Il giornalino del Cenacolo Eucaristico    Settembre2011

Chiesa San Vincenzo Ferreri

Casella di testo: Cenacolo Eucaristico
  Chiesa San Vincenzo Ferreri  -  Acireale

 Venite     Adoriamo         



                                       
                                                                                                              2  S
Vivere la S.Messa

Disse loro: “Voi chi dite che io sia?” MT: 16,15

Chi è per me? Per te, per noi Gesù Cristo? Se l’Eucaristia è Cristo presente ed operante, ad ogni celebrazione la domanda fondamentale deve essere riproposta in tutta la sua forza. Partecipare all’Eucaristia vuol dire partecipare ed approfondire una sempre più completa conoscenza di Cristo ed il suo mistero. Sull’Eucaristia come momento privilegiato della nostra scoperta di Cristo, disse parole bellissime, in un celebre discorso, Paolo VI, parlando ad Orvieto: Cristo, usando della sua divina potenza, si è rivestito di queste apparenze per affermare nel modo più espressivo ed evidente, che Egli vuole essere alimento interiore, moltiplicato per tutti. Ha voluto parlarci per via di segni per farci comprendere che Egli è il Pane, che Egli cioè è il cibo disponibile ed insostituibile dell’umanità redenta. Come non si può vivere senza il pane materiale, così non si può vivere spiritualmente senza Cristo. Egli è necessario, Egli è la vita, Egli vuol essere il principio interiore della nostra soprannaturale esistenza terrena per essere il datore della nostra pienezza nella vita futura.

A questa conclusione ci conduce e quasi ci obbliga la più elementare meditazione sull’Eucaristia. Cristo Gesù arriva a noi per tante vie: la storia, le tradizioni, la Chiesa, il Vangelo; poi arriva Lui, Lui stesso, ma comprensibile solo per chi ha fede, e si presenta a noi nei simboli del pane e del vino e ci dice: Io sono il tuo pane, il tuo sostegno, la tua forza, la tua pace, la tua felicità! E la scelta si pone fra Lui, il Pane del Cielo, e il pane della terra, cioè le risorse che per vivere ci può dare il mondo dei beni temporali, chi Egli più sa essere a noi necessario, se Egli stesso ha moltiplicato i pani per la fame corporale di coloro che per ascoltare la sua voce lo avevano seguito. Si pone cioè il complesso e traumatico problema che tormenta gli uomini del nostro tempo e determina il loro orientamento vitale: se basti il pane della terra, cioè il complesso dei beni economici e dei beni temporali a saziare la fame di vita che è propria dell’uomo; se la ricerca è il godimento di questo pane terrestre ed effimero debbano ignorare il Pane del Cielo, cioè Cristo, la fede, la concezione cristiana della vita, e debbano escluderlo dai programmi dell’attività moderna: e se finalmente sia a noi possibile, a noi doveroso dare a Cristo e al suo Vangelo il primato che gli spetta senza rimanere privi del pane della terra, che è pur dono di Dio, che è indispensabile alla nostra presente esistenza e che Cristo così ha benedetto da farne sacramento della sua perenne e incarnata presenza fra noi.

Voi, figli saggio e custodi amorosi di queste tradizioni piissime e popolari, comprendete quale debba essere la soluzione di tale arduo problema, che investe, specialmente nel nostro Paese, la vita contemporanea: la soluzione non può essere diversa che un nuovo e vigoroso atto di fede in Cristo Signore e nella sua Parola.

Voi sentite sorgere nei vostri animi, risvegliati da queste celebrazioni una luce, una forza spirituale, che potremmo chiamare “Il messaggio di Orvieto”:

-“non creda l’uomo di oggi di trovare altro nutrimento alla sua insaziabile fame di vita, se non nella fede e nella sua comunicazione di Cristo Signore;

-non creda l’uomo di oggi che per conquistare il pane terrestre, di cui ha bisogno la sua vita temporale, debba porre l’alternativa alla ricerca del pane della vita religiosa e della fedeltà alla tradizione  cattolica.

-non creda l’uomo di oggi che il tesoro di fede e di bellezza  che  gli  viene  dalla  storia e dalla civiltà

O sole Eucaristico!  La Tua luce si irradi sino ai confini della terra e

teneramente  avvolga  in  un  manto di  cielo  l’ umanità tutta: fragile e impaurita come un bimbo nel buio.   

segue  dalla prima pagina                                                                                   Miracolo Eucaristico

cristiana abbia ormai un semplice valore archeologico e folcloristico, e non pensi di poterlo segnatamente conservare come un cimelio prezioso, sì, ma spento di verità e di realtà interiore: diventerebbe cenere nelle sue mani;

-ma creda l’uomo di oggi che chi cerca, sulla parola di Cristo, il regno di Dio innanzitutto, avrà pane, avrà l’abbondanza anche dei beni naturali della scienza, della tecnica, del lavoro, dell’arte;

-creda l’uomo di oggi che ancor più di ieri Cristo gli è necessario; risvegliati in Lui i desideri della libertà, della maturità umana, del processo sociale, della pace, sappia che non solo a possederli, ma a conoscerli nel loro vero concetto codesti ideali è necessario il Maestro, il Maestro divino che solo li può far coincidere con la verità e con la vita:

-creda finalmente l’uomo di oggi che l’umile e fervorosa fede che Cristo nell’Eucaristia reclama da lui è per la sua redenzione, per la sua salvezza e per la sua felicità” (Paolo VI, discorso ad Orvieto)

 

 

Cenacolo Eucaristico

 

 

I nostri orari:

 

 

        Tutti i giorni feriali

 

Ore   8,30     S. Messa

 

Ore   9,00 -20,00   Adorazione Eucaristica

 

Ore  11,45    S. Rosario  Eucaristico

 

Ore  16,00   Celebrazione dei Vespri

                    e preghiera vocazionale

            (orario legale 17,00)

 

Ore  18,30   Santo Rosario

            (orario legale 19,30)

 

       Ogni primo giovedì del mese

 

Ore  23,00-24,00   Adorazione riparatrice

 

       Ogni secondo venerdì del mese

 

Ore16,30-18,00 Incontro gruppo di preghiera P.Pio

 

       Secondo e quarto sabato del mese

 

Ore  17,30   Anime Consolatrici

            (orario legale 18,30)

 

               Gruppo giovani sabato

 

 

Ore   21,00  S. Messa, a seguire Adorazione                       

                    Eucaristica    

 

 

 

A.Veroli.

La liturgia della Chiesa prescrive che l’esposizione solenne della Santissima Eucarestia sia fatta con  l’Ostensorio e l’Ostia grande sia visibile. Sino al secolo XVI l’esposizione eucaristica era fatta diversamente: si metteva l’Ostia Consacrata dentro il Calice e questo veniva ricoperto da un candido velo. La sera di Pasqua del 1570 nella Cattedrale di Veroli, nel Lazio, dedicata a S.Erasmo, si faceva l’Adorazione Eucaristica nel cuore della notte. Il Calice con l’Ostia Consacrata era sull’Altare, mentre i Sacerdoti compivano l’ufficiatura ed i fedeli pregavano. In un dato momento apparve sul Calice un piccola nube e su di essa stava Gesù Bambino sorridente. La scena si prolungò; subito dopo scomparve Gesù e si vide il Calice trasparente come un cristallo; sopra di esso apparve una stella sormontata da un’Ostia. I Sacerdoti ed i fedeli constatarono ogni cosa ed avvenne una vera frenesìa in tutti. L’indomani tutta Veroli era a conoscenza del prodigio. Nella notte del lunedì e del martedì si rinnovò la solenne esposizione e si ripeterono gli stessi fenomeni. Come al solito, alcuni non volevano credere. Iddio allora operò altri miracoli. Molti ammalati, spinti dalla fede, si fecero trasportare in Chiesa e guarirono sull’istante. Dopo la prova dei prodigi avvenuti, nel corso di tre notti consecutive, si stabilì di conservare come ricordo l’Ostia Consacrata; dopo 112 anni l’Ostia fu consumata. Il Calice si conserva ancora nel tesoro della Cattedrale di Veroli e viene adoperato soltanto il Giovedì Santo, per mettervi le Specie Eucaristiche da riportare nell’Altare della Reposizione.

 

 

 

 

Su internet: www.sanvincenzoferreriacireale.it

 

Indirizzo di posta:Cenacolo Eucaristico c/o Chiesa S. Vincenzo Ferreri Via Currò  -  95024 Acireale        

 

 

 

 

Comunicazione  -  invito:

Il Cenacolo Eucaristico ha inteso prolungare l’Adorazione  Eucaristica anche nelle ore pomeridiane e precisamente dalle ore 12,00 alle ore 17,00 in modo da coprire l’intera giornata dalle 9,00 alle 20,00. Pertanto si invitano tutti coloro che volessero offrire la disponibilità di un turno di adorazione di un’ora settimanale a presentarsi nella chiesa di S.Vincenzo Ferreri, in via Currò, Acireale e dichiarare il turno di adorazione scelto al Rettore P.Vincenzo Castiglione oppure al Prof. Orazio D’Anna.  Grazie per la collaborazione.

 

 

 

A Madrid per la GMG (Giornata Mondiale della Gioventù) - Quattro giorni con il Papa

La Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi a Madrid nelle due settimane di agosto 2011 ha visto confluire da tutto il mondo oltre due milioni di pellegrini. Dal 16 al 22 agosto anche la Diocesi di Acireale è stata presente con 80 rappresentanti  della Pastorale Giovanile, Coordinamento Oratori, A.C.R. e altre realtà, sostenuti dai Sacerdoti, p.Mario Gullo,  p. Gaetano Pappalardo, p.Antonio Pennisi, p. Giuseppe Pavone, p.Claudio Catalano, p. Mario Camera e p.  Marcello Pulvirenti. Abbiamo vissuto momenti di gioia nella preghiera davvero significativi. Oltre alla catechesi propo- sta dal cardinale Angelo Bagnasco ai giovani della GMG a Madrid avente come tema: Testimoni di Cristo nel mondo. Sono state molte le  catechesi svoltisi per Diocesi con i Vescovi dei luoghi di accoglienza e i nostri sacerdoti. Ci sono stati dei momenti forti vissuti nei 4 giorni in cui la presenza del Santo Padre ha dato luce e coraggio ai giovani. Nel pomeriggio del 16 agosto  il Vescovo di Madrid, S.Em. il Cardinale Mons. Antonio Maria Rouco Varela ha aperto la 26° Giornata mondiale della gioventù con la frase: "Cari giovani del mondo ben venuti in Spagna, voi siete convenuti qui, a Madrid, dagli angoli più remoti del pianeta, per dire ad alta voce al mondo intero - e in particolare a questa Europa che dà segni di profondo smarrimento - il vostro convinto ‘sì'! 'Sì', la fede è possibile! Anzi, è un'avventura meravigliosa che ci permette di scoprire tutta la grandezza e la bellezza della nostra vita". Poi ha ricordato il beato Giovanni Paolo II, patrono della Gmg, accolto come "ospite speciale", "protettore di cui potete fidarvi","amico esigente,come amava definirsi". "È venuto a dirvi ancora una volta, con tanto affetto: 'Non abbiate paura!'. Scegliere Cristo nella vita è acquistare la perla preziosa del Vangelo per la quale vale la pena donare tutto". Queste le parole delle catechesi: fiducia in Cristo che mai ci abbandona e sempre ci ama comunque noi siamo perché ognuno di noi è unico ai suoi occhi di Padre; ricordare, sempre, ogni cosa detta o compiuta da un nostro fratello perché comunque sia è una parte di lui che vuole condividere con noi e di cui è bene fare tesoro; non avere paura di lasciarci avvolgere dall’Amore di Cristo perché solo in Lui c’è gioia e forza e soprattutto l’invito a condividere, fare comunità, con tutti, specie con chi ha bisogno ma non lo chiede, con chi, invece di essere giudicato dev’essere amato per poter poi lui amare; affidarsi alla nostra Mamma Celeste, Regina, che ha saputo per prima dire “sì” alla volontà   di  Dio, che,  nella  sua  misericordia,  ha

 

voluto donarcela per assisterci, intercedere per noi, sostenerci nella preghiera e confortarci per renderci più dolce la via verso il suo Figliolo.  "Esta es la juventud del Papa. Questa è la gioventù del Papa", con questo grido tutti i giovani dei 5 continenti hanno accolto l’arrivo del Santo Padre a Madrid e così lo hanno salutato alla sua partenza. Nel pome- riggio del 19 agosto,durante la Via Crucis presiedu- ta dal Santo Padre, la Croce dei giovani veniva portata da una stazione all’altra da gruppi diversi  davanti alle varie sculture rappresentanti il dolore di nostro Signore, c’erano oltre 600 mila persone lungo tutto il tragitto,famiglie intere, bimbi, anziani a pregare, mentre in altri luoghi vicini dei manife- stanti protestavano contro il Papa, contro le spese per questa gmg. Ma la fede è stata più forte, la luce che ha riempito chi è andato là per pregare ha oscu- rato quelle proteste e ha innalzato ancora più in alto la volontà di amare Cristo. In alcuni momenti i giovani sono divenuti apostoli coraggiosi, testimoni di quella fede che vince la morte. Alla fine della Via Crucis il Papa ha salutato invitando i ragazzi a non passare oltre davanti alle sofferenze degli uomini e a farsi carico dei meno favoriti. Arrivò, quindi,  il momento della Veglia a Cuatro Vientos, base aerea di Madrid, sabato 20 agosto 2011. I pellegrini arri-vano senza tregua, camminano per ore prima di accaparrarsi un posto nell'immensa spianata di 10 chilometri, un fiume di persone. Già dopo pranzo la base è satura,ogni nazione ha i suoi giovani e le sue famiglie presenti in attesa dell’arrivo del Papa che avverrà in serata. Niente comodità, caldo oltre i 45 gradi e scarsa distribuzione di acqua mentre sarebbe stato normale darla in abbondanza in un evento simile. Per evitare molti malesseri passavano, fra i corridoi, delle autocisterne che cercavano di dare sollievo con immensi getti d’acqua su chi era nella spianata. Tutti là però, finchè non arriva la sera, a recitare i vespri, il santo Rosario, a cantare l’inno della gmg, i canti delle proprie parrocchie, a fraternizzare su quei prati, in mezzo alla polvere, a scambiarsi oggetti, bandiere, lasciare dei messaggi scritti sui cappelli, sulle bandiere, sui libretti di preghiere. Tanti si sono abbracciati in quei momen- ti, per gioia o per aver trovato chi per qualche momento ha condiviso e capito il dolore che aveva- no dentro e che li aveva portati là nella speranza di offrirlo al Signore. Il Santo Padre al suo arrivo ha voluto salutare tutti spostandosi con la sua papa mobile. I giovani correvano nei punti più vicini al suo passaggio e tornavano dopo averlo visto con le lacrime   agli   occhi,  non   lacrime  di  chi  vede un

                                                           segue a pag.4

segue da pag. 3                                                                                    mina  nella  società, corre  il  rischio  di  non incontrare            

cantante in un concerto, ma lacrime di chi sente  il          mai  Gesù  Cristo, o  di  finire  seguendo  un'immagine                                                                        

cuore pieno di amore, di chi, nel passaggio dell’Apo- stolo del Signore spera,offre e prega. Gioia, applausi, lacrime e sorrisi; c’è un tempo per tutto e quello era il momento di gioire fra i fratelli, di affidarsi alla misericordia di Dio, anche fra teloni, sacchi a pelo, ombrelli e pioggia, perché anche la prova del temporale, dei fulmini, della pioggia, spinta dal forte vento, ha temprato ch,i per un motivo o per un altro, è rimasto fino alla domenica seguente attendendo la S.Messa presieduta dal Pontefice. Il temporale ha  provocato  la caduta di alcuni tendoni allestiti per l'adorazione notturna: ci sono stati 7 feriti, di cui 2 gravi. Il Papa termina la veglia dispiaciuto soprattut- to per i ragazzi che non hanno potuto godere al meglio la presenza del Pontefice. All'adorazione cala il silenzio: la notte è passata comunque tra preghiere e sonno per riuscire a recuperare le forze. La domenica è arrivata con un sole cocente, tutti i nostri sacerdoti si sono riuniti intorno al Papa nella Celebrazione Eucaristica, è difficile poter distribuire la comunione, non è possibile cambiare programma nel giro di così poco tempo. Poi il Papa dice ai pelle-grini: Cari giovani,vi saluto tutti, anche oggi Cristo si rivolge a voi con la stessa domanda che fece agli apostoli: “Ma voi, chi dite che io sia?”.RispondeteGli con generosità e audacia, come può fare a un cuore giovane qual è il vostro. Ditegli: Gesù, io so che Tu sei il Figlio di Dio, che hai dato la tua vita per me. Voglio seguirti con fedeltà e lasciarmi guidare dalla tua Parola. Tu mi conosci e mi ami. Io mi fido di te e metto la mia intera vita nelle tue mani.Voglio che Tu sia la forza che mi sostiene,la gioia che mai mi abban dona. Nella sua risposta alla confessione di Pietro, Gesù parla della Chiesa:«E io a te dico:tu sei Pietro,e su questa pietra edificherò la mia Chiesa».Che signi- fica ciò? Gesù costruisce la Chiesa sopra la roccia della fede di Pietro, che confessa la divinità di Cristo.
Cari giovani, permettetemi che, come Successore di Pietro, vi inviti a rafforzare questa fede che ci è stata trasmessa dagli Apostoli, a porre Cristo, il Figlio di Dio, al centro della vostra vita. Però permettetemi anche che vi ricordi che seguire Gesù nella fede è camminare con Lui nella comunione della Chiesa. Non  si   può   seguire  Gesù  da   soli.  Chi
  cede alla tentazione   di   andare  «per conto suo» o di vivere la fede secondo  la  mentalità individualista, che  predo-

 

 

 

falsa di Lui. Vi chiedo, cari amici, di amare la Chiesa,

che vi ha generati alla fede, che vi ha aiutato a conoscere meglio Cristo, che vi ha fatto scoprire la bellezza del Suo amore. Per la crescita della vostra amicizia con Cristo è fondamentale riconoscere l'importanza del vostro gioioso inserimento nelle parrocchie, comunità e movimenti, così come la partecipazione all'Eucarestia di ogni domenica, il frequente accostarsi al sacramento della riconciliazio- ne e il coltivare la preghiera e la meditazione della Parola di Dio. Se rimarrete nell'amore di Cristo, radicati nella fede, incontrerete, anche in mezzo a contrarietà e sofferenze, la fonte della gioia e dell'allegria. La fede non si oppone ai vostri ideali più alti, al contrario, li eleva e li perfeziona. Cari amici, che nessuna avversità vi paralizzi! Non abbiate paura del mondo, né del futuro, né della vostra debolezza. Il Signore vi ha concesso di vivere in questo momento della storia, perché grazie alla vostra fede continui a risuonare il Suo Nome in tutta la terra. Dopo la benedizione  conclude annunciando che la prossima Gmg si terrà nel 2013, a Rio de Janeiro. I giovani di Madrid passano le consegne ai loro amici brasiliani, che prendono anche la croce della Gmg che ora comincerà il suo pellegrinaggio in Sud America.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il responsabile del gruppo che ci ha accolti (nel Collegio Don Bosco nel quartiere St.Irene di Madrid), l’affettuoso Diego, ci ha salutati  dicendo che, vedendo arrivare in tutta Madrid  giovani con zaini tutti colorati,  già temevano il peggio ma seguendo con noi il cammino di catechesi, vedendo come i nostri canti, le nostre risate e i nostri comportamenti erano da testimoni di fede ha capito che dentro l’anima di questi giovani c’è la presenza dello Spirito di Dio e  questo l’ ha reso felice..Questa è stata la cosa più bella, il risultato più grande che i giovani della Diocesi di Acireale potevano ottenere: essere testimoni della fede nel mondo.                                            

                                                           Clelia Fasone