Il giornalino del Cenacolo Eucaristico   Maggio 2014

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Casella di testo:                  Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         

                                                                                                                                                                                                                                          5 M

Nel gaudio della Risurrezione


L’annuncio della Risurrezione di Gesù colmò di gioia gli Apostoli. Essi “godettero vedendo il Signore”, dice il Vangelo narrando le apparizioni di Gesù Risorto.

La gioia della Madonna

Nessuno aveva sofferto quanto Lei nella passione e nella Morte del Divin Figlio; per questo nessuno gioiva quanto Lei nella gloria della sua Risurrezione. Il suo amore di Madre godeva della gloria del Figlio, certo godeva assai più che i tre Apostoli che sul Tabor, contemplando un raggio dello splendore di Gesù, si sentivano inondati di gioia, fino a dire: “Qui si sta bene: stiamo sempre qui”. La gioia di Maria nel contem plare il Figlio Risorto era incalcolabilmente più grande di quella dei tre Apostoli, come era incalcolabilmente più grande il suo amore. Il Figlio stesso ora La premia- va dei dolori che aveva sofferto con Lui e per Lui. Le aveva chiesto un durissimo servizio di dolore nella sua Passione, ora Le comunicava, in premio, una singolare partecipazione alla gioia della sua Risurrezione. Godeva Maria perché vedeva attuarsi l’opera di salvezza degli uomini compiuta da Gesù, alla quale Ella aveva così intima mente collaborato. L’uomo era stato trascinato alla miseranda morte dal peccato; ora il mistero della Passione e Morte di Gesù lo riportava ancora alla vita, a quella vita nuova di cui la Risurrezione di Gesù era rivelazione.“Egli, insegna no gli Apostoli, è la primizia di coloro che muoiono in Cristo: come Cristo è risorto da Morte, così anche noi dobbiamo vivere in una vita nuova”. Godeva la Madonna contemplando in Gesù Risorto l’inizio della nostra Risurrezione. Era per Lei quella gioia il pregusto di quella che sarà eterna, nel contemplare in Cielo l’immancabile trionfo di Cristo. Infatti il dolore ha un’esistenza breve: finirà. La vita eterna, per chi crede in Gesù, sarà gioia eterna. Di questa gioia non solo Maria SS. È partecipe; Ella ne è anche artefice. La S.Chiesa La saluta:“Causa nostrae laetitiae”.Donandoci Gesù e collaborando all’opera salvifica del Figlio, Ella è diventata per noi “causa della salvezza eterna e fonte di ogni gioia”.

Causa della nostra gioia

Lo sperimentano le anime che nella devozione a Maria trovano forza, conforto, pace, gioia, sì da ripetere l’attestazione comune tra i Santi: “Mi sono venuti, assieme con Lei, tutti i beni”. Lo sperimentano i malati, i sofferenti,gli ingiustamente condannati, gli oppressi..   Quanto è cupa e triste la loro vita! Ma se Maria si affaccia alla loro anima, è come quando, dopo una notte oscura e gelide, si affaccia il sole. Quanti infermi trovano pace, forza e perfino gioia nei loro strazi, pregando la Madonna nei suoi Santuari. Vi sono città che riconoscono dono di Maria l’essere state liberate dalle pestilenze, da minacce di distruzioni, da nemici: Maria si rivela sempre causa della nostra gioia. Quando in Paradiso conosceremo la storia del mondo intero, vedremo come tocchi a Lei, alle sue mani imma colate, elargire tutti i doni di Dio. I Santuari mariani sono sempre ricoperti di ex-voti. E’ una documentazio- ne evidente, dell’opera benefica di Maria. Ogni fedele, se considera la sua vita, può ripetere l’affermazione di S.Leonardo da porto Maurizio: “La mia vita mi sembra una parete di Santuario, tutta ricoperta di ex-voto. Tutti per grazia ricevuta da Maria SS. Soprattutto sulle anime si manifesta l’opera materna di Maria, con la conversione dei peccatori, con le grazie concesse per il progresso nel bene dei buoni, con l’elargizione di tutti i doni di virtù. Sovente, purtroppo, la scarsa corrisponden za dell’anima ostacola la generosità di Maria SS.

 Avviene come se in una giornata di sole si tengono gli oscuri serrati: nella stanza è buio; solo appena uno spiraglio di luce filtra da una fessura… E’ colpa del sole se è buio? Fortunata l’anima che si apre a Maria SS. Con la confidenza, la preghiera, la docilità. Essa prove- rà tale abbondanza di Grazia, da sentire una profonda gioia. La Celeste Madre riversa sui suoi figli qualche parte della sua gioia, fatta veramente “Causa nostrae laetitiae”.

L’atto D’amor di Dio

Un atto d'amor di Dio è l'azione più grande e preziosa che possa compiersi in Cielo e sulla terra; è il mezzo più potente ed efficace per arrivare presto e facilmente alla più intima unione con Dio ed alla più grande pace dell'anima.

Un atto d’amore perfetto di Dio compie immediatamente il mistero dell'unione dell'anima con Dio. Quest'anima, fosse pure colpevole delle massime e più numerose colpe, con quest'atto acquista subito la grazia di Dio, con la condizione della successiva Confessione Sacramentale, da farsi al più presto.

Quest'atto d'amore purifica l'anima dai peccati veniali, poichè dà il perdono della colpa e ne condona le pene; ridona anche i meriti perduti con la colpa gra­ve. Chi teme un lungo Purgatorio faccia spesso l'atto d'amor di Dio, così potrà annullare o ridurre al minimo il suo Purgatorio.  

L'atto d'amore è mezzo assai efficace per convertire i peccatori, per salvare i moribondi, per liberare le anime dal Purgatorio, per essere utili a tutta la Chie­sa; è l'azione più semplice, più facile e più breve che si possa fare. Basta dire con fede e con semplicità:

Mio Dio, io vi amo! 

L'atto d'amore non è un atto di sentimento, ma di volontà.

Nel dolore, sofferto con pace e pazienza, l'anima esprime il suo atto d'amore così:

«Mio Dio, poichè vi amo, soffro tutto per voi! ». 

Nel lavoro e nelle preoccupazioni esterne, nel compimento del dovere quotidiano, si esprime così:

Mio Dio, vi amo e lavoro con voi e per voi! 

Nella solitudine, nell'isolamento, nella umiliazione e nella desolazione, si esprime così:

Mio Dio, grazie di tutto! Sono simile a Gesù sofferente! 

Nelle mancanze dice:

Mio Dio, sono debole; perdonatemi! Mi rifugio in voi, poichè vi amo! 

Nelle ore di gioia esclama:

Mio Dio, grazie di questo dono! 

Quando si avvicina l'ora della morte, si esprime così:

Mio Dio, vi ho amato in terra. Attendo di amarvi per sempre in Paradiso! 

L'atto d'amore si può compiere con tre gradi di perfezione:

1) Avere la volontà di soffrire ogni pena, anche la morte, piuttosto che of­fendere gravemente il Signore: Mio Dio, la morte, ma non peccati!

2) Avere la volontà di soffrire ogni pena, anzichè acconsentire ad un peccato veniale.

3) Scegliere sempre quello che è più gradito al buon Dio.

Le opere umane, considerate in se stesse, sono niente davanti agli occhi di Dio,se non sono impreziosite

 

dall'amore divino. I bambini hanno un giocattolo, chiamato caleidoscopio; in esso guardano con ammirazione tanti disegni colorati, che variano sempre, ogni volta che lo muovono. Per quanti movimenti si facciano subire al piccolo strumento, i disegni sono sempre regolari e bellissimi. Orbene, essi non sono formati che da pezzettini di lana o di carta o di vetro di differenti colori. Però nell'interno del tubo ci sono tre specchi.

Ecco un'immagine stupenda di ciò che avviene riguardo alle piccole azioni, quando sono compiute per amore di Dio!

La Santissima Trinità, raffigurata nei tre specchi, proietta su di esse dei raggi tali, che queste azioni formano dei disegni diversi e meravigliosi.

Finché l'amore di Dio regna in un cuore, tutto va bene; il Signore, guardando l'anima come attraverso se stesso, trova le pagliuzze umane, cioè le po­vere nostre azioni, anche minime, sempre belle agli occhi suoi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Preghiera a Maria

 

O Madre Immacolata!

Dimmi chi sei,

rivelami il tuo nome.

Parlami di Gesù, l’unigenito del Padre e tuo.

Dimmi cosa vuoi da me,

fammi la grazia di compiere sempre

quanto il tuo Cuore immacolato desidera, anzi

concedimi di fare in esso

la mia perpetua dimora.

Oh! Madre del Verbo!

Dissipa  le tenebre della mia mente.

Oh! Vergine umile!

Dammi tenera contrizione e generosa forza!

Oh! Gloriosa Madre di Dio!

Unisci al Cuore di Gesù

nell’amore dello Spirito Santo,

alla gloria del Padre,

per tutta l’eternità!

Amen.

 

 

 

 

 

 

Parola del discepolo

Signore Dio mio, "con la dolcezza delle tue benedizioni" (Sal 20,4) vieni in soccorso a me, tuo servo, affiché io possa accostarmi degnamente e devotamente al tuo grande sacramento. Muovi il mio cuore verso di te e scuotimi dal mio grande torpore. "Vieni a me con la tua forza salvatrice" (Sal 105,4), cosicché io possa gustare in ispirito la tua dolcezza, insita tutta in questo sacramento, quasi sua fonte. Apri i miei occhi, cosicché io possa intravvedere un così grande mistero; dammi la forza di credere in esso, con fede sicura. Tutto ciò è infatti opera delle tue mani,non opera dell'uomo; tua sacra istituzione, non invenzione umana. Quindi non v'è alcuno che possa da sé solo comprendere pienamente queste cose, che superano anche l'intelligenza degli angeli. Ed io, indegno peccatore, polvere e cenere, come potrò mai sondare e comprendere, un così profondo e santo mistero? O Signore, nella semplicità del mio cuore, in pienezza e sicurezza di fede e in adesione al tuo comando, mi accosto a te con sentimenti di speranza e di devozione: credo veramente che tu sia presente qui nel Sacramento, Dio e uomo. Tu vuoi che io ti accolga in me, in unione d'amore. Perciò domando alla tua clemenza ed imploro il dono di questa grazia speciale, di essere totalmente immedesimato in te, in sovrabbondanza d'amore e di non più ricercare altra consolazione. Giacché questo Sacramento, così alto e prezioso, è salvezza dell'anima e del corpo e rimedio ad ogni infermità dello spirito. Per mezzo di questo Sacramento vengono curati i miei vizi; le passioni sono frenate; le tentazioni sono sconfitte o almeno diminuite; viene aumentata la grazia, rafforzata la virtù cui si è posto mano, rinsaldata la fede, rinvigorita la speranza e l'amore fatto più ardente e più grande. O mio Dio, "tu che innalzi l'anima mia" (Sal 53,6), e ripari all'umana fragilità con il dono di ogni consolazione interiore, tu hai concesso e ancora spesso concedi nel Sacramento grandi benefici ai tuoi diletti che devotamente si comunicano. Tu infondi in essi grande conforto nelle varie tribolazioni, innalzandoli dal fondo della loro prostrazione alla speranza del tuo aiuto; tu li ricrei interiormente e li fai risplendere con una grazia rinnovata. Così, mentre prima della Comunione si sentivano angosciati e privi d'amore, poi, ristorati dal cibo e dalla bevanda celeste, si trovano trasformati e migliori. E questo tu fai generosamente con i tuoi eletti, affinché essi conoscano in verità, ed esperimentino chiaramente, quanto siano deboli per se stessi e quale bontà e grazia ottengano da te. Giacché, per se stessi, sono freddi, duri e mancanti di devozione; invece, per tuo dono, sono fatti degni di essere fervorosi, alacri e pieni di devozione. Chi mai, essendosi accostato umilmente alla fonte stessa della soavità, non riporta anche solo un poco di dolcezza; chi mai, stando accanto a un grande fuoco, non ne risente un po' di calore? Ora, tu sei la fonte sempre piena, straboccante; tu sei il fuoco sempre vivo, che mai non si estingue. Perciò, anche se non posso attingere alla  pie-

 

nezza di questa fonte e bere a sazietà, metterò ugualmente la bocca all'orlo della celeste cannella, per prendere almeno una piccola goccia, a saziare la mia sete, onde non inaridire del tutto. Anche se non posso essere ancora nella pienezza della beatitudine celeste, né posso essere ardente come un cherubino o un serafino, mi sforzerò tuttavia di perseverare nella devozione e di predisporre l'anima mia ad impadronirsi di una, sia pur piccola, fiamma del divino incendio, nutrendosi umilmente al sacramento della salvezza. A quello che mi manca, supplisci tu, con benignità e misericordia, o buon Gesù, salvatore santissimo; tu che ti sei degnato di chiamare tutti a te, dicendo: "venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi, ed io vi ristorerò (Mt 11,28). In verità io mi affatico, e suda il mio volto; il mio cuore è tormentato da sofferenze interiori; sono oppresso dai peccati, legato e schiacciato da molte passioni perverse. "E non c'è nessuno che possa aiutarmi" (Sal 21,12), non c'è nessuno "che possa liberarmi e soccorrermi" (Sal 7,3), all'infuori di te, "Dio mio salvatore" (Sal 24,5), al quale affido me stesso e ogni mia cosa, perché tu mi custodisca e mi conduca alla vita eterna. Accettami a lode e gloria del tuo nome; tu che hai apprestato il tuo corpo e il tuo sangue quale cibo e bevanda. O "Signore Dio, mia salvezza" (Sal 26,9), fa' che nella dimestichezza del tuo mistero s'accresca lo slancio della mia devozione

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sostieni la nostra vita

Mistero dell’Eucaristia! Noi proclamiamo la tua sofferenza e morte, Signore Gesù. Noi celebriamo la tua risurrezione, frutto del tuo sacrificio. Noi attendiamo l’abbondanza di grazia che ci dona la tua morte. Cristo misteriosamente presente nell’atto dell’offerta totale, noi riconosciamo in te l’uomo dei dolori, colui che tra noi ha maggiormente sofferto avendo voluto portare il peso dell’umanità peccatrice. Tu hai voluto portare la croce di tutti gli uomini perché ogni uomo avesse la forza di portare la sua. Per la comunione col tuo corpo e col tuo sangue, unisci le nostre sofferenze alla tua, dacci la forza di offrirtele e sostieni il nostro coraggio e la nostra generosità. Amen.

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 - 19,00 Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri e preghiera   

                    vocazionale     (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario      (orario legale 19,30)

  

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00 - 24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30 - 18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici   (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

Ore   21,00  Adorazione  Eucaristica           

____________________________________________________Comunicazione  -  invito

 

Il Cenacolo Eucaristico invita tutti coloro che volessero offrire la propria disponibilità di un turno di Adorazione Eucaristica di un’ora settimanale, sia diurna che notturna, a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna. Grazie per la collaborazione.

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Se volete scriverci ecco l’indirizzo:

Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale  

 

 

 

 

 

L'Eucaristia:“Compendio di tutti i miracoli”

San Pier Giuliano Eymard (1811-1868) intorno alla tenera età di 15 anni, avendo sentito che Gesù stava dentro la casa d'oro il tabernacolo in chiesa un giorno elusa la sorveglianza della mamma e della sorella, scomparve per lungo tempo.  Preoccupate, la mamma e la sorella  lo cercarono dappertutto. Finalmente alla sorella di Pier Giuliano venne in mente di cercarlo nella vicina chiesa parrocchiale. Ed infatti era proprio là anzi dopo aver preso uno sgabello vi era salito per giungere fino al tabernacolo sopra l'altare. Il fanciullo teneva la piccola testa appoggiata alla porticina d'oro del tabernacolo e diceva: “Gesù sei qui?. Divenuto grande, San Pier Giuliano diventerà il santo della Divina Presenza di Gesù nei nostri tabernacoli e fon -derà un istituto religioso chiamato dei Sacerdoti del S.S. Sacramento i quali coltivano con zelo l'amore e l'adorazione a Gesù Eucaristia che E’  il dono mirabile della sua presenza vera, anche se misteriosa, in mezzo a noi! Ogni giorno,non importa l'ora se all'alba o se nel pieno meriggio o se sul far della sera quieta o addirittu ra nella notte devota  ogni sacerdote sparso nel mondo, quando è all'altare per celebrare la messa, compie un miracolo stupendo di grazia di vita, d'amore, rendendo vivo e vero Gesù, presente nel pane e nel vino consa -crati. Quando salgono all’altare, rivestiti dai sacri para- menti e nel momento più culminante dell'intero sacrifi- cio di Cristo,prendono fra le mani un pezzo di pane bianco che raccoglie le fatiche e il sudore dell’uomo e

pronunciano  le parole immortali: “Questo è il mio cor po”, allora proprio in quel momento avviene il grande miracolo; così quando prendono  il calice del vino e dicono con voce sommessa: “Questo è il mio sangue”, allora il miracolo è pieno,perfetto: questo è il Mio cor -po, questo è il Mio sangue! perché tu,Signore,hai detto che ogni sacerdote è tè, perché è stato consacrato da te ad essere tuo sacerdote, per sempre. E’ avvenuto che un po’di  pane bianco è diventato il tuo corpo candido; un pò di vino è diventato il tuo  sangue vermiglio! Un miracolo! Questo pane che vediamo e tocchiamo non è più pane,ma Gesù tutto intero;questo vino che vediamo e beviamo, non è più vino, ma Gesù tutto intero.  Un miracolo è avvenuto e si è compiuto fra le   mani  del sacerdote, sull'altare, dinanzi agli occhi di tutti i fedeli che tengono le mani giunte e i cuori adoranti pieni di intima gioia e fede. Il miracolo eucaristico è così quoti diano che quasi quasi non ci accorgiamo più del suo sconvolgente evento di grazia e di amore.Di come ogni altare è circondato da migliaia d'angeli adoranti che cantano: Santo, Santo, Santo, mentre lo stesso Spirito Santo,invocato e posto sulle offerte con la imposizione delle mani sacerdotali,trasforma il pane nel mirabile Corpo e il vino nel prezioso Sangue di Gesù. “Devota- mente vi adoro, o Divinità nascosta sotto queste specie a Voi tutto sì dona il mio cuore e tutto si strugge nella contemplazione del vostro amore”.(S.Tommaso )