Chiesa San Vincenzo Ferreri

Pala raffigurante il miracolo

 di

 De Roberti

Nastro 2: San Vincenzo Ferreri

Vita e opere 2

Ottenuto il permesso di lasciare la corte pontificia e ricevuto il titolo di legato a latere Christi(1399), trascorse i successivi vent’anni della sua vita come predicatore in giro per l’Europa occidentale, ma soprattutto in Spagna, ottenendo, grazie alla sua abilità oratoria, al tono apocalittico dei suoi sermoni e alla fama di taumaturgo, numerose conversioni (soprattutto di musulmani ed ebrei). La sua potente parola era sostenuta dai più meravigliosi carismi. Ebbe il dono delle lingue, leggeva nel futuro e nel segreto dei cuori, e forse mai, dal tempo degli apostoli, la predicazione fu confermata da tanti miracoli. La predicazione apocalittica del Ferreri gli valse il titolo di "angelo del giudizio". Essa fu comprovata da strepitosi miracoli, come si deduce dai processi di canonizzazione. Nella cattedrale di Salamanca l'uditorio, sconvolto dall'audace ardore della sua predicazione, gli domandò un giorno: "A buon conto, che prodigi precederanno il giudizio finale? Rassicurateci una volta per sempre al riguardo". "Mia buona gente, rispose il figlio di S. Domenico, che segno migliore posso io darvi dell'ultimo giudizio che la misericordia di Dio? Essa ha operato finora mediante questo peccatore che vi sta dinanzi più di 3.000 miracoli".Per vent'anni enormi masse semianalfabete dell'Europa sud-occidentale accorsero a sentirlo parlare di Dio. Benché ovunque egli si esprimesse in catalano-valenzano, lo comprendevano nella propria lingua, lo gustavano e lo seguivano. Anche i più lontani dal suo pulpito sentivano distintamente la sua voce come i più vicini. Nella mente degli uditori sorgevano dei dubbi? Il santo glieli scioglieva immediatamente. Qualcuno li scriveva su pezzetti di carta che abbandonava ai piedi del pulpito? Il giorno dopo il santo aveva la risposta pronta per ciascuno di essi benché non li avesse ancora letti. Fu arbitro di pace tra i popoli e i regni. Il compendio dei suoi insegnamenti ai religiosi è contenuto nel Trattato sulla vita spirituale.

 A lui si deve la fine del doloroso scisma che invano, quarant’anni anni prima Caterina da Siena aveva cercato di scongiurare. Si impegnò dapprima tentando una mediazione tra Gregorio XII e Benedetto XIII, poi cercando di convincere Benedetto a rinunciare alla tiara e, di fronte al suo rifiuto, cercando di sottrargli l’obbedienza della Spagna. L'occasione gli si presentò nel 1412 quando, morto senza eredi Martino I di Aragona, fu tra i giudici incaricati di stabilire la successione al trono; il trono venne assegnato al candidato sostenuto da Vincenzo, Ferdinando I di Aragona (il "Giusto"), che nel Concilio di Costanza si batté per la fine dello scisma e riconobbe l’elezione al soglio pontificio di Martino V Colonna, mettendo fine ad ogni pretesa di Benedetto XIII. Era stabilito che il Ferreri finisse i suoi giorni a Vannes (Bretagna), anziché a Valenza, in seguito ad una specie di rapido invecchiamento causato dalla durezza della sua vita itinerante. A forza d'insistere, chi ne ebbe cura riuscì a fargli svestire il cilicio, accettare un materasso e qualche pozione fortificante Morì il 5 aprile 1419 nella Bretagna Minore, a Vannes, dove ancora si conserva il suo corpo. Nel suo processo di canonizzazione furono autenticati 873 miracoli. Due tra i più popolari prodigi a lui attribuiti: il primo consiste nella salvezza di un muratore che stava cadendo da un andito. Questo prodigio fu reso ancora più strepitoso in quanto S. Vincenzo, in attesa del permesso del suo Superiore per eseguire il miracolo, mantenne il giovane sospeso a mezz'aria. L'altro dipinto narra della resurrezione di una donna a cui S. Vincenzo ordinò poi di attestare essere lui l'Angelo dell'Apocalisse.  Papa Callisto III celebrò la cerimonia della sua canonizzazione il 3 giugno 1455, nella chiesa domenicana di Roma di Santa Maria sopra Minerva; il suo culto fu confermato da papa Pio II che, con bolla del 1458, fissò per la sua festa la data del 5 aprile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le principali caratteristiche con cui è raffigurato san Vincenzo Ferreri si possono così riassumere:

· col dito destro levato (segno che indica l'atto del predicare)

 

 

 

 

 

 

 

 

· come l'Angelo dell'Apocalisse, con ali, tromba e una fiamma sulla fronte

(segno della presenza dello Spirito Santo)

 

 

 

 

 

 

· tra le nuvole o gli angeli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

· con un libro nella mano sinistra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

· con un crocifisso

con le rappresentazioni dei miracoli e di avvenimenti della sua vita