Il giornalino del Cenacolo Eucaristico   Ottobre 2011

Chiesa San Vincenzo Ferreri

                 Cenacolo Eucaristico

  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 

 Venite     Adoriamo        

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                    

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Il “Cenacolo Eucaristico”

Augura

A S. Ecc. Rev.ma

Mons. Antonino Raspanti

                                     Nuovo Vescovo  di Acireale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo: Piena Comunione con Cristo Gesù
e con tutti i suoi fedeli.
Vita Lunga, Fecondo Apostolato,
Pienezza di Gioia.

 Foto di Franco Barbagallo(Acifotopress)

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

O Maria, aurora del mondo nuovo
O Maria, aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi, affidiamo a Te la causa della vita: guarda, o Madre, al numero sconfinato
di bimbi cui viene impedito di nascere, di poveri cui è reso difficile vivere, di uomini e donne vittime di disumana violenza, di anziani e malati uccisi dall'indifferenza o da una presunta pietà.
Fa' che quanti credono nel tuo Figlio
sappiano annunciare con franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo come dono sempre nuovo, la gioia di celebrarlo con gratitudine in tutta la loro esistenza e il coraggio di
testimoniarlo con tenacia operosa, per costruire, insieme con tutti gli uomini di buona volontà, la civiltà della verità e dell'amore. A lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.

 

Maria e l’Eucaristia                                

La venuta di Dio nell’uomo, la nascita di Gesù, segna insieme una fine ed un inizio. Finisce un’era e ne comincia un’altra; con il di Maria all’Angelo Gabriele finisce l’antica e nasce la Nuova Alleanza fra Dio e l’uomo; ora l’uomo non solo è riconciliato con Dio, ma Gli è figlio nel Figlio Suo Gesù! L’ uomo nuovo è realmente una creatura nuova; ora l’uomo può “contenere Dio”, non è più solo Sua immagine, ora può essere intriso del Suo Spirito, essere assimilato a Cristo, conformato a Lui. La spiritualità cristiana ha come suo carattere qualificante l’impegno del discepolo di conformarsi sempre più pienamente al suo Maestro. L’effusione dello Spirito nel Battesimo inserisce il credente come tralcio nella vita che è Cristo, lo costituisce membro del suo mistico Corpo. A questa unità iniziale, tuttavia, deve corrispondere un cammino di assimilazione crescente a Lui, che orienti sempre più il comportamento del discepolo secondo la “logica” di Cristo. Così scrive Giovanni Paolo II, oggi Beato, nella lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae” al n° 15, e poco più avanti sottolinea come la preghiera del Rosario ci trasporti misticamente accanto a Maria impegnata a seguire la crescita umana di Cristo nella casa di Nazareth, consentendoci così di essere educati e plasmati da Lei, con la medesima sollecitudine usata per Gesù, fino a che Cristo non sia formato in noi pienamente. Il Capitolo sesto della Lettera enciclica Ecclesia de Eucharistia di Giovanni Paolo II mette in luce come Maria sia donna eucaristica con l’intera sua vita; da questo capitolo è tratto tutto ciò che segue. A prima vista – scrive Giovanni Paolo II – il Vangelo tace su questo tema [il rapporto fra Maria ed Eucaristia]. Nel racconto dell’istituzione [dell’Eucaristia], la sera del Giovedì Santo, non si parla di Maria. Si sa invece che Ella era presente tra gli Apostoli, “concordi nella preghiera” (At 1,14), nella prima comunità radunata dopo l’ascensione in attesa della Pentecoste. Questa sua presenza non potè certo mancare nelle Celebrazioni eucaristiche, tra i fedeli della prima generazione cristiana, assidui “nella frazione del pane” (At 2,42). Ma al di là della sua partecipazione al Convito eucaristico, il rapporto di Maria con l’Eucaristia si può direttamente delinea re a partire dal suo atteggia mento interiore. Maria è donna “eucaristica” con l’intera sua vita. Se l’Eucaristia è mistero di fede,  che   supera  tanto   il  nostro  intelletto   da

obbligarci al più puro abbandono alla parola di Dio, nessuno come Maria può esserci di sostegno 

 

e di guida in simile atteggiamento. Se ogni credente riceve, nel segno del pane e del vino, il corpo e il sangue del Signore, Maria concepisce nell’Annunciazione il Figlio divino nella verità anche fisica del corpo e del sangue. C’è un’analogia profonda tra il fiat pronunciato da Maria alle parole dell’Angelo, e l’amen che ogni fedele pronuncia quando riceve il corpo del Signore. A Maria fu chiesto di credere che colui che Ella concepiva per opera dello Spirito Santo era il Figlio di Dio…A noi viene chiesto di credere che quello stesso Gesù, Figlio di Dio e Figlio di Maria, si rende presente con l’intero suo essere umano-divino nei segni del pane e del vino. Maria fa sua, con tutta la vita accanto a Cristo, e non soltanto sul Calvario, la dimensione sacrificale dell’Eucaristia… Preparandosi giorno per giorno al Calvario, Maria vive una sorta di “Eucaristia anticipata”, si direbbe una comunione spirituale di desiderio e di offerta, che avrà il suo compimento nell’unione con il Figlio nella passione, e si esprimerà poi, nel periodo post-pasquale nella sua partecipazione alla Celebrazione eucaristica, presieduta dagli Apostoli, quale “memoriale” della passione…L’Eucaristia ci è data perché la nostra vita, come quella di Maria, sia tutta un magnificat! Sia Maria la nostra Guida in ogni giorno, in ogni ora, in ogni istante della nostra vita; sia Lei ad accogliere Cristo in noi e per noi al momento della Santa Comunione; sia Lei a custodire la Vita di Cristo in noi; sia Lei ad intercedere presso il Figlio per noi; sia Lei a raccogliere il nostro ultimo respiro e consegnarlo al Padre per noi. Pace e gioia in Gesù e Maria.

 

                                               Nuccio Quattrocchi

 

 

                                                                           

Il Diaconato permanente

Il Diaconato nella Chiesa risale direttamente all’operato degli Apostoli. Conosciamo la situazione che si verificò nella Chiesa primitiva e che indusse gli apostoli ad istituire i diaconi: le vedove dei cristiani provenienti dal mondo ellenistico erano trascurate dai cristiani provenienti dal mondo ebraico (At 6,1-6). Si tratta di una contraddizione che affonda le sue radici nell’antica inimicizia tra i due popoli. Essa però sortisce provvidenzialmente effetti positivi: da una parte gli apostoli prendono ulteriore coscienza della loro specifica missione, che non è solo quella di servire alle mense, bensì quella di dedicarsi prevalentemente all’annunzio della Parola e alla preghiera; dall’altra parte quella contraddizione portò all’istituzione dei diaconi. Le varie lettere di San Paolo e specialmente quelle pastorali menzionano spesso la figura del diacono accanto ai Vescovi; ciò indica che i diaconi si radicano non solo nel fatto contingente del servizio alla mensa (quello che si legge negli Atti degli Apostoli), bensì nello stesso mistero di Gesù, che è venuto “non per essere servito ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”. In questi ultimi anni, esattamente da dopo il Concilio Vaticano II, è andato aumentando sempre più l’interesse teologico-pastorale verso i ministeri nella Chiesa, con particolare riferimento a quello diaconale. L’ordine sacro del Diacono non è mai mancato nella Chiesa: dopo i primi secoli, il diaconato è rimasto come ordine (detto transeunte), cioè come ordine sacro di passaggio al Sacerdozio; mentre con il Concilio Vaticano II è stato ripristinato il diaconato permanente, al quale possono accedere anche persone sposate. Quest’ ordine del diaconato permanente è sempre rimasto nella Chiesa Ortodossa. Nella Chiesa tutta ministeriale, la sollecitudine pastorale quotidiana degli apostoli continua nel ministero ecclesiastico che viene trasmesso attraverso il sacramento dell’ordine. La caratteristica del Diacono è di essere al servizio della Chiesa nel suo insieme, non di un suo aspetto o di un settore particolare. Nella costituzione apostolica del Concilio Vaticano II Lumen Gentium, dopo aver parlato al cap.III della costituzione gerarchica della Chiesa, si sottolinea che il ministero ecclesiastico, di istituzione divina, è esercitato attraverso i diversi ordini: vescovi, presbiteri, diaconi. La successiva ed importante affermazione di questa costituzione conciliare è che i diaconi ricevono l’imposizione delle mani “non per il sacerdozio, ma per il servizio”, in quanto, “sostenuti dalla grazia sacramentale nel ministero della liturgia, della predicazione e della carità, servono il popolo di Dio in comunione col vescovo e i suoi sacerdoti”. Tale affermazione pone il ministero dei diaconi come intermediario tra quello dei vescovi e dei presbiteri con il resto del popolo di Dio. Il diacono prolunga nella storia la figura di Cristo servo. Tutta la sua attività spirituale consiste perciò nel tradurre nella sue esistenza concreta l’immagine di Cristo servo che porta impressa nel cuore. Ciò avviene progressivamente nel cammino della propria crescita, mediante la contemplazione della persona e dell’opera di Gesù quale è delineata   nei Vangeli e negli

 

altri scritti del Nuovo Testamento, mediante la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio e mediante i Sacramenti.                              Diac. Alfredo Pulvirenti

 

 

Preghiera a Maria

A...Te…

T’incontrai...dentro la melodia di un canto…

E’ ancora vivo nella mia mente il ricordo…

Ancora bimba mi portavano nelle mattine di Maggio, lungo il viale del chiostro del Collegio delle Orsoline

e lì,con il faccino rivolto a te,cantavo… andrò a vederla un dì…

Non sapevo chi tu fossi..sapevo soltanto che eri Maria, Maria..la mamma di Gesù..e la nostra Mamma,

non sapevo ancora Chi..saresti diventata nella mia vita

Il tuo sguardo si pose sul mio cammino…

accompagnandomi nei miei anni di fanciullezza

e mentre la vita si apriva a me con le prime ferite del cuore…tu mi diventavi Madre..Sorella..Amica...anche se...io lo ignoravo...

Pian piano che quella bimba cresceva, non teneva più il volto rivolto a te…

e… quante volte ha tradito quel cielo che da piccola accoglieva il suo canto...innocente…

Ma tu...anche nella mia distanza..mi stavi accanto...

nelle mie indifferenze..mi cercavi..nel tempo..attendevi

Sapevi che avevo bisogno di Amore...sapevi che avevo bisogno di te…

Sono stata errante tra i sentieri sconfinati dell’amore..

ho camminato lungo i sentieri dei cuori...cercando di dissetarmi ed appagare quella sete...come un mendicante ne ho chiesto il dono...e poi ne ho pagato tutto il conto…

Ritornavo da quei deserti, bruciata dalla loro aridità...e quelle oasi che sembravano mare...si rivelavano spesso dei piccoli flutti d’acqua…

e quel mendicante che supplicava...rimaneva ancora più solo...solo...coi suoi stracci…

E il volto basso del mendicante che elemosinava l’amore fu preso dalle tue materne mani...e...pian piano lo sollevasti a te...facendogli riguardare quel cielo...nei tuoi occhi…

Dentro questo sguardo iniziasti a raccontarmi e quel nome...sentito dire da bimba...finiva di essere un nome fra i tanti...divenendone ogni giorno di più...il senso…

Ora non sei semplicemente Maria...ora...non c’è giorno in cui non ti penso...non t’invoco...non mi stringa fra le tue amorosissime braccia..ora so che ho bisogno di te...

So di essere ancora quel mendicante vestito di stracci...misero errante in ricerca...ma so di non essere più sola

So che sia in mezzo alle gioie della piazza..

sia tra i lamenti dei vicoli…

Sia nei giorni crocifissi dalla stanchezza della quotidianità…

Sia tra i miei fallimenti…le mie infedeltà a quel..cielo..

Tu mi sei..Madre...Sorella...Amica…

 

                                                            Letizia Franzone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I MIRACOLI EUCARISTICI

 

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 -20,00   Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri

                    e preghiera vocazionale

            (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario

            (orario legale 19,30)

 

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00-24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30-18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici

            (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica    

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

 

 

 

 

 

 

Indirizzo di posta:Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale        

Comunicazione  -  invito:

Il Cenacolo Eucaristico ha inteso prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 20,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna.  Grazie per la collaborazione.

 

 

 

 

Il morto...rivive

 

Il povero fraticello era morto. La sua virtù era nota nel convento e fuori e per conseguenza il suo funerale attirò molta gente in Chiesa.  Secondo l’uso del tempo, il cadavere, in Chiesa era scoperto e tutti potevano contemplare il volto sereno del figlio di San Francesco. La vita di costui era trascorsa nell’umiltà, nel sacrificio, e più che tutto nell’ardente amore a Gesù Sacramentato. Proprio durante il suo funerale avvenne un miracolo. Si celebrava la Messa di suffragio; giunto il Sacerdote al momento più solenne, cioè alla Consacrazione, il cadavere si animò. Appena il celebrante sollevò l’Ostia Consacrata, il cadavere alzò la testa, aprì gli occhi. Fissò Gesù Sacramentato, lo adorò con i suoi fedeli e poi si ripiegò immobile. Di nuovo, appena il Sacerdote sollevò il Calice con il Sangue di Gesù, il morto risollevò il capo, riaprì gli occhi, adorò per pochi istanti e ritornò allo stato d’immobilità. Chi assisteva al miracolo, non ebbe tanta sorpresa,in quanto si conosceva da tutti la santità del defunto. Questo fraticello è San Pasquale Baylon, innalzato presto ai supremi onori degli Altari e raffigurato con l’Ostensorio dinanzi, in atto di mirare l’Ostia Sacrosanta.

 

 

 

Santa Caterina da Bologna

 

In un convento di Bologna era morta una Suora, Caterina . La grande mistica clarissa nacque a Bologna l’8-9-1413. Fin da piccola mostrò una rara prudenza, una singolare modestia e uno spirito costantemente occupato nelle cose del cielo. Sempre tentata malamente dal demonio riuscì a immergersi nella contemplazione del mistero eucaristico. Divenne abbadessa malgrado volesse restare nell’umiltà. Le Consorelle trasportarono il cadavere in Cappella, affinchè fosse tutto ordinato per l’ora del funerale. La defunta in quella Cappella aveva trascorse le ore più belle della sua vita, adorando Gesù Sacramento. Iddio le concesse che anche dopo la morte potesse fare atto di ossequio all’Ostia Consacrata.  Il corpo di Caterina fu inumato nel cimitero della comunità senza cassa. Diciotto giorni dopo la sua sepoltura, per i grandi miracoli che operava, fu esumato e trovato senza tracce di corruzione. Fu esposto nel coro della chiesa e per 3 volte fu visto salutare la comunità con un dolce sorriso. Esso restò 7 giorni esposto alla venerazione dei fedeli. Le virtù particolari della Suora e questo miracolo dopo la morte, mossero il Papa a santificarla. Tuttora il corpo è esposto nella sua cappelletta, la santa è seduta da oltre 600 anni e tiene in mano il Vangelo con una corona del santo Rosario