e a sinistra, le acque erano giunte a 4 piedi d’altezza, di  modo che le custodie che contenevano gli abiti della confraternita furono bagnati, mentre l’acqua era più di 2 piedi di altezza verso la parete e meno verso i banchi, come se fosse pendente come un tetto tanto che al centro della navata non vi era assolutamente acqua, ma tutto era asciutto ed anche davanti all’altare. Inoltre di tutto ciò che si trovava nella parte inferiore dell’altare (libri , pergamene, indumenti, tovaglie e reliquiari) nulla era bagnato. I dodici Penitenti, seguiti da molta gente, per essere più sicuri del miracolo, andarono a cercare 4 frati minori francescani, i quali accertarono che effettivamente il centro della cappella e l’altare erano asciutti come se le acque avessero disegnato un varco verso Gesù. Da allora, il giorno dell'anniversario del miracolo i confratelli, a piedi nudi e con una corda al collo, fanno in ginocchio la via lasciata libera dalle acque dal fondo della cappella fino alla Mensa Eucaristica. 

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Festa della Madonna di Fatima

 

Triduo  di preparazione: 10 – 11 – 12 Maggio

Ore 8,00 Recita del S. Rosario. Supplica alla Madonna.

Ore 8,30 S.Messa con omelia.

Venerdi 10 Maggio

Ore 20,00 Momento  di  preghiera,  guidato  dal “Gruppo Mariano G.A.M.” di Acireale

13 Maggio Festa

Ore 8,00 Recita del S.Rosario. Supplica alla Madonna di Fatima

Ore 8,30 S.Messa con omelia

Ore 10,00 Arrivo dei bambini. Offerta dei fiori alla Madonna. Affidamento alla Vergine  di  Fatima.  Seguirà recita del S.Rosario fino alle 17,30.

Ore 18,00 Solenne uscita della Statua della Madonna di Fatima salutata dallo sventolìo dei fazzoletti bianchi. Processione per le vie: Currò, p.za Gusmana,Paolo Vasta, C.so Umberto, p.za Duomo. Arrivo in Cattedrale.

Ore 18,30 Recita del S.Rosario meditato, guidato dal Rettore Can. Vincenzo Castiglione.

Ore 19,30 S.Messa celebrata dal Can. Roberto Strano. Alla fine, con processione “de velas” per le seguenti vie: p.za Duomo, C.so Savoia, Atanasia, rientro in Chiesa S.Vincenzo Ferreri al canto della Litanie Lauretane.