Il giornalino del Cenacolo Eucaristico   Ottobre 2012

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Casella di testo:                  Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo 
        

                                                                                                                                                                                                                                          
                                                                                                                                                                                                                                                 3 O
Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio Porta Fidei del Sommo Pontefice
Benedetto XVI con la quale si indice l'Anno della Fede


1. La “porta della fede” (cfr At 14,27) che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi. E’ possibi- le oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma. Attraversare quella porta com porta immettersi in un cammino che dura tutta la vita. Esso inizia con il Battesimo (cfr Rm 6, 4), mediante il quale possiamo chiamare Dio con il nome di Padre, e si conclude con il passaggio attra- verso la morte alla vita eterna, frutto della risurre- zione del Signore Gesù che,con il dono dello Spirito Santo, ha voluto coinvolgere nella sua stessa gloria quanti credono in Lui (cfr Gv 17,22). Professare la fede nella Trinità – Padre, Figlio e Spirito Santo – equivale a credere in un solo Dio che è Amore (cfr 1Gv 4,8): il Padre, che nella pienezza del tempo ha inviato suo Figlio per la nostra salvezza; Gesù Cristo, che nel mistero della sua morte e risurrezio- ne ha redento il mondo; lo Spirito Santo, che conduce la Chiesa attraverso i secoli nell’attesa del ritorno glorioso del Signore.

2. Fin dall’inizio del mio ministero come Successo- re di Pietro ho ricordato l’esigenza di riscoprire il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entu -siasmo dell’incontro con Cristo. Nell’Omelia della santa Messa per l’inizio del pontificato dicevo: “La Chiesa nel suo insieme, ed i Pastori in essa, come Cristo devono mettersi in cammino, per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l’amicizia con il Figlio di Dio, verso Colui che ci dona la vita, la vita in pienezza”. Capita ormai non di rado che i cristiani si diano maggior preoccupazione per le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno, continuando a pensare alla fede come un presupposto ovvio del vivere comune. In effetti, questo presupposto non solo non è più tale, ma spesso viene perfino negato . Mentre nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario, largamente accolto nel suo richiamo ai contenuti della fede e ai valori da essa ispirati, oggi non sembra più essere così in grandi settori della società, a motivo di una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone.          

3. Non possiamo accettare che il sale diventi insipido e la luce sia tenuta nascosta (cfr Mt 5,13-16). Anche l’uomo di oggi può sentire di nuovo il bisogno di recarsi come la samaritana al pozzo per ascoltare Gesù, che invita a credere in Lui e ad attingere alla sua sorgente, zampillante di acqua viva (cfr Gv 4,14). Dobbiamo ritrovare il gusto di nutrirci della Parola di Dio, trasmessa dalla Chiesa in modo fedele, e del Pane della vita, offerti a sostegno di quanti sono suoi discepoli (cfr Gv 6,51). L’insegnamento di Gesù, infatti, risuona ancora ai nostri giorni con la stessa forza: “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la via eterna” (Gv 6,27). L’interrogativo posto da quanti lo ascoltavano è lo stesso anche per noi oggi: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?” (Gv 6,28). Conosciamo la risposta di Gesù: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato” (Gv 6,29). Credere in Gesù Cristo, dunque, è la via per poter giungere in modo definitivo alla salvezza.                                                                                                                  continua…

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

Storia dell’Eucaristia

L’epoca d’oro della liturgia d’Oriente e di Occidente

Inizia poi il periodo aureo della liturgia in Oriente e in Occidente, dal 300 al 900 circa di d.D. I Padri della Chiesa approfondiscono la celebrazione eucaristica sotto vari aspetti, nascono in questo periodo le grandi comunità liturgiche attorno alle sedi patriarcali. La celebrazione non ha più aspetto familiare di una cena, ma diventa una cerimonia solenne. La profonda maturità teologica e la ricchezza spirituale si esprimo-

no nelle “preghiere eucaristiche” ( o canone), che diventano fisse e obbligatorie. Esse sono espressione di tutta la comunità ecclesiale e questo è il significato dell’uso del plurale “noi”. Ritroviamo in tutte le preghiere eucaristiche alcune parti essenziali

costanti:   a)   il  ringraziamento e  la  lode al

Padre  per  aver inviato Cristo  a compiere la

salvezza dell’umanità;

b) il  memoriale  dell’ ultima cena che rende

attuale  l’ offerta  di Cristo, a  cui  la  Chiesa

intera, associa alla propria offerta;

c) l’invocazione  al  padre affinché mandi lo

Spirito   Santo  perché  consacri  il  pane e il

vino e santifichi l’assemblea dei partecipanti;

d) il ricordo  dei  santi del cielo, che esprime

la comunione  con  tutta la Chiesa e interces-

sione per il mondo intero.

Le istruzioni derivate  dal Concilio Vaticano

II hanno affiancato al “canone romano” altre

tre preghiere eucaristiche, prese dalla liturgia

di quest’epoca d’oro.

L’Eucaristia nel Medioevo in Occidente

L’aspetto fondamentale della Messa s’era

chiarito e consolidato. Occorreva  ora che

venisse  in  rilievo  un  altro  aspetto della

Eucaristia: la presenza reale di Gesù e il

suo rapporto personale con ognuno di noi. La provvi -denza si serve di tutto. Gesù nell’Eucaristia non è meno incompreso di quanto era sulla terra. Il grande scisma d’Oriente, le evoluzioni politiche si riflettono anche sul modo di concepire la celebrazione liturgica. Essa perde tanti aspetti del suo carattere popolare e comunitario. La preghiera eucaristica viene recitata in silenzio, si dà la Comunione sotto una sola specie, aumentano le messe private, i fedeli disertano sempre più la Comunione, si mette troppo in rilievo il sacerdote… S’accompagna alla crisi liturgica, quella dogmatica, che giunge fino alla negazione della presenza di Cristo nell’Eucaristia. ma ecco il trionfo dello Spirito Santo. La Chiesa ha una reazione di fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Nasce con il culto verso l’Eucaristia per se stessa. Ecco la festa del “Corpus Domini”, ecco le benedizioni, le esposizioni, le processioni  col Santissimo Sacramento.

 

Tommaso d’Aquino sarà il teologo e il cantore della presenza personale di Cristo, vero Dio e vero uomo , nell’Eucaristia.

Dal Concilio di Trento al rinnovamento liturgico attuale.

Siamo vero il 1500,l’epoca della riforma protestante

Che nega l’Adorazione Eucaristica e il sacrificio della Messa. Lo Spirito Santo attraverso il Concilio di Trento afferma con forza la verità della presenza reale e del sacrificio di Cristo nella Messa. “...nell’almo Sacramento della SS.Eucaristia, dopo la consacrazione del pane e del vino, Nostro Signore  Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, è contenuto veramente,    realmente  e    sostanzialmente     sotto l’ apparenza  di  quelle        

cose  sensibili”. “...nel   mistero   Eucaristico  è 

                         rappresentato in modo mirabile  

                         il  sacrificio della  croce  una  

                         volta per sempre consumato sul

                         Calvario; vi si  richiama peren- 

                         nemente alla  memoria e ne

                         viene applicata la virtù saluti 

                         fera in remissione dei   peccati 

                         che si commettono quotidiana-

                         mente”. Negli ultimi 4 secoli si 

                         ha uno sviluppo nell’approfon -

                         dimento del mistero Eucaristi -

                         co, sempre  però   nel senso

                         dell’Adorazione e della Comu-

                         nione, vista anche questa più

                         come  Adorazione  del  Cristo

                         presente che come partecipa  -

                         zione  al banchetto Eucaristico.

                         Si  susseguono  le  manifesta -

                         zioni di tale culto a Gesù

                         Eucaristia:  le quarant’ore,la

                         visita al Santissimo, i congressi

                         eucaristici. Fioriscono le

                         congregazioni e gli  istituti  religiosi dedicati  all’ Adorazione del Santissimo, dai Sacramentini   alle    famiglie   spirituali  di   Charles   de Foucauld. Queste pratiche  hanno creato capolavori di santità in molte persone.

 

                  Tratto dagli scritti di Chiara Lubich

 

 

Sole che non tramonta

 

O Cristo, Pane vivo disceso dal cielo, o grande Sole che mai tramonta all’orizzonte della Chiesa e del mondo, rendici capaci di rimanere con te in silenzio di amore e di Adorazione. Esposti ai tuoi raggi divini saremo pienamente trasformati in Te, finchè anche tutto il creato divenga Eucaristia e l’inno cosmico di rendimento di grazie al Padre, Amore che ti ha donato, diventi pura lode nel silenzio. Amen

 

 

 

Pregate , pregate, pregate…

Ottobre: invito ad accostarsi alla nuova preghiera del santo Rosario

Almeno una volta ci è capitato di sentirlo durante una omelia, titolazione di innumerevoli libretti di raccolte di preghiere e saggi, “pregate, pregate, pregate…”: è l’invito che la Madonna, con la Sua vita  e ad ogni apparizione, non si stanca di ripetere. ma che significa pregare?Dal latino prĕcari,proviene da prex, una stessa etimologia accomuna diverse parole: prex, preghiera; precari, pregare; precarius, precario… Scopriamo che in principio il precario era colui che pregava e che precarium significava ottenuto con preghiera, concessa con una grazia (fulmineo ci coglie un pensiero,dalla etimologia all’attualità, e i lascia un amaro sorriso!). La precarietà della preghiera ci ricorda, allora, che il dubbio fa parte del credere, quindi l’incertezza fa parte della fede: ogni giorno la fede si rinnova vincendo il dubbio, accettando di non sapere, decidendo di acconsentire liberamente a una promessa, vivendo come pellegrini mai residenti,sentendoci non soli ma insieme ad altri. ma la precarietà spaventa ed è qui, allora, che necessitiamo di un sostegno, un incoraggiamento, una preghiera nuova, e questa preghiera è Maria, che da madre viene incontro ai Suoi figli, ogni giorno, ogni volta che La si invoca, così come già a Lourdes, a Fatima, alle Tre Fontane, allora, prossimi al mese di ottobre che, nello scandirsi di memorie e celebrazioni (7- Beata Vergine Maria del Rosario; 12– Nostra Signora del Pilar; 13– Anniversario dell’ultima apparizione a Fatima; terzo sabato – Beata Vergine Maria della Provvidenza), pare volere ribadire l’invito mariano, ci sembra doveroso fermarci a riflettere e spontanea sorge una domanda: come rivolgerci alla Vergine? La risposta appare immediata, ma non scontata!La Vergine stessa offre all’uomo la preghiera del Rosario, perché l’esistenza si accompagni e si configuri nei mi- steri della vita,della passione e morte del Redentore. La corona del Rosario non è semplicemente un oggetto per contare una serie di Ave Maria, di Pater, di Gloria, ma è come un libro che il cristiano - anche il più ignorante - porta con sé e legge; è un legame di amoroso ricordo che ci unisce a Gesù e a Maria: ogni granello è un tesoro di indulgenza e un pegno di misericordia per i meriti di Gesù e di Maria. E ancora, per i più moderni,i grani del Rosario sono come lo svolger -si di una pellicola cinematografica, perché ricordano i grandi Misteri della Redenzione e li ripresentano alla anima. L’anima è come lo schermo sul quale si ripro -ducono, ed in quella visione essa si mantiene ancora

 

 

fedele a Dio e alla Chiesa. Senza il Rosario chi avrebbe più ricordato i misteri della redenzione? Eppure il loro ricordo è il segreto della vita interiore, ed è indispensabile per il cristiano. Giovanni Paolo II, nel cap.III della Lettera Apostolica sul Santo Rosario, pubblicata nel giorno in cui iniziava il 25° anno di servizio come successore di Pietro, suggerisce 4 significati attribuibili ai grani del Rosario: 1. la collocazione dei grani intorno al crocifisso come espressione del centro della nostra vita in Cristo Crocifisso; 2. l’uso dei grani come meccanismo di conta che evoca “l’incessante cammino della contemplazione e della perfezione cristiana”; 3. i grani della catena che ci lega a Dio nell’ amore; 4. l’estensione del simbolismo dei grani per includere le nostre molte relazioni nel vincolo di amore di Dio. In mezzo alle disarmonie di questa nostra vita rilassata, il Rosa rio è come una lucida nube di spiritualità che si leva da ogni casa e da ogni cuore. Ecco la preghiera alla quale la Chiesa dedica una festa solenne, perché sintesi di tutte le feste che sono un Rosario continuo nell’annuale ciclo liturgico.  La festa del 7 ottobre vuole ricordare la vittoria del mondo cristiano nella battaglia di Lepanto del 1571. di fronte alla minaccia della distruzione della Europa cristiana da parte dei turchi, Papa Pio V invitò le confraternite del Santo Rosario di  Roma a recitare il Rosario e a fare processioni, per chiedere a Dio di concedere la sua forza alla flotta cristiana. L’anno successivo alla miracolosa vittoria, in segno di gratitudine per l’intercessione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre istituì la festa della Madonna della Vittoria, da cele- brare proprio il 7 ottobre. Nel 1573, Papa Gregorio XIII ne cambiò il nome in festa della Madonna del Rosario. Si intona la preghiera del Rosario con l’Avvento,si chiude con le feste mariane di ottobre, perché, ricorda Benedetto XVI, il Rosario è una “preghiera contemplativa e cristocentrica,inseparabile dalla meditazione della sacra Scrittura”, è “la preghiera del cristiano che avanza nel pellegrinaggio della fede,alla sequela di Gesù,preceduto da Maria”. Quando prenderemo i grani del Rosario nelle nostre mani, sarà per noi utile riflettere sull’emblematicità di questa preghiera, i grani stessi potranno diventare per noi un aiuto nel meditare sui misteri dell’amore incondizionato e smisurato di Dio per noi. Il metodo di preghiera del Rosario consiste nella ripetizione di parole che esprimono il nostro profondo amore per Dio. Non è quindi un esercizio noioso ma piuttosto la ripetuta espressione di un profondo amore. Il fine di questo metodo consiste nel rendersi sempre più profondamente conto del mistero dell’ amore di Dio per noi, meditando sui momenti in cui questo grande mistero si è svolto. Cristo chiese a Pietro per 3 volte

 

 

 

I MIRACOLI EUCARISTICI

Cenacolo Eucaristico

 

I nostri orari:

 

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 –20,00   Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri

                    e preghiera vocazionale

            (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario

            (orario legale 19,30)

 

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00-24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30-18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici

            (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica    

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

 

 

 

 

 

 

 

Indirizzo di posta:Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale   

 

    

Comunicazione  -  invito:

Il Cenacolo Eucaristico ha inteso prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 20,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna.  Grazie per la collaborazione.

 

 

 

Una bambina

Padre Matteo Crawley racconta quanto segue: una ragazzetta si presentò al mio confessionale. Finita l’accusa disse: Padre ogni giorno io vedo Gesù! - E quando lo vedi? - Appena ricevo la Comunione e ritor no al mio posto; si mette al mio fianco e parliamo. - E altri non lo vedono? - Non so! - E che cosa ti dice? - Mi dice sempre che mi vuol bene e che vuole essere amato assai. - In che forma lo vedi? - Come un fanciul lo. - E che cosa gli domandi? - Niente! Che cosa gli potrei domandare? - Continua Padre Matteo: volli accertarmi se realmente Gesù apparisse alla ragazza e tentai una prova. Allora soggiunsi: - Senti, piccina; la prima volta che vedrai Gesù dopo la Comunione, gli dirai così: “Il mio confessore desidera un peccatore da convertire; mandaglielo!”. Poi verrai a dirmi ciò che Gesù ti risponderà. - L’indomani, finita la Messa, la bambina si presentò al confessionale di nuovo. -Padre, è venuto Gesù e mi ha detto che il peccatore verrà subito da lei. - Intanto, continua Padre Matteo, avvertii l’ingresso di una persona in Chiesa. - Padre, il peccato re da convertire è entrato adesso in Chiesa. - Uscii dal confessionale e mi avviai al fondo, verso la porta centrale. Stava lì un uomo dal volto turbato, quasi avesse voglia di parlarmi. - Reverendo, mi disse, desi- dero aver spiegato un fenomeno! Da tanti anni non entro in Chiesa. Da una mezzora in qua ho sentito in me come una voce:“Entra, entra in Chiesa! Confèssa- ti!” è stata così incalzante questa voce interna, che io non potendone più, passando qui vicino, mi son deciso ad entrare; e credo che se io non mi confesso, non potrò più stare in pace! - Ringraziate Iddio che vi ha chiamato a pentimento! Accomodatevi in sacristia ed ascolterò la vostra confessione. - Conclude il Crawley: la prova dell’apparizione di Gesù alla ragazzetta è stata la conversione di questo peccatore.

                                                        segue da pag.3

“Pietro mi ami tu?”. La ripetuta domanda di Cristo e le ripetute risposte di Pietro ci aiutano a comprendere la bellezza della recita del Rosario come una continua risposta di amore a Dio. In definitiva,il Rosario è la più bella espressione della conversione quotidiana della vita grazie alla quale cresciamo in santità. Il Rosario risponde perfettamente all’interesse contemporaneo verso la preghiera meditativa,che spesso cerca soluzione nella pratica di altre religioni, anche se tal -volta esse si fondono su credenze contrarie alla nostra fede. Il Rosario ci aiuta ad raggiungere la meditazione da noi desiderata in una maniera che corrisponda perfettamente alla nostra fede cattolica (Rosarium Virginis Mariæ n.28). Così, forti del sapere popolare che, come suol dirsi, non sbaglia mai (“Messa e Rosario e ogni mal va contrariato. Messa e Corona dal mal ti scampa e ben ti dona”),precari di umanità e affamati di infinito, rispondiamo all’invito: Preghiamo, preghiamo, preghiamo…             Barbara Sorace